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“Abbiamo camminato tanto, ma non si sono logorati i nostri piedi”, testimonianza dalla Giornata Mondiale della Gioventù è tutto

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Ancora poche ore, e poi in volo verso casa. 
Hanno fatto i bagagli quasi tutti, i giovani presenti a questa Giornata Mondiale della Gioventù 2019. E un po’ alla volta stanno raggiungendo i loro Paesi di origine.
È ancora presto per smaltire la fatica: molti di loro necessitano di tante altre ore di “trasferimenti” da un aeroporto all’altro, da un capo all’altro del mondo.
Li abbiamo seguiti su giornali e tv “partecipando” al loro entusiasmo con uno sguardo particolare ai “nostri” diocesani partiti il 21 gennaio.
Tempo di bilanci e di doni: non souvenirs da una comune gita fuori porta, ma di consegnarci la vita nuova che hanno trovato (e riconquistato) in questa esperienza e che ciascuno racconterà e proverà a contagiare.
La pastorale giovanile della Diocesi di Alife-Caiazzo, nelle sue espressioni di gruppi e movimenti presenti sul territorio necessita anche dell’entusiasmo di Roberto, Christian, Fabio e Angelo.

Da queste prime ore del giorno (a Panama è appena l’alba) ci giungono le parole di don Paolo Vitale che li ha accompagnati nel viaggio e con loro vissuto la GMG.

Parole che sono il frutto di una condivisione post-evento, a riflettori spenti, e senza telecamere di troppo.
Parole che ci sono inviate perché cominci la vera condivisione di quanto accaduto, perché la nostra preghiera dia ancora gambe e fiato ai loro sogni e quelli dei coetanei ed amici che li stanno aspettando a casa. 

Riceviamo e pubblichiamo questo ultimo dono che ci giunge da oltreoceano.

La condivisione e la preghiera dei nostri giovani, al termine della GMG

Siamo partiti dall’Italia con una domanda che ci ha spronato e ci ha spinto ad andare oltreoceano.
Una domanda esistenziale che ci ha fatto camminare con lenti di ingrandimento, occhiali e quant’altro serve per trovare qualcosa che forse molti hanno smarrito:Gesù Cristo.
La domanda è: “che cosa cercate?” (Gv 1, 35).
Signore, siamo partiti con tanti pregiudizi e paure.
Abbiamo pensato ai nostri occhi biologici dimenticando quelli del cuore!
Ma a tutto hai pensato Tu, che nello zaino hai provveduto a mettere tutto e soprattutto all’amore.
Abbiamo camminato tanto, ma non si sono logorati i nostri piedi (cfr Es 29 4); abbiamo stretto tante mani per formare un’unica grande famiglia: la Chiesa.
Quante volte ha risuonato questa domanda di Gesù in noi…
Eppure possiamo dire di aver cercato e trovato il Suo volto.
“Il tuo volto Signore io cerco non nascondermi il tuo volto” (Sal 29): un volto di Misericordia, un volto che ama individualmente e indistintamente.
Un volto che ha occhi chiari, neri, a mandorla.
Un volto che ha mille colori: bianco caucasico, rosso degli indios, scuro del popolo africano, giallo dei popoli orientali.
Abbiamo cercato e trovato il Tuo volto nella gioia e il sorriso dei fratelli, nell’accoglienza e nell’abbraccio di chi non conoscevamo, semplicemente prendendo per mano chi ci stava accanto perché dallo sguardo capivi che anch’egli cercava Te, Amore Eterno, Gioia infinita, Sole senza tramonto, Astro che illumina i popoli.
Grazie Signore che ancora una volta Ti sei mostrato Padre di Misericordia e fratello che cammina accanto a noi.
Eh si! È proprio vero che: “Quale gioia Quando mi dissero andremo alla casa del Signore e ora I nostri piedi di fermano alle tue porte Gerusalemme”(Sal 121).
Ora si fermano! Si fermano di cercare ma sono pronti per ripartire annunciare testimoniare che “è bello e gioioso che i fratelli vivano insieme”(Sal 132) e ancora: “ci legava una dolce amicizia verso la casa di Dio camminiamo in festa” (Sal 54).

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