Home Territorio Raviscanina. Centinaia di persone per l’ultimo saluto a Raffaele Pinelli

Raviscanina. Centinaia di persone per l’ultimo saluto a Raffaele Pinelli

Davanti la chiesa del Sacro Cuore centinaia di persone. “Possa la Vergine asciugare le lacrime di oggi e trasformarle in Resurrezione” le parole del parroco don Armando Visone

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Un funerale toccante, composto, pieno di gente. Un via vai di sguardi, abbracci, preghiere. La funzione religiosa si è svolta all’aperto, davanti la chiesa del Sacro Cuore di Raviscanina, per dar modo a tutti di partecipare. Erano in tantissimi, amici, compagni, colleghi. Tanti, troppi. Il parroco, don Armando Visone, accompagnato da don Alfonso De Balsi, Don Mario Rega, don Gregorio Urrego e don Franco Sbriglia, durante la funzione, ha avuto parole di conforto nei confronti di una famiglia affranta, triste, troppo segnata.

“In questa estate torrida, un brivido ha attraversato la nostra comunità. È vero, un disegno di Dio questo che forse non capiamo ma Dio è Padre e, così come questa mamma che oggi piange un figlio al quale aveva già deciso di dare qualcosa in eredità, così il Padre nostro che è nei cieli, darà ora a Raffaele l’eredità del Paradiso”.
Ha concluso l’omelia con il richiamo alla Madonna: “Possa la Vergine asciugare le lacrime di oggi e trasformarle in Resurrezione”.

Abbiamo partecipato al funerale e colto i momenti, scrutato gli sguardi, ascoltato parole; abbiamo pregato su una tomba bianca con su fiori e una maglietta della Juventus, abbiamo affranti constatato la difficoltà di una perdita simile, ma tutto lo sguardo, da sempre, ininterrottamente, durante l’intera funzione, si è concentrato su un unico e toccante sorriso: quello di Raffaele.

Le tantissime foto che coronavano la sua bara, erano fortemente attraversate da un sorriso spiazzante che, come un magnete, attiravano gli occhi di ognuno e pareva rassicurarci, quasi a dirci “non avete paura, ho vissuto a cento all’ora e ora non piango ma vivo ancora.. Io non sono morto”.
E allora sì, ora ne abbiamo la certezza; forse davvero Dio ci mette su questa terra il tempo che basta per costruire qualcosa di grande, forse davvero serve solo fare la sua volontà e vivere godendo, amando, abbracciando, assaporando così come ha fatto Raffaele.
Un esempio di gioia quello di oggi, non morte ma vita.
Le moto, la musica a tutto volume, le foto, i poster, gli amici con le magliette con su la foto, la maglietta della sua squadra di calcio, il suo paese.
Tutto, tutto ha contribuito a coronare un’ascesa al cielo bellissima. E poi ancora fiori e confetti bianchi lanciati, e palloncini in aria con sotto il suo volto con sempre quello sguardo, ancora quel sorriso sincero, genuino, gratuito . Si, ora davvero ne abbiamo la certezza: non conta quanto si vive, ma come si vive e soprattutto, quanto amore si da gratuitamente, quotidianamente e costantemente. Conta come e quanto ami.
Grazie Raffaele, per l’esempio, per i ricordi, per la dedizione nel tuo lavoro, per aver sempre salutato tutti, per essere stato sempre disponibile. E grazie per aver riso e sorriso così.
Buona festa in cielo

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