Un serpentone di giovani in festa ha rotto la monotonia di un sonnecchiante pomeriggio cittadino, distribuito tra i divani di casa e qualche bar del centro in attesa delle consuete movimentate ore serali.
Loro invece, hanno cantato un’altra canzone, un grande coro fuori dal coro, fuori dagli schemi comuni.

L’iniziativa, a cura del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile si inserisce nella programmazione annuale delle attività – in calendario – riservate ai giovani della Diocesi di Alife-Caiazzo, ma in questa occasione, all’indomani della Giornata Mondiale della Gioventù di Panama (22-27 gennaio 2019), ha avuto un’eco diversa.
È stato come portare a casa il clima del grande evento mondiale che 4 giovani diocesani accompagnati da don Paolo Vitale hanno vissuto da poco.
Appuntamento all’oratorio San Domenico Savio della parrocchia di Santa Maria Maggiore per la prima parte dell’incontro, dove sulla musica e le immagini della GMG, don Paolo, Christian Fusco e Roberto Di Buccio hanno raccontato dell’esperienza panamense: non solo un album di fotografie ma un vero e proprio diario di viaggio; al loro racconto si è unito quello di Roberta Iannucci della vicina diocesi di Teano-Calvi presente con amici della sua Diocesi alla GMG.

“Andare senza sapere troppo di cosa accadrà, senza conoscere nessuno se non i tuoi compagni di viaggio e lì lasciarsi coinvolgere da tutto e da tutti ed essere parte della grande famiglia che si chiama Chiesa”, ha proseguito il suo racconto spaziando tra le emozioni e le ritrovate certezze. “Pensavo di essere un giovane credente, ma di fatto non lo ero. È solo ora qualcosa è cambiato davvero nella mia vita; solo ora posso dire di aver incontrato Gesù”.
Parole che confermano l’intuizione delle Giornate mondiali della Gioventù; esperienze fuori dal comune; eventi che estrapolano dalla realtà spogliando i giovani delle quotidiane certezze destinate poi a frantumarsi di fronte ad una full immersion di preghiera e condivisione che impone l’obbligo (ma non di certo il peso) di tornare a casa per essere testimoni ed annunciatori della scoperta più grande: il Vangelo, la misericordia di Dio, la gioia di essere Chiesa.
“Un’esperienza che ti cambia la vita e rompe ogni schema, ti rende un altro, ti rende vero, ti apre ad una verità che poi ti appartiene per sempre”, le parole del più giovane del gruppo diocesano a Panama, Roberto ancora liceale.
Da Roberta Iannucci una parola forte: “gratuità”, perchè una GMG è un “dono gratuito e reciproco di bellezza, di fede, di vita senza pregiudizi, senza preconcetti, un dono di libertà che si incrociano tra loro e si arricchiscono vicendevolmente”, dalle sue parole anche la testimonianza di una missione tra i poveri, vissuta in Messico, prima di raggiungere Panama.

E non poteva mancare la croce dei giovani, simbolo che nella Chiesa accompagna ogni Giornata Mondiale della Gioventù, consegnata nel 1984 da Papa Giovanni Paolo II in occasione dell’Anno della Redenzione ai suoi giovani: essa avrebbe accompagnato ogni loro grande festa e così è stato fino ad oggi.
La Diocesi di Alife-Caiazzo ha duplicato questo straordinario segno della fede cristiana. Anche ieri, come in precedenti occasioni, la croce è stata portata a spalla dai giovani; ha attraversato Piedimonte Matese giungendo alla chiesa di Ave Gratia Plena per la veglia di preghiera mariana. Da questa volta però, un nuovo legno, benedetto per l’occasione, porta una targa con le parole di Papa Francesco pronunciate a Panama (“Voi, cari giovani, non siete il futuro, ma l’adesso di Dio”) e il ricordo della GMG diocesana del 10 febbraio.

E la presenza di Maria ha fatto la differenza, non la sua statua ma il suo sguardo e la sua presenza invocati e percepiti come custodi della vita di tutti i giovani presenti.
Fidarsi di Dio, e rispondergli responsabilmente “Sì”; strappare con il passato, ritrovare in se stessi davvero se stessi, aprirsi a Dio che passa e parla e crea occasioni per entrare in contatto. Linguaggio forte e severo da parte di chi ha testimoniato il proprio incontro con il Signore: ancora Roberta Iannucci e don Paolo Vitale e in più don Flavio Calicchia, missionario del preziosissimo sangue. Storie di vocazioni diverse, di incontri e di risposte diverse alla richiesta di Dio di essere testimoni autentici ed entusiasti della sua Parola, portatori di speranza, presenza di pace, cuori attenti e premurosi verso gli altri, generatori di fede.

Sulla scia delle parole di Papa Francesco a Panama anche il messaggio finale di Mons. Valentino Di Cerbo: “Maria è l’oggi di Dio divenendone la madre e assumendosi la responsabilità di generare… Siamo qui da lei per imparare anche noi ad essere oggi“. L’impegno lasciato ai giovani, al termine di un pomeriggio denso di provocazioni positive: “Chi vuole essere l’oggi di Dio deve sentirgli appartenere ogni fratello. Chiunque saprà dire il proprio sì a Dio, può diventare madre di bellezza, consapevole che la Storia, il Mondo, la vita dei fratelli dipendono dalla responsabilità di ciascuno”.

Al termine della preghiera un dono per tutti, una missione da portare sempre con sè: ai partecipanti la consegna di un bracciale “si compia in me la tua parola” così come uno dei messaggi più forti, dal Vangelo, di questa GMG panamense.

 

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