Home Chiesa e Diocesi Servizio civile in Caritas. “Un’esperienza di crescita e scoperta di sé”

Servizio civile in Caritas. “Un’esperienza di crescita e scoperta di sé”

A metà del loro percorso, Annamaria, Amalia, Francesca e Luca, impegnati nel Servizio Civile presso la Caritas diocesana, riportano la loro significativa esperienza del "Corso di formazione residenziale di metà servizio" tenutosi a Maiori

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Si è tenuto presso la Casa religiosa di accoglienza “Amici di San Francesco” di Maiori, il 7 e l’8 giugno scorsi, il Corso di formazione residenziale di metà servizio per tutti gli operatori volontari in Servizio Civile della regione Campania che sono impegnati in diversi progetti nelle Caritas di varie diocesi. Questo secondo corso di formazione ci è stato proposto come una sorta di “pit stop”, una breve sosta per ripartire più carichi di prima e quale contesto migliore della Costiera amalfitana, circondati dai profumi e dai colori tipici di queste zone paradisiache per farlo? Oggetto di questo secondo Corso sono stati i quattro fondamenti del Servizio Civile: Formazione, Servizio, Comunità e Promozione-Sensibilizzazione. Quest’ultimo è da considerarsi linfa vitale che alimenta l’attività dei volontari, dei quali essenziale è la testimonianza, indispensabile affinché i giovani conoscano il valore dell’esperienza di servizio civile. Se portato avanti in modo corretto e collaborando con persone che condividono i medesimi ideali di carità e ascolto, il servizio civile è un’esperienza gratificante, che si può riassumere con tre parole, le 3C: cambiamento, crescita e condivisione.

“Rispetto alla precedente formazione residenziale, in questa eravamo più amalgamati, molto più aperti e pronti alla condivisione, più incentrati sul noiSono stati diversi i momenti in cui abbiamo dovuto lavorare gomito a gomito con ragazzi provenienti da diocesi differenti, con i quali tuttavia abbiamo trovato diverse affinità che per noi hanno rappresentato uno stimolo in più”. In programma anche una drammatizzazione, su un palco, con tanto di sipario, “per mettere in scena le nostre esperienze quotidiane in Caritas. Un confronto dal quale è emerso che le situazioni sono pressoché le stesse, che si tratti della Diocesi di Alife-Caiazzo o di quella di Amalfi-Cava, di Teggiano-Policastro o della diocesi di Capua”. Si esprimono con soddisfazione Amalia, Francesca, Annamaria e Luca, giovani impegnati nell’attività di Servizio Civile presso la diocesi di Alife-Caiazzo.

“Oltre ai momenti di formazione anche le nostre chiacchierate all’aperto sotto i caratteristici limoni amalfitani sono state formative, nel vero senso del termine; abbiamo condiviso le nostre esperienze, parlato di episodi comuni, distinti solo da nomi e luoghi diversi, ci siamo ritrovati in moltissimi racconti e questo ci ha aperto un mondo. Il momento più bello in assoluto è stato quando ci è stato chiesto di completare, in forma anonima, quattro frasi, per definire la nostra esperienza di servizio civile: Mi è piaciuto… Mi ha sorpreso… Mi ha deluso… Mi impegno…”. Le risposte dei partecipanti sono state lette a due voci dal palco e l’aspetto più emozionante il fatto che molte risposte fossero simili, “sia negli aspetti positivi che nelle criticità e la conferma più entusiasmante l’aver scoperto ciò che noi, appartenenti alla stessa diocesi, avessimo scritto”. Il Corso è stato per i ragazzi rigenerante, un momento che li ha arricchiti facendoli sentire “pronti e determinati ad affrontare gli impegni quotidiani che il Servizio Civile ci sottopone, sia le nuove sfide che si presenteranno all’orizzonte. Un’esperienza di crescita significativa e al tempo stesso utile per gli altri e per la società”.

Dunque, perché scegliere il Servizio Civile in Caritas? Perché aiuta a crescere, a conoscere i propri limiti per poterli gestire meglio, a limare aspetti del carattere che proprio non riusciamo ad accettare, per creare legami speciali, per quella malinconia che già ci assale ora al pensiero che a gennaio sarà finita questa bellissima ed unica esperienza!”

Annamaria Tartaglia, Amalia Fontana, Francesca Scotto Rosato e Luca Di Lello

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