Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Dalla Campania»Castel Volturno. Il tartufo bianchetto Prodotto Agricolo Tradizionale, al via il progetto della Regione Campania
    Dalla Campania

    Castel Volturno. Il tartufo bianchetto Prodotto Agricolo Tradizionale, al via il progetto della Regione Campania

    Redazione12 Aprile 2023Nessun commento

    Comunicato stampa – Continuano le attività della Regione Campania per lo sviluppo del territorio e la valorizzazione dei prodotti tradizionali. Agnese Rinaldi, funzionaria della Regione Campania, Componente della commissione funghi e tartufi ha reso noto che è stato “intrapreso un progetto con le Associazioni che hanno a cuore le sorti di quest’area, che consiste nel rivalutare e inserire il tartufo bianchetto di Castel Volturno tra i prodotti tradizionali, per fargli ottenere un’ulteriore denominazione di qualità, che è quella del marchio Pat (prodotto agricolo tradizionale).”

    Del progetto se ne sta occupando l’assessore all’agricoltura Nicola Caputo, con la collaborazione di Assotartufai Campania, Presieduta dalla dott.ssa Noemi Iuorio, della Vice Presidente dell’Associazione “Domizia”, Leda Tonziello, impegnata in prima persona nella pratica per il PAT, del micologo Michele Caputo, specializzato in progettazione e realizzazione delle piante micorizzate, del vivaio Improsta di Eboli della Regione Campania diretto dal dottore Pasquale Santalucia, e del consigliere comunale castellano Peppe Scialla. “La Regione Campania è da un po’ di tempo che investe su Castel Volturno per il ripristino della pineta, che da sempre è stata vocata al tartufo bianchetto”. Questo quanto dichiarato dalla dott.ssa Rinaldi, che la scorsa settimana si è recata sul posto. “Nell’ambito del ripristino con essenze naturali della macchina mediterranea – ha precisato – si è deciso anche di predisporre, preparare ed allestire dei piccoli impianti sperimentali per il recupero delle piante, che ormai erano andate disseccate.”

    “L’obiettivo – spiega – è di ripristinare la pineta e contemporaneamente recuperare anche il potenziale tartufigeno di quest’area, attraverso la messa a dimora di piante micorrizate con il tuber borchii. Ovviamente la micorrizazione è un processo estremamente delicato, che richiede che si creino determinate condizioni biotiche dal punto di vista ambientale. Necessita di relazione tra la pianta e la spora dal tartufo, per cui si avrà sicuramente la necessità di un assestamento per qualche anno, dopodiché ci aspettiamo che da qui a 5-6 anni le piante possano entrare in produzione e quindi ricontribuire ulteriormente ad una valorizzazione, attraverso delle tartufaie coltivate e controllate dell’intera zona.”

    “La scorsa settimana – fa sapere la funzionaria regionale – siamo andati nella pineta di Castel Volturno per due motivi, innanzitutto per trovare questo prezioso prodotto e secondariamente perché il tartufo trovato, servirà per un progetto un po’ più ampio che la Regione sta portando avanti, ovvero quello del profilo aromatico. In Regione Campania ci sono ormai 20 giudici di analisi sensoriale, che si stanno specializzando sul bianchetto. La scheda di analisi sensoriale con le caratteristiche organolettiche del tuber borchii, già è stata prodotta, nasce in Campania e verrà utilizzata in tutta Italia quando si fa analisi sensoriale sul tartufo bianchetto.”

    castel volturno Regione Campania tartufo

    Articoli correlati

    A Castel Volturno nasce il Centro Polifunzionale San Daniele Comboni

    15 Dicembre 2025

    Piedimonte Matese. La tartufaia dell’Istituto Agrario regala i primi frutti: scoperti gli esemplari di Tuber aestivum

    12 Dicembre 2025

    Il Matese in un libro, un film e uno studio statistico. Il programma per le aree interne parte dalla cultura

    19 Novembre 2025

    Piedimonte Matese e Sessa Aurunca, riaprono temporaneamente i Punti nascita

    22 Ottobre 2025
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...