Home Chiesa e Diocesi Piedimonte Matese, “Perché a tutti siano garantite cure mediche”, la preghiera del...

Piedimonte Matese, “Perché a tutti siano garantite cure mediche”, la preghiera del Vescovo Giacomo Cirulli in Ospedale

L'incontro del Vescovo con i pazienti e il personale sanitario del nosocomio matesino; visita ai reparti e Messa in cappella. Il direttore sanitario Iarrobino ha mostrato i lavori in corso e l'efficientamento dei servizi

646
0
Il Vescovo Giacomo Cirulli in visita al reparto di Ortopedia e Traumatologia, accolto dal primario Dr. Bruno Di Maggio

Questa mattina il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli ha incontrato gli ammalati e il personale sanitario dell’Ospedale Civile “Ave Gratia Plena” di Piedimonte Matese, prima tappa della Giornata Mondiale del Malato che la Chiesa celebra l’11 febbraio e che vedrà nuovamente il Pastore impegnato con sacerdoti e fedeli domenica prossima AD Alife nella celebrazione che coinvolge le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca.

Al nosocomio matesino il Pastore accolto dal Direttore sanitario Dr. Gianfausto Iarrobino, dal cappellano don Andrea De Vico, dal responsabile della Pastorale della salute diac. Raffaele Fazzone, ha indossato il camice bianco e visitato alcuni reparti; lo ha da medico, perchè tale è stata la sua formazione giovanile, accompagnato dai colleghi che si sono prestati a fargli da guida nei corridoi e tra i letti presentando casi clinici, storie, raccontando i molteplici e aggiornati servizi offerti da questo ospedale ma anche il disagio per l’assenza di personale medico e infermieristico che si protrae da tempo penalizzando proprio loro, gli ammalati. Per loro, di cui il vescovo Giacomo ha incrociato le mani e gli sguardi, una parola di conforto e l’invito alla pazienza, parole di incoraggiamento e di interessamento.

È un cantiere aperto l’ospedale AGP di Piedimonte Matese, da mesi l’utenza fa i conti con impalcature e transenne ma non ne lamenta il disagio perchè l’attesa del rinnovato edificio vale tanto di più, al pari di un recupero di casa propria: lo sentono così i cittadini del Matese il nosocomio che affaccia sulla città e sulla piana sottostante, con l’unico rammarico di aver visto venire meno qualche posto letto e il rischio di perdere prestazioni. Ma è possibile che svoltando l’angolo del tempo e degli eventi il disegno della Politica corrisponda ai sogni dei cittadini. Non si sa mai! È stato il direttore sanitario in persona, il Dr. Iarrobino che qui riveste anche l’incarico di Primario di Chirurgia, a raccontare e mostrare al Vescovo l’ambizioso progetto strutturale che si va concretizzando: nuove camere di degenza, reparti interamente ristrutturati,  e un reparto di Day Surgery, sale operatorie, sistemi di impiantistica, servizi igienici, complessi strumenti radiografici, uno strutturato reparto di oncologia… è tutto un progredire verso il futuro con l’obiettivo di rendere questo luogo efficiente e accogliente.

Dare il meglio e farlo senza distinzioni tra le persone: l’obiettivo dei sanitari ritrova nelle parole del Vescovo durante l’omelia, nella Messa celebrata in cappella, una piacevole corrispondenza, ma questa volta il medico protagonista è Gesù Cristo che guarisce ogni sorta di male, nel corpo e nello spirito. “Gesù non fa distinzione tra gli uomini ma guarisce tutti”, ha spiegato Mons. Cirulli commentando il Vangelo del giorno in cui si narra la guarigione di una fanciulla indemoniata, di altra regione e di altra fede. “Il suo intervento salvifico tocca anche la vita di un non credente. Ci ricorda che Dio è ‘Padre nostro’, cioè di tutti e non si sottrae al grido di aiuto e di pietà. Così sia anche per ogni ammalato della Terra perché non gli venga negato il diritto alla cura e alla salute”.

Nella cappella dell’ospedale, al cospetto della statua della Madonna di Lourdes il Pastore ha ricordato come proprio il luogo in cui la Vergine apparve a Bernadette sia diventato la casa di tutti “dove non si chiede a nessuno se è un battezzato o credente, ma si accoglie chiunque…e dove tanti sperimentano la guarigione del corpo e dello spirito”.

Presenti alla Celebrazione i volontari dell’AVO, medici e infermieri, il personale amministrativo, gli ospiti della Struttura Intermedia Residenziale; rivolgendosi a loro il Vescovo ha chiesto di pregare “per quanti operano nel campo sanitario e per coloro che hanno cura dei mali spirituali, perché siano veicolo di guarigione per il corpo e lo spirito” ed affidato all’intercessione di San Giuseppe Moscati la cura di tutti.

La prossima preghiera per gli ammalati sarà domenica ad Alife secondo il programma che prevede il raduno alle 15.30 in piazza Santa Caterina e la fiaccolata verso la Cattedrale dove alle 16.30 sarà celebrata la Messa; in caso di pioggia l’appuntamento sarà direttamente in chiesa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.