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L’inaugurazione del monumento ad Ercole d’Agnese in Piedimonte nel dicembre 1899

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Matese tra moderno e contemporaneo

La rubrica di Clarus Matese tra Moderno e Contemporaneo coinvolge sempre più lettori grazie a pubblicazioni – quasi sempre inedite – frutto di accurate ricerche d’archivio e di percorsi minuziosi e ambiziosi che ci consentono di ricostruire la storia del territorio matesino; ma essa coinvolge anche un competente gruppo di studiosi, divulgatori, appassionati di “locale” mossi dalla sete di conoscenza ma soprattutto dal dovere morale di condividere con la Comunità di appartenenze il sapere “riconquistato”. Questa settimana ringraziamo Mario Martini e Armando Pepe: dal lavoro di entrambi viene fuori questo suggestivo momento della storia di Piedimonte d’Alife in ricordo dell’eroe Ercole d’Agnese.

di Armando Pepe

Una gradita scoperta del professore Mario Martini
Nell’ annuario edito nel 2017 dall’Associazione storica del Medio Volturno il professore Mario Martini, attento e generoso cultore delle nostre memorie locali nonché gradevole divulgatore, ha pubblicato un prezioso documento, tratto dall’archivio privato della famiglia Scorciarini Coppola, che getta nuova e copiosa luce sulla realizzazione del monumento ad Ercole d’Agnese, sito nella piazza che porta identico nome. È il discorso celebrativo che il 3 dicembre del 1899 Ercole d’Agnese, sindaco di Piedimonte, tenne per la posa della protome dell’omonimo illustre antenato innanzi a quello che allora era il palazzo vescovile, oggi adibito a caserma della Guardia di Finanza. Per la nostra città fu una memorabile festa, cui parteciparono gli abitanti più in vista, tutti in grande spolvero. Nel testo che segue ci sono dei particolari avvincenti e non a tutti noti, che è opportuno sapere per raggiungere una matura cognizione dei luoghi piedimontesi.

Il discorso di Ercole d’Agnese, sindaco di Piedimonte
Illustrissimo Signor Prefetto. Onorevoli Signori. Gentili Signore. Concittadini.
Capo e rappresentante della famiglia dell’illustre martire politico, che oggi, dopo un secolo, commemoriamo, rendo grazie a Lei, signor prefetto, all’onorevole nostro deputato, all’illustre nostro cittadino onorario, onorevole avvocato Pietro Rosano, a tutte le autorità civili e militari, che hanno onorato di loro presenza la nostra odierna festa commemorativa. Rendo grazie speciali ai carissimi promettenti giovani concittadini, maggiore medico di Marina cavaliere Giovanni Petella, ed avvocato Salvatore Rossi, che con la loro eloquente parola commemorarono l’epoca e la virtù di quel martire. Rendo grazie al valoroso Errico Mossuti che tradusse artisticamente in marmo questo busto, che mia cugina Fanny Dubois d’Avesnes, valente scultrice, modellò in gesso, ritraendolo dal ritratto del martire, di lei avo materno, che ella religiosamente conserva nella sua casa a Parigi. Rendo grazie all’egregio amico ingegnere cavaliere Francesco Sagnelli dell’artistico e geniale disegno dello svelto basamento.

Ringrazio la rappresentanza della magistratura, quella del consiglio dell’ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, e quella della stampa. Ringrazio tutti gli intervenuti, e quanti aderirono all’invito. Ringrazio il prosindaco e tutti i colleghi dell’amministrazione municipale del nobile concorso alla riuscita di questa festa. Rivolgo poi particolari grazie all’egregio presidente ed ai componenti tutti del comitato, che con opera solerte ed efficace provvidero alla felice riuscita dell’opera ed all’ordine delle onoranze.

E qui una sola nube mi offusca il lieto splendore di questo tra i più bei giorni di mia vita, non vedendo più fra i componenti il comitato il compianto amico Antonio Gaetani, che già ne fu l’anima, ed a cui si deve l’iniziativa dell’odierna festa commemorativa! Ma la sua Piedimonte, ognora grata a quei figli che l’hanno onorata, il 27 aprile del venturo anno, nella nuova piazza col suo nome battezzata, a perpetua di lui memoria, gli murerà una lapide con epigrafe dettata dall’inseparabile amico onorevole Matteo Renato Imbriani.

E voi tutti, cittadini piedimontesi, calorosamente ringrazio per avere oggi, dopo un secolo, rivendicata la gloriosa memoria del vostro concittadino Ercole d’Agnese, tramandandovi il ricordo ai vostri figli ed ai figli dei figli. Egli onorò di sua virtù questa sua terra natale; epperò voi oggi gli fate onore e di ciò fate bene. Egli appartenne a una schiera di eroi, che il [Carlo] Botta afferma “incliti cittadini”, tutti uomini superiori ai tempi, e di non ordinaria virtù, e di tale schiera non fu certamente egli l’ultimo.

