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Esterno notte: Marco Bellocchio ritorna su Aldo Moro in una serie TV esclusiva su Rai1

I primi episodi in onda lunedì 14 e martedì 15 novembre, stasera l’ultimo appuntamento

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Noemi Riccitelli – In anteprima al Festival di Cannes, dove ha ricevuto ben 10 minuti di applausi, Esterno notte di Marco Bellocchio è in onda in prima serata su Rai 1.
La serie evento, di cui stasera sono trasmessi gli ultimi due episodi, dopo le prime due serate di lunedì 14 e martedì 15 novembre, è stata distribuita anche al cinema, in due lungometraggi, rispettivamente nei mesi di maggio e giugno, a seguito della premiere di Cannes.

Dopo il film del 2003, Buongiorno, notte, Bellocchio ritorna sull’episodio del rapimento di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, ad opera delle Brigate Rosse.
Tuttavia, mentre il film prendeva le mosse dal libro scritto dalla ex brigatista Anna Laura Braghetti, Il prigioniero, dunque raccontava l’accaduto dal punto di vista della donna, la serie in sei episodi di 55 minuti si sofferma su diverse prospettive, a partire dallo stesso Moro (Fabrizio Gifuni), per poi passare a Francesco Cossiga (Fausto Russo Alesi), allora Ministro degli Interni, il pontefice Paolo VI (Toni Servillo), Valerio Morucci (Gabriel Montesi) e Adriana Faranda (Daniela Marra), due brigatisti coinvolti nel rapimento, infine, la moglie di Aldo Moro, Eleonora Chiavarelli (Margherita Buy).

È il 1978: il “piombo”, le proteste e la profonda frattura socio-politica che divideva il mondo in quel delicato momento storico soffocano l’Italia.
Le due principali forze politiche del Paese, DC e PCI, stanno per allearsi in quello che sarà ricordato come “il compromesso storico”.
Fautore di questo delicato avvicinamento è il presidente democristiano Aldo Moro, il quale si sta recando al Parlamento quando, il 16 marzo di quell’anno, viene rapito dalle Brigate Rosse, organizzazione armata di estrema sinistra, che lo deterrà per 55 giorni, per poi ucciderlo.

Questa serie si è delineata sin da subito come un vero e proprio evento, non tanto per il tema, che è stato più volte oggetto di interpretazione e rappresentazione, quanto per una serie di aspetti innovativi dal punto di vista della produzione. Infatti, Rai Fiction in collaborazione con The Apartment, Kavac Film e Art France ha deciso di creare una serie affidandosi ad una grande firma della storia cinematografica italiana, e in virtù di ciò, proponendola in più serate consecutive per cercare di renderne l’integrità e la compiutezza stilistica, quell’esperienza totale e immersiva che è propria del cinema, e non con un appuntamento a cadenza settimanale, come solitamente accade.

Inoltre, sebbene la tradizione produttiva italiana sia storicamente tesa alla realizzazione di una tipologia di serie dal carattere storico-biografico, con Esterno notte si supera questa tendenza, in quanto Bellocchio non propone una semplice biografia o una cronaca degli eventi, ma una visione “esterna”, appunto, uno sguardo, più sguardi che possono permettere allo spettatore di empatizzare con la vicenda dal profondo.

Non a caso, la sceneggiatura, curata dallo stesso Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi e Davide Serino, per la quale sono stati necessari ben 3 anni di scrittura e ricerca, pone l’accento sull’intimità dei personaggi rappresentati, cogliendoli nei loro aspetti umili e nella più autentica dimensione umana.
Non manca, inoltre, l’ironia che spesso si muove sinuosa nella scena, senza svilire, ma anzi, per accentuare la normalità ed enfatizzare, con spirito, momenti e personalità.

Il lavoro di interpretazione del cast è prezioso, unico: non c’è un solo attore, anche tra i personaggi secondari, che non riesca ad emozionare, tutti rendono in modo vivido e struggente l’impatto che il tragico avvenimento ha avuto sulle loro vite.
Il dissidio interiore dei protagonisti è reso efficacemente attraverso parallelismi figurativi eloquenti: religione, mito e storia con le loro suggestioni diventano i termini di confronto di animi scossi e tormentati.
Fabrizio Gifuni in testa offre un Aldo Moro pacato, dimesso, consapevole; Margherita Buy è una donna provata, che si ritrova, attonita e confusa, in una morsa pubblica inattesa; Fausto Russi Alesi (forse il personaggio che riesce a distinguersi di più nel suo ruolo) è un Francesco Cossiga davvero inerme e colpito, la sua interpretazione è commovente; insieme a lui anche Toni Servillo che nel ruolo di Paolo VI, con la consueta incisività, conquista l’occhio di chi guarda.
Di spessore anche le interpretazioni di Gabriel Montesi e Daniela Marra, i due brigatisti divisi tra la ferrea etica delle BR e la propria coscienza, messa alla prova.
Menzione anche per Fabrizio Contri nel ruolo di Giulio Andreotti.

Che cosa aggiunge questa serie a quello che la Storia già conosce?
Bellocchio non ha l’ambizione di rivelare verità occulte o farsi latore di una particolare denuncia, quanto la volontà, il desiderio artistico, guidato certo da un sentimento morale, di mostrare ciò che quell’avvenimento ha rappresentato non solo superficialmente, la cronaca fredda e asciutta delle notizie, le immagini che tutti conoscono, ma l’abisso profondo di cui, insieme a Moro, hanno fatto esperienza gli agenti esterni coinvolti nel fatto.

Esterno notte è una serie che riesce con icasticità a realizzare un quadro convincente di uno degli episodi più rilevanti della storia italiana della seconda metà del ‘900, proponendone una visione d’autore; ma ancora più importante è che un prodotto così pregevole sia trasmesso sul primo canale della rete nazionale, assecondando così, positivamente, quel principio di servizio pubblico che le è proprio.

Una visione che chi scrive consiglia ai giovani studenti, per addentrarsi e poi approfondire una fase storica coinvolgente e interessante; agli spettatori più maturi, per valutare una prospettiva nuova riguardo un episodio di cui probabilmente sono stati testimoni e, infine, agli appassionati ed estimatori di cultura e bellezza, per apprezzare una valida ed intensa prova artistica.

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