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Piedimonte Matese. La vita e le opere di Armida Barelli in mostra al Circolo Frassati

La mostra itinerante, dal titolo "Nulla sarebbe stato possibile senza di lei", sarà visitabile fino a domani venerdì 12 maggio

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Giovanna Corsale – C’è tempo fino a domani, 12 maggio, per visitare la mostra dedicata ad Armida Barelli allestita presso il Circolo giovanile “Piergiorgio Frassati” di Piedimonte Matese. La mostra, di carattere itinerante e intitolata Nulla sarebbe stato possibile senza di lei, è a cura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Giuseppe Toniolo, con grafica e testi realizzati a cura di Franco Cosimo Panini. Dopo la prima tappa nella parrocchia Maria SS.ma Assunta di Caiazzo, ora è la comunità di Ave Gratia Plena ad accogliere con entusiasmo l’iniziativa promossa dall’Azione Cattolica diocesana, per raccontare la vita e le opere di colei che, grazie alla sua testimonianza, ha dato un’impronta decisiva alla visione della donna, sia nella Chiesa che nella società a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.

La mostra è stata inaugurata domenica scorsa (7 maggio) da don Armando Visone, parroco di Ave Gratia Plena, Cinzia Brandi, presidente dell’AC di Alife-Caiazzo e Pietro Rossi, delegato diocesano dell’Università Cattolica, nonché presidente dell’AC parrocchiale. “Un’occasione per riscoprire il valore di una donna che ha saputo leggere la storia nella propria umanità”, come ha sottolineato don Armando prendendo a prestito le parole di Papa Francesco, occasione estesa anche ai più giovani. A tal proposito, questa mattina la mostra è stata motivo di riflessione per gli alunni delle scuole locali, i quali hanno potuto avvicinarsi alla figura della Beata Armida, ricca di fascino e nello stesso tempo comprendere la proposta formativa che l’Ateneo cattolico offre.

L’impegno e la determinazione di Armida hanno rappresentato dei fari soprattutto per le ragazze del suo tempo, che in lei vedevano la “sorella maggiore“, hanno lasciato “semi di speranza, ma anche di conoscenza e di pace in una storia e in un’Italia che di pace aveva ben poco”, così Cinzia Brandi. Nel corso della cerimonia inaugurale, diversi sono stati gli spunti che hanno permesso alla platea dei presenti di confrontarsi sulla poliedrica figura di Armida; tra tutti, ricordiamo l’intervento della prof.ssa Anna Francomacaro (ex-delegata diocesana di Alife-Caiazzo), la quale ha ribadito il ruolo significativo svolto dai delegati diocesani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che si sono succeduti nel tempo.

A rimarcare il legame del territorio alifano-caiatino con l’Ateneo cattolico è stato Pietro Rossi, facendo riferimento ad alcuni documenti che riportano la “fitta attività a favore dell’Università Cattolica svolta nella nostra diocesi dalla Gioventù Femminile di Azione Cattolica, ma anche a un legame più diretto con la comunità di Piedimonte Matese, attraverso il convento di Santa Maria Occorrevole dei Frati Minori, dove “ha dimorato dal 1990 al 2001 fr. Lino Barelli nipote diretto della Beata Armida Barelli e suo figlioccio di battesimo”.

 

 

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