Home Chiesa e Diocesi Piedimonte Matese. Mensa Caritas, una “cena” per raccontarla meglio

Piedimonte Matese. Mensa Caritas, una “cena” per raccontarla meglio

2490
0

Una serata dedicata al confronto, al bilancio, ad uno scambio di pareri sulla mensa Panis Caritatis inaugurata lo scorso gennaio a Piedimonte Matese in Piazza Europa, nei locali della centrale Enel.

Il direttore della Caritas diocesana, Don Arnaldo Ricciuto, ha esteso l’invito a cena al vescovo Mons. Valentino Di Cerbo, alle Caritas e ai sacerdoti di Piedimonte e San Potito Sannitico – i comuni da cui affluiscono persone per il pasto quotidiano – e ai 20 fornitori che a titolo gratuito offrono cibi e beni di prima necessità favorendo così il funzionamento della struttura. A questi si sono aggiunti i 12 volontari che a turno prestano il loro servizio di assistenza e pulizie quotidianamente e ai membri della cooperativa Noesis che di fatto gestisce il servizio mensa.

Assente qualche sacerdote, così come alcuni tra i fornitori, ma la serata è stata comunque l’occasione per fare il punto sulle potenzialità del servizio, sui limiti ancora da superare al fine di rendere la possibilità di un pasto caldo (a pranzo) a portata di molti.

Su questa linea si sta muovendo infatti la Caritas di Alife-Caiazzo anche in collaborazione con qualche Sindaco del territorio che oltre ad aver segnalato casi di famiglie indigenti , si è reso disponibile a favorirne il trasporto verso il capoluogo matesino per il pranzo di ogni giorno.

Non solo: tra le nuove possibilità per chi accede alla struttura, vi è anche quella di ritirare confezioni di cibo (non cotte, ma opportunamente sigillate) per la conservazione e la preparazione di piatti in casa.

Grazie poi al perfezionamento del regolamento di accesso alla struttura Panis Caritatis, anche ai bambini è donata la possibilità di ricevere il piatto giornaliero sul posto, evitando ad alcune famiglie che ne avevano fatto richiesta, il disagio di dividersi a causa delle autorizzazioni ad accedere concesse solo ai maggiorenni.

1338 i pasti offerti negli ultimi 4 mesi agli ospiti della mensa: prevalente il consumo di frutta e verdura con l’arrivo dell’estate; parimenti il consumo di carne, pesce cui segue quello di uova ed altro. Anche queste indicazioni sono state fornite e dettagliate nel corso della serata.

Il cammino di questi ultimi 4 mesi di effettivo servizio ai fratelli più bisognosi è stata esperienza altrettanto formativa per chi si è dovuto misurare – la Caritas diocesana – con un’attività nuova sperimentando un fronte della carità fatto non della semplice somministrazione di cibo, ma della più importante e delicata rete di relazioni necessarie a captare a ad avvicinare i bisogni, rispondendo alle attese di molti, a volte deludendone alcuni, ma senza mai tralasciare l’ascolto e il dialogo.
Una mensa è molto di più del suo nome e delle sue apparenti funzioni: è tempo, lavoro, incontro, soluzioni per chi vi bussa e scopre di trovare molto più di un piatto caldo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.