Home Chiesa e Diocesi Caiazzo. Per la festa di Santo Stefano la consacrazione del nuovo altare

Caiazzo. Per la festa di Santo Stefano la consacrazione del nuovo altare

Il 29 ottobre ricorre la festa di Santo Stefano Menicillo che fu vescovo di Caiazzo, qui morto nel 1023, e che insieme a San Sisto I, papa e martire, è venerato quale patrono della Diocesi di Alife-Caiazzo. In occasione della festa il vescovo S. E. Mons. Giacomo Cirulli consacrerà il nuovo altare della Concattedrale

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Foto di repertorio (2017). I busti argentei dei Santi vescovi, patroni di Caiazzo, Stefano Menicillo (sinistra) e  Ferdinando d’Aragona (destra) 

Antonio Di Lorenzo – Anche quest’anno la comunità caiatina si trova insieme il 29 ottobre (Messa solenne alle 18.00) per festeggiare il santo vescovo e patrono della città Santo Stefano. Una festa diversa dalle altre che, a causa del perdurare della pandemia da Covid19 e delle misure anticontagio in atto, ancora una volta vede ridotti i tradizionali festeggiamenti popolari. Seppur non ci saranno processioni e particolari momenti di aggregazione la Comunità caiatina si ritroverà, nella preghiera, intorno al suo santo protettore e al vescovo S. E. Mons. Giacomo Cirulli suo successore. Le celebrazioni entreranno nel vivo il 26 ottobre con il Triduo a Santo Stefano che vedrà la presenza di don Alessandro Occhibove, parroco ad Alvignano, per la meditazione della Parola di Dio (scarica la locandina). 

Dopo gli ultimi 3 anni in cui la Concattedrale è stata protagonista di un intervento di restauro, la città di Caiazzo si ritroverà per la festa patronale nella sua chiesa madre simbolo stesso della città, per vivere diversi momenti celebrativi ciascuno di essi occasione di crescita nella fede: la consacrazione del nuovo altare; la presenza del Vescovo Giacomo che celebra per la prima volta festa del Patrono; e la festa patronale nel Sinodo della Chiesa universale che da pochi giorni vede l’intera Chiesa coinvolta in un nuovo cammino di riflessione e discernimento.

 Il nuovo altare 
L’altare pensato e progettato durante l ‘episcopato di mons. Valentino Di Cerbo, che ha voluto i restauri della Cattedrale, è stato posizionato nel periodo dell’amministrazione apostolica di mons. Orazio Francesco Piazza (vai all’articolo), viene ora consacrato dal Vescovo della diocesi di Alife-Caiazzo S. E. Mons. Giacomo Cirulli. Esso si pone nell’ottica dell’adeguamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II che a distanza di oltre sessant’anni fa ancora fatica ad entrare nella logica di alcune comunità parrocchiali. Un manufatto che vuole indicare, nella novità del concilio, anche quella tradizione storica e artistica della chiesa e della stessa città di Caiazzo; in effetti la nuova mensa è un recupero delle due volute settecentesche dell’antico altare della chiesa dell’Annunziata, oggi auditorium comunale (sono gli ultimi elementi pervenuti del maestoso altare che dalla fine degli anni 60 andò perduto a causa di furti). Oltre alla sua funzione liturgica, questo prezioso artistico ci vuole ricordare che c’è una storia di fede che si tramanda fino ad oggi (scarica l’opuscolo descrittivo dei lavori di restauro e del nuovo altare).

Il nuovo altare della Concattedrale collocato a febbraio 2021

 Con il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli 
È la prima volta che santo Stefano viene celebrato dal suo successore Mons. Giacomo Cirulli, insediatosi nella Diocesi di Alife-Caiazzo lo scorso marzo, e questo per la comunità caiatina è motivo di maggior festa. Infatti la festa di santo Stefano è suggello del legame della città di Caiazzo con il suo Pastore, che anche se non più residente in città dopo gli accorpamenti delle antiche diocesi di Alife e Caiazzo trent’anni or sono, resta per i fedeli della città il segno dell’unità e la guida del buon pastore.

 Il Sinodo 
L’inizio del Sinodo della Chiesa universale e la preparazione al primo millenario della morte del santo patrono vedrà nei prossimi mesi la comunità parrocchiale prepararsi spiritualmente e concretamente per rispondere all’appello di Papa Francesco per l’edificazione di una Chiesa di comunione, partecipazione e missioni e così poter rispondere nel 2023, come Santo Stefano ‘siamo pronti a vivere il rinnovamento nella Chiesa in questo tempo di difficili cambiamenti’.

 

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