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Fra Umile da Calvisi. Il sogno di vederlo tra i santi del Paradiso

Lo scorso 3 marzo il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli ha annunciato a centinaia di fedeli appartenenti ai gruppi di preghiera "Fra Umile da Calvisi" la disponibilità del Dicastero della Cause dei Santi ad accogliere la prima documentazione sulle virtù del francescano originario di Calvisi morto trentatrè anni fa

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La Cattedrale di Alife è tornata a riempirsi per Fra Umile Fidanza; ancora una volta pellegrini da tutta la Campania sono tornati verso il Matese il 3 marzo, giorno in cui si ricorda la morte del francescano originario di Calvisi (frazione di Gioia Sannitica, CE). Chi lo ha conosciuto direttamente o per i racconti di altri, di lui conserva nel cuore la mitezza, la carità, l’invito alla preghiera e alla penitenza che egli soleva rivolgere ai tanti gli chiedevano una parola di conforto e soprattutto guarigioni spirituali. La sua fama, di uomo di Dio, non si arresta e sono sempre più numerosi, e soprattutto giovani e tante mamme che si avvicinano alla sua figura.

La giornata per i pellegrini è iniziata all’alba con la partenza dai luoghi di origine (soprattutto dall’area metropolitana di Napoli) per raggiungere la tomba di Fra Umile custodita nel Santuario di San Liberato in Calvisi dove il 1 maggio 2019 venivano traslate le spoglie mortali del fraticello; poi l’appuntamento ad Alife, a pochi chilometri, per la Santa Messa presieduta dal vescovo Mons. Giacomo Cirulli, concelebrata dai sacerdoti assistenti dei gruppi. Chiesa stracolma di fedeli, la gran parte in fila per accostarsi al sacramento della confessione prima della celebrazione eucaristica; mani strette ai Rosari, tanta preghiera e raccoglimento, espressioni assorte, silenzio e attesa per la notizia che in molti attendevano e che il Vescovo Mons. Cirulli ha annunciato al termine della Messa: la disponibilità del Dicastero delle Cause dei Santi a conoscere meglio la figura di Fra Umile, quindi ad accogliere la documentazione con cui il Vescovo diocesano presenterà la storia del francescano morto nel 1990 (vai alla biografia). Annuncio accolto dai fedeli tra applausi e commozione, salutato con l’auspicio dell’assistente spirituale generale dei gruppi di Fra Umile, Don Cesare Tescione: “Eccellenza, se l’albero si riconosce dai frutti come diceva Gesù, questi (i fedeli in Cattedrale, ndr) sono i frutti di Fra Umile. Andate avanti Eccellenza, perché se è volontà di Dio si realizzerà”. “Sapete tutti che il percorso è lungo”, ha chiarito il Vescovo. “Ho scritto al Dicastero, e con me Mons. Orazio Pepe (segretario della Fabbrica di San Pietro, ndr) sta supportando il lavoro; abbiamo coinvolto la struttura pontificia che si occupa di questi processi…; l’abbiamo coinvolta già nelle primissime fasi per capire se possiamo procedere o meno con la prima raccolta di documenti e testimonianze. La risposta è arrivata ed è positiva”.

Ha chiesto preghiere il Vescovo Giacomo; e le preghiere non mancheranno da parte di coloro chiedono di poter riconoscere il fraticello tra la schiera dei nomi che la Chiesa indica in maniera ufficiale come modelli di santità; resterebbe ugualmente icona evangelica come lo è oggi Fra Umile per i tanti che a lui ricorrono e ottengono. Le testimonianze sono molteplici: cresce infatti il numero di persone che afferma di aver avuto segni di guarigione fisica e spirituale per la sua intercessione; ma cresce anche il numero di coloro che in nome di Fra Umile agiscono con importanti segni di carità e accoglienza verso gli ultimi, i poveri, gli esclusi, i senzatetto.

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