Home Chiesa e Diocesi Diocesi Alife-Caiazzo. Catechisti, “impegnati nel presente a collaborare”

Diocesi Alife-Caiazzo. Catechisti, “impegnati nel presente a collaborare”

Ieri pomeriggio i catechisti delle varie parrocchie della Diocesi, circa 200, sono convenuti in Cattedrale per l'Assemblea per l'apertura del nuovo anno pastorale

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Un clima di partecipazione e di entusiasmo ha fatto da cornice all’Assemblea svoltasi ieri pomeriggio, 5 novembre, nella chiesa Cattedrale di Alife, dove circa 200 catechisti della Diocesi si sono ritrovati per il tradizionale momento d’apertura del nuovo anno.
Ad introdurre il momento di riflessione il vescovo Mons. Valentino Di Cerbo, il quale, richiamandosi alle Norme per l’Iniziazione cristiana, che saranno parte integrante del Libro del Sinodo, di prossima uscita, si è soffermato su quattro punti, che sintetizzano il percorso avviato dalla Diocesi di Alife-Caiazzo con l’obiettivo di rivedere “gli itinerari delle parrocchie alla luce delle “mutate condizioni socio-culturali del Territorio e all’educazione alla fede delle nuove generazioni”. Accogliendo lo stimolo trasmesso da Papa Francesco attraverso Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, in cui invita “a operare una conversione pastorale” da portare avanti per mezzo di operatori in atteggiamento di “uscita”. Accoglienza e prima evangelizzazione delle famigliePrima iniziazione dei fanciulli e percorsi di fede per i genitoriEvangelizzazione della vita quotidiana dei ragazziCatecumenato crismale o noviziato della fede: sono queste le tappe principali di un processo di crescita nella fede di ogni comunità parrocchiale e della più grande famiglia diocesana.

Sul tema Siamo i collaboratori della vostra gioia, scelto per l’Assemblea di quest’anno con un richiamo alla Seconda Lettera ai Corinzi di San Paolo, è intervenuto don Luca Pandolfi, sacerdote romano, esperto di comunicazione e catechesi, docente presso la Pontificia Facoltà Urbaniana. Il catechista, come ogni persona impegnata ad evangelizzare ponendo l’accento sulla “centralità dell’annuncio”, ha il dovere di “esserCi“. Non a caso la particella avverbiale completa il verbo essere, ad indicare la necessità di “essere dentro” la realtà di vita di coloro ai quali si rivolge l’azione evangelizzatrice. Il catechista, a differenza dell’insegnante, deve garantire la sua presenza, un impegno “che si coniuga al presente e non al futuro”, e sempre mettendo in pratica un atteggiamento di “collaborazione con il contesto di vita e con gli educatori e gli animatori di Azione Cattolica e delle Guide Scout Agesci della Diocesi. Il catechista non è colui che detiene la verità, né può ergersi a “maestro portatore di gioia”, ma è una persona come le altre, con tutte le sue problematiche esistenziali, ma disposta a “cercare quel tesoro nel campo”, la grazia di Dio, con umiltà e generosità.

Dopo la riflessione di don Luca Pandolfi, e gli interventi di alcuni membri dell’Assemblea, la parola è stata presa da don Vittorio Marra dell’Ufficio Catechistico diocesano, che si è occupato di curare l’evento e, con la recita della Preghiera del Catechista, si è concluso il bel momento di condivisione, che rappresenta per ogni parrocchia l’inizio positivo di una nuova scommessa.

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