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Halloween? No grazie!

Una antica ricorrenza, oggi occasione di trasgressione e consumismo. Il macabro non ci appartiene: la vita è sorriso e condivisione anche nella quotidiana fatica

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Chi non è mai stato tentato, il 31 di ottobre, dal famoso “scherzetto o dolcetto”, dalla lanterna a forma di zucca da mettere in bella mostra sul davanzale di casa, dal cappellone della streghetta da regalare alla bambina?
L’era di Halloween, eh si, l’era degli italiani col pacchetto made in U.S.A. in tasca (da cui è derivato l’odierno stile consumistico e distorto dell’originaria ricorrenza celtica), l’era delle scelte facili, del seguire la moda, dei sorrisi dipinti e del trucco esagerato. L’era delle feste da sballo, del tutto è permesso, l’era dei soldi, delle foto da postare, dei tramonti visti dietro uno schermo. Tutti figli di un Dio minore? Certo che no! Assolutamente no.
Ed un “No” gridato e voluto, lo diranno in molti stasera, a Piedimonte ma non solo. No ai costumi a forma di mostro e agli scheletri di carta, all’ombra per la luce, al mercato di maschere, teschi, zucche, mantelli, cappellacci, fantasmi, streghe e zombie. Ebbene si, in tanti, stanotte, sono pronti a dare il consenso negativo ai balli in maschera e alle notti trasgressive, scegliendo la strada che anticipa la festa di tutti i Santi, quella della preghiera.

Le nuove generazioni ricevono un ulteriore bombardamento di orrore e violenza, pensando forse che la paura della morte, e l’incontro con gli spiriti d’oltre tomba si possa vincere facendo amicizia con fantasmi e vampiri, streghe e demoni.
Ma “Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro” diceva Giovanni Paolo II.
E allora su, coraggio! Niente paura e mai come oggi, l’invito a sorridere senza maschere, col volto di figli amati, abbracciati, fatti come un prodigio.
A volte forse siamo stanchi delle fatiche di una settimana e delusi perché non abbiamo portato a casa le soddisfazioni che cercavamo. Stanchi perché abbiamo faticato tutta la vita e delusi perché ci sembra di non aver combinato ancora niente. Forse siamo come Pietro ed i suoi compagni, stanchi perché hanno pescato tutta la notte e delusi perché non hanno preso nulla. Vogliamo solo riposare e andarci a divertire, almeno per essere sicuri di riuscire ancora a provare emozioni forti.
Non ci attendiamo niente di particolare, ci siamo arenati sulla noia. Eppure proprio in questo momento Gesù si fa più vicino a noi. Forse sentiamo un pungolo in fondo alla nostra coscienza, un senso di insoddisfazione, uno strano impulso ad alzarci ed iniziare a fare qualcosa per essere felici. È Gesù, che ci prega di scostarci un poco dalla nostra pigrizia, di scostarci dalla riva e ci invita a prendere il largo mostrandoci un mare di possibilità.

Giornate di sorrisi, di pace del cuore, di festa contro i giudizi degli altri, la paura del futuro, la scarsa considerazione di sé, l’ansia da prestazione, l’incertezza economica e molto altro ancora. Ecco la risposta a tutto questo: facciamoci santi, gentili con chi incontriamo, prossimi dei sofferenti. Ma facciamolo col sorriso.
Quel “no” alla maschera da strega è molto di più di una serata senza Halloween, ma una scelta ordinaria da cui non fuggo, che sento mia. Io perciò scelto il sorriso.

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