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Caiazzo / Baia e Latina. Se ne va il professore Ciccio Cervo, studioso e custode di storia locale

Fu farmacista e docente di Matematica e Scienze alle Scuole medie di Baia e Latina. Uomo di vasta cultura, il professore Cervo ha contribuito con i suoi studi alla conoscenza del territorio

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È venuto a mancare il professore Francesco Maria Cervo, noto a tutti in quel di Caiazzo per essere un uomo dotato di un’immensa cultura e per i suoi contributi alla ricostruzione della storia caiatina.
Nato il 16 novembre del 1928 e primo di cinque figli, aveva conseguito la Licenza classica presso il Liceo Classico di Santa Maria Capua Vetere, per poi laurearsi in Farmacia presso l’Ateneo federiciano di Napoli. Non ebbe molta fortuna nelle vesti di farmacista, dovendo affrontare la terribile crisi degli anni ’70, a causa della quale decise di chiudere anziché chiedere aiuto alle Mutue.

Chi ha conosciuto il professore Cervo ne ha apprezzato le capacità come docente di Matematica e Scienze, materie insegnate per lungo tempo alle Scuole Medie di Baia e Latina, comune dove è stato residente e dove vivono la moglie, i figli e i nipoti.
La sua memoria nitida e la sua mente rimasta lucida fino all’ultimo suo giorno di vita hanno fatto di lui una persona fascinosa. La sua conoscenza si spingeva al di là del campo scientifico, abbracciando anche quello linguistico e letterario. Così, chiunque si rivolgesse a lui per avere delucidazioni poteva essere sicuro di ricevere sempre la risposta cercata.

Tuttavia, la vita non ha sempre sorriso al caro Ciccio avendo egli conosciuto il dolore in più di un’occasione, purtroppo. Oltre ad aver fatto i conti con le difficoltà imposte dalla Guerra – fu lui a portare in salvo il fratellino Aldo, di appena 15 giorni, quando, il 27 gennaio 1944, Caiazzo fu bombardata dagli alleati – è stato anche costretto a sopravvivere a tre dei suoi sette figli (Cristiano, Katia e Rosario), il dolore più grande che un genitore possa provare. Il dolore lo ha accompagnato in ogni istante, fino a diventare parte integrante di sé e dei suoi giorni, ma sempre conservato con silenzio e dignità.

Caiazzo non potrà dimenticare chi ha fatto della storia vissuta in prima persona e dell’amore per la propria terra materiale prezioso, da custodire con gelosia, lasciato in eredità ai più giovani. L’esistenza e l’opera del professore rimarranno incise nella memoria dei tempi, lui che ha scelto di andarsene proprio nel tempo di Natale, il momento dell’anno consacrato alla famiglia, quella famiglia per cui rappresenterà per sempre un esempio. Dieci nipotini che lo adoravano e che continueranno a farlo, perché si ritengono fortunati per avere avuto un nonno “spettacolare”.

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