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Consorzio di Bonifica, la “conta dei danni” è sui social. Ente sotto accusa per errata manutenzione

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Si levano voci da più parti e da più fronti del territorio, tanto nel caiatino, quanto sul versante matesino. Ancora una volta sono i social a registrare l’indice di gradimento del servizio reso al territorio dal Consorzio di Bonifica del Sannio-Alifano guidato da Alfonso Santagata, consigliere comunale di Alife già per diverse Amministrazioni.

I motivi della polemica sono diversi tra Piana di Monte Verna ed Alife, ma non risparmiano l’accusa di inadempienza e inadeguatezza del lavoro: nel primo caso la polemica è sulla mancata pulizia ad un vallone di scolo delle acque, nel secondo è proprio la pulizia dei fossi a generare la polemica per aver danneggiato nidi di volatili che in questi mesi nidificano lungo i nostri corsi d’acqua.
E qualcuno osa parlare di incompetenza.
Sui disagi e le conseguenti polemiche – nel caso di Alife – anche il giudizio di Maurizio Frassinet, autorevole esponente del mondo naturalista, già commissario del Parco Regionale del Matese: “Sarebbe stato sufficiente avere in briciolo di sensibilità. Troppa gente è stata assunta in maniera sbagliata e percepisce stipendi x fare danni. In ogni caso hanno commesso un resto ai sensi della legge 157 del 1991. Si potrebbe interessare Giancarlo di Caprio (Gianfranco, ndr) per una iniziativa dell’amministrazione comunale”.

Piana di Monte Verna
Stando a quanto denunciato online da numerosi residenti nell’area, Il Vallone, finora deputato alla raccolta delle acque meteoriche, verserebbe in uno stato di totale degrado, tanto da risultare chiuso in alcuni punti, per via di una manutenzione praticamente inesistente.
Tra gli indignati soprattutto gli agricoltori, stanchi di pagare al Consorzio di Bonifica un tributo che, a loro dire, non avrebbe ancora assicurato un qualche tipo di intervento minimo: essi inoltre lamentano la mancanza di canalette per l’irrigazione dei terreni, presenti invece in altri comuni, oppure di strade di pertinenza del Consorzio. A conti fatti insomma, per essi non ci sarebbe nulla che giustifichi il pagamento periodico di un tributo. Ma non solo: questa protesta scoppiata sull’affaire del vallone tra Piana e Caiazzo sarebbe la punta di un iceberg molto più grosso, poiché in realtà la carenza di servizi andrebbe a spalmarsi su un’area più vasta (comprendente i comuni di Castel di Sasso, Pontelatone, Formicola e Castel Campagnano, solo per citare i centri maggiori), andando a incrementare il livello di allerta generale, già alto dal giugno 2009, quando un’alluvione produsse notevoli danni alle aziende agricole.
Il Consorzio tuttavia ha dato disponibilità al Comune di Piana di Monte Verna a partire dal 16 luglio per svolgere la manutenzione delle aree di pertinenza dell’Ente, ma è chiaro che continuandosi a trattare di interventi occasionali e straordinari, giova poco al territorio e ai suoi abitanti il lavoro una tantum realizzato.

Alife
Nel comune matesino stessa polemica, ma con motivazioni diverse: la pulizia dei canali nel periodo maggio-giugno coincide inevitabilmente con il tempo di riproduzione di molte specie di animali soprattutto volatili che nidificano lungo i corsi d’acqua.
Sono del resto i mesi estivi quelli in cui si concentra il maggior lavoro del Consorzio, quando – come fanno notare gli utenti della rete – i corsi d’acqua sono meno abbondanti mentre necessiterebbero di manutenzione allorquando la loro portata si fa più grossa con il conseguente rischio di esondazioni, quindi in inverno (o per meglio dire tutto l’anno).
“Spero che la coscienza delle persone venga toccata non solo quando un capriolo viene ucciso ma quando un intero ecosistema viene distrutto”, tuonano pesanti le parole che inevitabilmente chiamano in causa i vertici dell’Ente.

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