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    Home»Chiesa e Diocesi»Speciale / Piedimonte Matese. Il San Gennaro “ritrovato” della parrocchia di Santa Maria Maggiore
    Chiesa e Diocesi Primo Piano

    Speciale / Piedimonte Matese. Il San Gennaro “ritrovato” della parrocchia di Santa Maria Maggiore

    Redazione19 Ottobre 20172 commenti

    In molti ne avevano perduto memoria, altri ancora nemmeno sapevano che la parrocchia di Santa Maria Maggiore, possedesse tra i suoi “preziosi” la pregevole tela settecentesca con San Gennaro tra i leoni, opera di Paolo De Matteis nel 1710, oggi restaurata e pronta a far ritorno in nell’omonima Basilica dopo il restauro curato dalla Soprintendenza delle Province di Caserta e Benevento.
    La presentazione si terrà venerdì 27 ottobre alle 10.30 in chiesa (scarica la locandina) alla presenza dei dottri Salvatore Buonomo, Marianna Merolle e Decio Carelli della Soprintendenza.

    Il precedente
    Alcuni mesi fa la scoperta: tra i documenti d’archivio della parrocchia di Santa Maria Maggiore se ne rinvengono alcuni che attestano il deposito di opere – da 15 anni – presso gli archivi della Soprintendenza casertana.
    Sorpresa e incredulità, seguite dallo stupore dopo la presa visione delle opere da parte del parroco don Andrea De Vico e dei collaboratori parrocchiali. Immediata la decisione di riportare “a casa” i beni, segno di un’identità storica robusta, che parla e continua a rivelare di Piedimonte Matese e delle sue chiese un significativo passato. Di qui la scelta della Soprintendenza di finanziare il restauro del De Matteis senza ancora conoscere la firma dell’artista coperta dai segni del tempo.

    La datazione del quadro riconduce l’opera al florido periodo artistico che visse la città matesina con Aurora Sanseverino, moglie di Nicola Gaetani dell’Aquila d’Aragona, conte di Alife duca di Laurenzana e principe di Piedimonte.
    Tempo di poesia, letteratura, pittura nei ripetuti scambi della città con Napoli – capitale del Regno e fucina di grande cultura – ma anche nei circoli cittadini che Palazzo ducale riuniva.
    La presenza del San Gennaro tra i leoni, rivela tutto questo: il fermento di una città mai ferma in se stessa ma aperta al dialogo, al confronto, sollecitata ad essere non periferia, ma un microcosmo di benestare politico e culturale, in più occasioni salotto e laboratorio dei tanti artisti che, da Napoli, vi si recavano per diletto o per lavoro perchè convocati a corte.

    Tra questi, De Matteis, pittore itinerante in tutto il Mezzogiorno, ma anche nel resto d’Italia e d’Europa: attestate sue opere a Roma, Genova, Parigi, Madrid con tappe anche in Austria e Inghilterra. Allievo del maestro Luca Giordano, fu a sua volta guida di pittori quali i Sarnelli e Domenico Guarino.

    L’episodio di fede
    La tela ripropone la scena  in cui il Santo, vescovo di Benevento – martirizzato durante le persecuzioni dei cristiani da parte di Diocleziano (IV secolo), si reca a Pozzuoli per fare visita al diacono Sossio perseguitato e in carcere. Avendo interceduto per la sua liberazione e avendo apertamente manifestato la propria fede, anche per Gennaro arriva il momento della prigione e la condanna ad essere sbranato dai leoni nell’anfiteatro di Pozzuoli. La tradizione vuole che il terribile supplizio viene mutato per l’avvenimento di un miracolo: i leoni si sarebbero inginocchiati davanti ai condannati, dopo che Gennaro li  benedice. A quel punto, si ordina che il martirio venga eseguito secondo decapitazione.

    Le iniziative della Parrocchia
    L’invito alla presentazione della tela restaurata, oltre che rivolto a tutta la comunità cittadina, è stato aperto ad alcune classi degli Istituti superiori di Piedimonte Matese, con particolare coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico e Linguistico. Ad onorare l’evento ci saranno anche studenti della Repubblica Ceca gemellati con coetanei dell’Isituto tecnico industriale.
    Al contempo, la parrocchia di Santa Maria Maggiore – tramite una commissione di arte sacra individuata tra alcuni collaboratori parrocchiali – ha avviato la realizzazione di un catalogo di opere da restaurare per promuoverne la conoscenza e la ricerca di sponsorizzazioni, sia pubbliche che private. Anche in questo caso, giocheranno un ruolo da protagonisti gli alunni del Liceo Artistico Galileo Galilei, tra qualche tempo interamente coinvolti nel progetto.

     

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    2 commenti

    1. Anna Maria Ballarino on 19 Settembre 2018 8:55

      San Gennaro , tutta la notte al letto di un malato, con gli angeli hai vegliato.

      Reply
      • Redazione on 19 Settembre 2018 11:07

        Gentile Anna Maria,
        in merito al culto di San Gennaro, che accomuna Napoli al territorio matesino, la invitiamo a leggere anche l’ultimo articolo appena pubblicato, se le fa piacere.
        Buona giornata e grazie dell’attenzione.

        Reply
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