Fategli onore e di ciò fate bene. A lui che già dalle cattedre di filosofia e diritto avea insegnato i principi di libertà, a lui che fu già chiamato a far parte del Direttorio Francese, a lui che fu già per quella Repubblica commissario del dipartimento del Rodano, a lui fu affidata nella Repubblica Napolitana la presidenza del potere esecutivo. Fategli onore, e di ciò fate bene.

Di quella schiera non fu certamente egli l’ultimo, poiché l’autore dell’apoteosi dei martiri della Repubblica Partenopea appropriò ad Ercole d’Agnese il nome dell’Ercole mitologico coll’epigrafe di Pindaro: splendidam autem prodidit tempus virtutem Herculis [Tuttavia il tempo tramandò la splendida virtù di Ercole]. Fategli onore, e di ciò fate bene. Di quella schiera non fu certo l’ultimo, perché brillò per intelligenza, e per onestà e fermezza di carattere. Recatosi l’undici giugno ad Aversa a conferire col Generale [Antoine] Girardon colà ritiratosi colle truppe francesi, a coloro che al suo ritorno a notte inoltrata gli riferirono essere corsa per Napoli la voce che il presidente d’Agnese si fosse messo in salvo, rispose: “Il presidente della Repubblica Napolitana non abbandona il posto nel momento del pericolo”.

Fategli onore, e di ciò fate bene, perché di quella schiera di eroi egli non fu certo l’ultimo.

A Te, mia Piedimonte, cittadina gentile, dai verdi colli, dai ridenti piani, a te rivolgo il grato animo mio. Tu hai ben meritato oggi della gran Patria italiana, cui vai superba di appartenere, onorando un tuo figlio che profuse opere e sangue per la causa della libertà. Era quella appena l’alba foriera di quel Risorgimento, del quale noi siamo lieti di godere il meriggio all’ombra dello Statuto giurato e custodito gelosamente da padre in figlio dai Reali di Savoia. Ed oggi il regnante Umberto I, magnanimo come l’avo, galantuomo come il padre, assai ben ne affida il patto giurato e la fedele custodia delle patrie istituzioni. O Piedimonte mia, sapendo quanto sei grata a quei tuoi figli che, elevandosi dall’universale, ti onorano e fanno a gara pur di rendersi degni della tua gratitudine, darai generoso concorso al progresso della gran Patria italiana.

A te, mia Piedimonte, consacro in questo giorno solenne la gratitudine mia, e della mia famiglia d’Agnese tutta, da me rappresentata, e col candore di Laura ti saluto: “Salve, cara Deo tellus sanctissima! [Salve, terra santissima a Dio cara]”

Infine, non può passare sotto silenzio la recente notizia che la professoressa Maria Pia Cunti ha firmato un patto di collaborazione con il Comune di Piedimonte per il ripristino e la manutenzione dell’aiuola attorno al monumento ad Ercole d’Agnese.

Fonte archivistica, bibliografia e link
Caserta, Archivio Privato Famiglia Scorciarini Coppola.

Mario Martini, La commemorazione di Ercole d’Agnese del 3 dicembre 1899, in Annuario dell’Associazione Storica del Medio Volturno, Piedimonte Matese 2018.

Mariano D’Ayala, Vite degl’italiani benemeriti della liberta e della patria uccisi dal carnefice, Fratelli Bocca, Torino 1883.

Antonella Orefice, Eleonora Pimentel Fonseca. L’eroina della Repubblica napoletana del 1799, Salerno, Roma 2019

https://camiciarossa.org/enrico-mossuti/

http://www.albertoperconte.it/wp-content/uploads/2016/06/Mossuti.pdf

https://www.clarusonline.it/2019/05/03/con-gli-operai-del-matese-antonio-gaetani-di-laurenzana-luomo-ricco-dalla-parte-degli-umili/

https://en.wikipedia.org/wiki/Charles-Hippolyte_Dubois-Davesnes

http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1542:1799-il-coraggio-dei-repubblicani-napoletani-negli-scritti-del-generale-girardon&catid=64&Itemid=28

http://www.fedoa.unina.it/11967/1/Cortile%20dellle%20statue.pdf

2 COMMENTI

    • Maria Irene D’Agnese vivo in Argentina ,o visitato Alife (2017)perche il mio nono Giuseppe parlaba di la.
      Ercole onore!

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