Home Territorio Laghi del Matese, stop alla navigazione. Verso un regolamento a tutela dell’ecosistema

Laghi del Matese, stop alla navigazione. Verso un regolamento a tutela dell’ecosistema

Si fermano alcune delle attività sportive riprese all'indomani del lockdowon; preoccupazone da parte di associazioni e piccoli ristoratori locali

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Sospesa da ieri la navigabilità sui laghi del Matese (lago Matese, di Letino e di Gallo Matese). A darne immediata notizia l’associazione Matese adventures, protagonista da un paio di anni di attività sportive di pagaia, escursioni, corsi didattici formativi e in canoa e kayak sui nostri bacini di acqua dolce educando ad un modo diverso di vivere la montagna-Matese. Le autorizzazioni a procedere con le attività sportive messe in piedi anche in collaborazione con altre associazioni, questa volta non arrivano: uno stop quasi ‘atteso’ e consapevole che soprende meno i diretti destinatari del provvedimento.
Mentre risalgono appena a 15 giorni fa le straordinarie immagini del Lago Matese trasmesse da Linea Verde Radici nel racconto di Federico Quaranta che ha saputo ben celebrare l’unicità dell’ecosistema matesino (nella sua componente ambientale e umana) facendosi riprendere dalle telecamere della Rai proprio sulle acque del nostro bacino. Decisione che ferma anche la parte sportiva sul lago dell’iniziativa promossa da Goletta dei Laghi per domani mattina (vai all’evento).

Le cause della decisione sono il passaggio dalla denominazione di Sito di Conservazione a quello di Zona speciale di conservazione e l’assenza del Piano di Gestione dell’Area Protetta: 18 anni di gravi assenze (dalla nascita del Parco), di ritardi, di sinergie mancate, di idee e progetti lanciati e tante volte caduti nel vuoto, di prospettive che politica regionale e locale si sono lasciate sfuggire, come in questo caso: il Matese perde (e speriamo per pochi giorni ancora) una delle sue attrattive in funzione e in corso se consideriamo che dalla Campania, dal Lazio e dal Molise sono in tanti i gruppi in arrivo con l’esclusivo obiettivo di navigare (con guide) il Lago Matese per diletto ma anche per studio di flora e fauna lacustre.
E sono questi i motivi  – la tutela della biodiversità – che oggi chiedono a tutti un passo indietro, seppur chi fino ad ora ha curato le escursioni sul bacino del lago carsico più alto d’Italia, ha scelto di farlo nel totale rispetto di quelle regole scritte (ma non per il Matese) che tutelano le specie animali e vegetali.

“Da questa mattina già un tavolo tecnico per risolvere in tempi brevi il blocco delle attività sui nostri laghi”. Il Presidente del Parco Regionale del Matese, Vincenzo Girfatti parla della possibilità di un Regolamento da sottoporre in tempi ristretti ai sindaci dei Comuni interessati al fine di riprendere le attività sportive ed escursionistiche sul Lago.
“Ci troviamo di fronte a problemi che vengono da lontano e che non si risolvono in brevissimo tempo; abbiamo iniziato una lenta fase di ricostruzione del Parco a partire dalla stesura dello Statuto che pure mancava… Quello di adesso è un altro scoglio da affontare per dare continuità a quanto di buono in tanti stanno cercando di costruire. È il momento di andare avanti senza fuggire le responsabilità…”. Percorso in salita quello della gestione targata Girfatti, teso a ristabilire il dialogo con i Comuni dell’Area verde della Regione Campania, e con le associazioni che di fatto hanno a cuore la vita del Matese.

“L’assenza di un regolamento per un’area protetta di un Parco dopo 20 anni è una sconfitta per tutta la comunità del Matese”, sostiene il Presidente di Matese Adventures Amedeo Santomassimo (foto in basso) in un comunicato affidato alla pagina facebook dell’Associazione, assumendo però la decisione dei Vertici come atto necessario al fine di tutelare il bene e il futuro del Matese nella sua complessità: “Da sportivi siamo dispiaciuti ma da Ambientalisti siamo contenti che finalmente dopo 20 anni qualcuno abbia posto come priorità la stesura di un Piano di Gestione”, che resta il fondamento per ogni tipo di iniziativa di tutela e promozione del Massiccio.

“In questi anni di associazionismo abbiamo discusso con Ornitologi, Esperti di Flora, Naturalisti ed Entomologi affinché i loro consigli e le loro direttive per la conservazione e la tutela della biodiversità diventassero per noi pane quotidiano”, continua Santomassimo. “Abbiamo partorito con tante altre associazioni la “Consulta delle Associazioni del Parco del Matese”. (…)
Abbiamo collaborato con gli organi di controllo che spesso sono in sofferenza a causa di organici ridotti in un territorio così vasto.
Infine abbiamo collaborato con l’attuale Presidente dell’ente Parco Regionale del Matese Avv. Vincenzo Girfatti. Sin dell’inizio c’è stata una proficua collaborazione su alcuni aspetti che interessano le nostre attività. Questa triste situazione non può essere minimamente associata all’operato di Girfatti. Questa situazione “purtroppo” viene da molto lontano.
Se oggi siamo costretti a sospendere le attività è proprio perché si vuole voltare pagina e dare una regolamentazione al Parco. C’è la volontà da parte di tutti di voler cambiare in positivo quello che per anni è stato un tunnel senza luce”.

Visioni diverse del Matese che troppe volte hanno messo al centro i fruitori piuttosto che l’intero ecosistema; progetti che puntualmente si sono infranti sui punti di vista più che sull’obiettivo comune, quello di tutelare il Parco (che è altra  cosa rispetto alla dimensione di Ente), prima di metterci piede come turisti; visioni che antepongono i metodi al fine…
Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì attribuisce alla “diversità di opinioni” la grave responsabilità degli uomini nei confronti della tutela ambientale: un discorso che ha di fronte una visione globale a cui appartiene anche il nostro contesto (stili di vita, atteggiamenti, modi di intendere l’impegno politico per il Matese). “Da un estremo, alcuni sostengono ad ogni costo il mito del progresso e affermano che i problemi ecologici si risolveranno semplicemente con nuove applicazioni tecniche, senza considerazioni etiche né cambiamenti di fondo. Dall’altro estremo, altri ritengono che la specie umana, con qualunque suo intervento, può essere solo una minaccia e compromettere l’ecosistema mondiale, per cui conviene ridurre la sua presenza sul pianeta e impedirle ogni tipo di intervento”.
Nel mezzo Papa Francesco colloca la “varietà di apporti che potrebbero entrare in dialogo in vista di risposte integrali” (LSì n.60).
Diversità
e dialogo hanno mostrato in molti casi il volto buono della proposta per il Matese. Resta un eterno e collaudato punto di (ri)partenza.

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