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Caiazzo ricorda Monte Carmignano. Settantanove anni dalla strage tedesca che uccise 22 civili

Questa mattina a Caiazzo la cerimonia commemorativa delle vittime, 22 civili, che 79 anni fa furono trucidate per mano nazista nei pressi di un casolare situato nella frazione di San Giovanni e Paolo

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Giovanna Corsale – Il 13 ottobre 1943 è una data scolpita negli annali storici di Caiazzo e delle limitrofe località, una data da cui trasudano sangue, terrore, disprezzo, odio. I tragici “fatti” che accaddero quella sera nelle campagne caiatine, precisamente nei pressi di un casolare ubicato nella frazione di San Giovanni e Paolo, fanno rumore ancora oggi, sono come corde vibranti di una memoria collettiva che continua a chiedersi il “perché” di quello scempio. Eppure, accadde! Accadde che il 13 ottobre 1943 ventidue tra uomini, donne e bambini, furono trucidate dal commando nazista Wehrmacht guidato dal giovane sottotenente Wolfgang Lehnigk-Emden.

Sono passati 79 anni dalla Strage di Monte Carmignano, ma dalla ferita, ancora aperta, scaturisce un dolore che si rinnova ogni anno. La città di Caiazzo stamattina vive la consueta cerimonia commemorativa delle vittime dell’Eccidio nazista, alla quale prenderanno parte le cariche civili, militari e religiose locali, cittadini, rappresentanti delle Ssociazioni territoriali, tra essi in primis il sindaco del Comune caiatino Stefano Giaquinto. Prevista al cimitero comunale, la cerimonia a causa della pioggia si terrà in Cattedrale dove don Antonio Di Lorenzo presiederà la Messa e successivamente sarà deposta una corona di alloro presso il Sacrario delle vittime.

Foto di repertorio

Il massacro nazista, che ebbe come bersaglio Caiazzo, rappresenta solo un punto del segmento che unisce il capoluogo caiatino alla città di Alife, che nella mattinata di quello stesso giorno veniva distrutta da un bombardamento avvenuto per mano americana ma per errore. L’avanzata delle truppe alleate e la nervosa ritirata tedesca recarono alle popolazioni un ulteriore tempo di dolore e morte.

Quanto silenzio intorno all’Eccidio di Monte Carmignano! Per quasi mezzo secolo questa nefasta parentesi della Seconda Guerra Mondiale è rimasta taciuta e, se nel 1988 essa è tornata alla ribalta, è solo per cause fortuite e per l’iniziativa del ricercatore italoamericano Jospeh Agnone, e per il merito che in quegli anni ebbero i racconti dei primi testimoni coraggiosi nel raccontare, ma anche i primi lavori di indagine della magistratura, penale e civile, sulla ferocia nazista. Fu così che anche la Procura di Santa Maria Capua Vetere si decise ad avviare un procedimento penale per ricostruire la vicenda e risalire a movente e autori dei fatti di Caiazzo. Il processo si chiuse nel 1994 con la condanna all’ergastolo di due responsabili per quella che è l’unica sentenza che sia mai stata pronunciata in Italia da parte di una Corte d’Assise e non da un tribunale militare di criminali nazisti. Se oggi noi possiamo conoscere e parlare dei dettagli di questa terribile vicenda storica è grazie al lavoro del procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, autore del testo “La strage di Caiazzo 13 ottobre 1943” in collaborazione con il giornalista Antimo Della Valle. Albano, da uomo di giustizia, ha fatto del suo lavoro un contributo di civiltà e di pace alla società caiatina (ma non solo) in particolare alle più giovani generazioni che dalla sua voce hanno potuto ascoltare i fatti, le ragioni, le accuse… Fondamentali sono stati inoltre i contributi di Stoneman, Habe, Capobianco, studiosi arguti, ma prima ancora uomini animati dal coraggio e dall’amore per la verità storica.

Nel frattempo, dai primi racconti ad oggi, a Caiazzo è emersa la volontà collettiva di voltare pagina rispetto ai fatti di Monte Carmignano: il gemellaggio con la città di Ochtendung dove risiedeva uno dei boia nazisti; la nascita dell’Associazione Monte Carmignano per l’Europa; le pubblicazioni storiche; le iniziative dell’Associazione Storica del Caiatino, dell’Associazione Combattenti e Reduci e altre cittadine; il lavoro di studio condotto nelle Scuole di ogni ordine e grado del territorio… tutto concorre a fare della Strage di Monte Carmignano non solo un anniversario di dolore, ma una prospettiva di pace.

 

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