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DA VEDERE. Il presepe “che insegna” di Ave Gratia Plena a Piedimonte Matese

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Continua il nostro tour alla scoperta dei presepi nelle Chiese del territorio. Perchè di vera e propria scoperta si tratta: non tutti infatti sanno di poter assistere così da vicino alla rappresentazione del Mistero raccontata dai pastori, dagli angeli, da Maria e Giuseppe in maniera così palpabile e ravvicinata.
Non solo.
Essi sono veri e propri testi d’arte, patrimonio di gran valore che si aggiunge ai tanti preziosi conservati nelle nostre chiese.

Oggi bussiamo alla porta della chiesa di Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese, scrigno barocco di pregiate opere che abbracciano i secoli XVI-XX e ci spingiamo fin nella sagrestia dov’è custodito dal 2011 un bel presepe in stile ‘700 napoletano, anch’esso progettato, allestito e donato da Marcellino Angelillo, già autore di quello conservato in Cattedrale ad Alife, con pastori provenienti dalla Bottega Marco e Giuseppe Ferrigno di San Gregorio Armeno in Napoli.

Costante il richiamo “locale” nei presepi fino ad ora descritti; accade anche per quello di Ave Gratia Plena a partire dalla scena della Natività ripresa dalla tavola del pittore Girolamo Imparato (1549 ca. – 1607) della navata laterale destra della chiesa: di essa il maestro presepista ha ripreso la tettoia lignea della stalla posta tra i ruderi di un tempio romano; torna anche in questo caso il riferimento al potere politico romano (contesto cronologico) e il decadimento del paganesimo (contesto religioso).

La locanda
Il Vangelo di Luca narra di una locanda in cui non trovarono posto Maria e Giuseppe…
Nel Presepe che vi raccontiamo essa è raffigurata secondo l’architettura di Palazzo Trutta ubicato nel quartiere parrocchiale di Ave Gratia Plena, “cenacolo di cultura, di arte e di educazione, simbolo della radice buona della nostra gente, immagine di quanto le nostre famiglie sono chiamate a trasmettere alle generazioni future. Si nasce non solo alla vita, ma anche alla storia e alla cultura del proprio ambiente, la si vive, ma la si eleva anche con il proprio contributo, come Gesù ha fatto nella storia del suo popolo. Il Presepe in tal senso è tradizione nel senso alto del termine ossia consegna di valori, di memoria e di speranza” (dal depliant illustrativo del Presepe).

I pastori necessari
Come per le altre raffigurazioni, quelle napoletane e quelle locali già descritte, sulla scena trovano posto Benino, il pastore dormiente, colui che preso parteciperà della festa di Dio sulla terra, e il pastore della Meraviglia, già dentro al Mistero, che a mani vuote si presenta a Gesù stupito per i prodigi compiuti da Dio per l’uomo ed è pronto, a braccia spalancate ad accoglierne il peso e la forza.

Tra i pastori non mancano quelli che ricordano i tanti che fino a pochi anni fa, percorrendo antichi sentieri di montagna, dal Matese scendevano a valle per la transumanza: i loro volti, gli abiti, lo sguardo reca i segni di famiglia, di chi appartiene ad una scena esclusivamente locale e che meglio si descrive attraverso ulteriori scorci ed elementi artistici: anche in questo caso ritornano le maioliche dipinte a mano della Bottega Giustiniani di San Lorenzello per raffigurare la fede e la devozione locale: l’icona dell’Immacolata venerata in Ave Gratia Plena e quella di San Marcellino prete e martire patrono della città di Piedimonte Matese o l’edicola votiva raffigurante Sant’Antonio di Padova venerato particolarmente nel quartiere parrocchiale.

Colpisce, in questo presepe, più che in altri, il fattore locale legato non solo alla storia culturale della famiglia Trutta già citata, ma anche quello esclusivamente popolare e sociale: molto accurata la raffigurazione plastica de il catuozzo, tecnica di lavorazione dei tagliaboschi le cui famiglie sono numerose nel quartiere, da cui si ricavava (e in piccola parte anche oggi) i carboni da una particolare tecnica di combustione della legna. Scena che rende la vita quotidiana parte del Presepe, parte integrante della vita di Dio sulla terra.
Altra scena “di sempre” è quella della piazza nella raffigurazione di Piazzetta Annunziata con la sua bella fontana (oggi transennata per motivi di sicurezza) anch’essa perfettamente riprodotta.

Il Presepe non ci è estraneo, la venuta del Figlio è per tutti; è a portata di tutti; è esperienza per l’uomo di ogni estrazione e di ogni attesa.
Questa grande scena lo racconta in maniera vera.

VISITARE IL PRESEPE
È possibile visitare il presepe tutti i giorni, mezz’ora prima e mezz’ora dopo la celebrazione della messa vespertina (ore 18.00); e la domenica subito dopo la messa (ore 10.00).
Per visite guidate contattare la Parrocchia (anche lasciando un messaggio sulla pagina facebook parrocchiale)

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