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Media trends 2022. Le tendenze social e digitali dell’anno

Le tendenze social del 2022 confermano il primato di tiktok ma non più soltanto tra gli adolescenti; cresce il numero di utenti interessato al Metaverso

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Quali sono i consumi e le tendenze del 2022? Cosa scelgono gli utenti della rete per restare connessi? Quali piattaforme sono maggiormente usate e da chi? Sono più diffusi i video brevi o i contenuti statici?

Conoscere le tendenze della popolazione in un dato momento storico può essere molto utile, oltre che interessante, per capire come cambia e si trasforma il mondo della comunicazione digitale, ma anche per costruire percorsi di senso capaci di sostenere la competenza digitale. Il fenomeno non è solo esperienza tra i più giovani perchè aumenta la popolazione “digitale”: gli adulti un passo indietro rispetto ai più giovani più facilmente aggiornati su tecniche, linguaggi, sistemi…

WeCa, l’associazione dei web master cattolici che vede il giornalista Fabio Bolzetta alla guida, ha ripreso il report GWI (report sui consumi) dedicato ai social media, isolando solo alcuni dati che ha ritenuto importanti.

I dati. In Europa l’uso quotidiano dei social si attesta a 3 ore per i ragazzi dai 16 ai 24. Proprio la generazione Z sembra particolarmente attenta a costruire abitudini mediali più salutari, non solo pensando al tempo speso sui social quanto sulle modalità d’uso. Le piattaforme social, pur rimanendo decisive nella quotidianità dei ragazzi, agiscono anche una forma di pressione sociale: “essere perfetti” è una dimensione che provoca ansia nei ragazzi, presi tra la voglia di apparire come sono e come invece vorrebbe la società e i pari.

Essere connessi è ancora centrale; ma più che centrale, aggiungiamo noi, è naturalmente spontaneo: il 48% usa i social per rimanere in contatto con amici e famiglia (48%); il 43% per occupare il tempo libero; il 35% per conoscere ciò che è di moda o discusso; il 33% per leggere le news e il 32% per trovare ispirazione.

TikTok. Dal 2020, il numero di utenti di TikTok è cresciuto vertiginosamente, con un numero ampio di soggetti dalla Generazione X e i baby boomers, quindi non solo ragazzi. La crescita dell’app, in sostanza, non pare destare preoccupazioni anche grazie alla presenza di nuovi consumatori appartenenti al pubblico adulto. Un aspetto interessante tocca, invece, il tema della forma dei messaggi: i contenuti brevi sono sempre più popolari di quelli più estesi, lanciando l’era dei cosiddetti bite-sized video, così come le reel.
E il mondo di Facebook e Instagram? Il secondo cresce più del primo, ma questo resta valida e primaria piattaforma per l’appoggio di notizie. Entra in scena BeReal di cui a breve parleremo e approfondiremo su Clarus.

Whatsapp. Rimane nella lista delle app di messaggistica istantanea, anche se la Generazione Z si appoggia ad altri provider come Telegram e Discord, che sono saliti del 19% dal 2020.

Ma ci sono altri affondi interessanti pensando alla Generazione Z più propensa alla copertura di notizie basata sui loro interessi (tailor made potremmo dire), superando tutte le questioni legate alla privacy, alla riservatezza o al tema del controllo. I social sembrano anche il modo più facile e comune per trovare prodotti e brand.

Infine, pensando al Metaverso, il 70% degli utenti di Internet dice di averne sentito parlare, ma la maggioranza ancora non sa che cosa significhi, mentre il 51% sarebbe interessato a partecipare al Metaverso pur non sapendone molto (percentuale che decresce con l’età).

Dati e testi a cura di Alessandra Carenzio dalla fonte https://www.gwi.com/reports/social

 

 

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