Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Chiesa e Diocesi»Commento al Vangelo domenica 11 febbraio. La guarigione del lebbroso
    Chiesa e Diocesi

    Commento al Vangelo domenica 11 febbraio. La guarigione del lebbroso

    Redazione9 Febbraio 2024Nessun commento

    di Padre Gianpiero Tavolaro
    Comunità Monastica di Ruviano (Clicca)

    Sesta domenica del Tempo ordinario – Anno B
    Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45

    Niel Larsern Stevns: “Guarigione del lebbroso” (1913). Skovgaard Museet Viborg – Danimarca

    Incontrare Gesù è uscire dalla morte: è uscire da una condizione di incomunicabilità e di separazione. D’altra parte, se il Figlio di Dio ha scelto di assumere la condizione umana, lo ha fatto per andare incontro all’uomo che è sempre, in qualche modo, “malato di peccato”, afflitto dal male che lo isola e che si erge come barriera tra lui e l’A/altro. Metafora potente di questa condizione di morte che segna l’uomo è la lebbra, una malattia che, per le sue caratteristiche, narra disfacimento e impossibilità di incontri che non siano mortiferi, portatori di un “nulla” che moltiplica il “nulla”.

    Non è casuale, dunque, che dopo la “giornata-tipo”, con cui, nel racconto di Marco, si dà inizio al ministero pubblico di Gesù e al cui termine si colloca la partenza verso nuovi villaggi dove annunziare ancora l’evangelo, il primo incontro che Gesù fa è con lebbroso. Per la legislazione ebraica un lebbroso è già, in qualche modo, un morto… uno, cioè, che viene tagliato fuori da ogni forma di relazione della quale una vita che voglia dirsi veramente umana non può fare a meno: per questo è uno che vede con i suoi occhi quello che ogni uomo teme, vale a dire il disfacimento della propria carne.

    Un lebbroso incarna, così, l’impurità della morte che cammina per le strade del mondo e può incontrare altri uomini: e perché questa condizione di morte non sia trasmessa ad altri, il solo precetto della Torah che un lebbroso deve osservare è quello di isolarsi, di segregarsi dalla società, gridando «Impuro! Impuro!» (Lv 13,45). Il lebbroso nel quale si imbatte Gesù, però, non gli grida contro, per spingerlo ad allontanarsi, ma, al contrario, gli si avvicina e lo supplica in ginocchio: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Consapevole della propria condizione di morte, il lebbroso non punta la propria attenzione soltanto sul suo bisogno, per quanto legittimo, di essere un uomo e non un morto vivente: egli, piuttosto, è attento a ciò che Gesù vuole.

    La sua è, al tempo stesso, un’affermazione di fiducia nella potenza di Gesù e un affidamento nelle sue mani: e questa scelta, il mettere la volontà di questo Altro in cima alle proprie scelte, si rivela per il lebbroso una via di purificazione e di vita, della quale egli stesso è chiamato a rendere testimonianza anzitutto a chi ha il compito di verificare l’autenticità della guarigione («va’ a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosé ha prescritto, come testimonianza per loro»). In fondo la purificazione definitiva, quella che si realizzerà in Gesù e attraverso Gesù per tutti gli uomini, avverrà per la stessa via seguita dal lebbroso; alla fine dell’evangelo, infatti, la Passione si aprirà con un’eco di quest’umile parola del lebbroso sulle labbra di Gesù stesso: «Non ciò che io voglio ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36).

    Il lebbroso diventa, così, annunzio di quella via che Gesù stesso avrebbe percorso fino all’estremo: una via costosa che per lui significherà il farsi carico dell’impurità per inchiodarla alla croce (cf. Col 2,14). E che Gesù si faccia carico realmente dell’impurità del lebbroso lo mostra il suo gesto di toccare quell’uomo impuro: un atto inaudito che taglia fuori chiunque dalla purezza legale; toccando quell’uomo Gesù prende su di sé la sua morte (non diversamente da come farà più tardi con l’emorroissa, da cui si lascerà toccare, e con la bambina morta, che Egli stesso toccherà prendendola per mano: cf. Mc 5,21-43).

    Questo gesto, al quale Gesù non si sottrae, comporta la contrazione della medesima impurità: per questo, nel suo racconto, Marco aggiunge che Gesù non poteva più entrare in città, ma se ne stava fuori in luoghi deserti: egli ha preso su di sé quella segregazione, quella esclusione. Chiamata a essere segno, strumento e luogo di liberazione da ogni forma di impurità e di morte, la comunità ecclesiale potrà adempiere a questo mandato a condizione di percorrere la medesima via del Signore: sporcarsi le mani con la miseria dell’altro, assumendo su di sé ogni umana ferita.

    Amati amiamo, perdonati perdoniamo: ecco il cuore della guarigione che l’evangelo produce nell’uomo. Solo chi ama e perdona è davvero discepolo di Cristo, uomo nuovo capace di rendere quella testimonianza che egli chiede: solo chi lotta per l’amore e per il perdono è veramente suo discepolo, capace di rendere ancora credibile il Vangelo.

    bibbia chiesa cattolica Commento al Vangelo Parola di Dio Sacra Scrittura

    Articoli correlati

    Cinquant’anni e sessant’anni di sacerdozio, la fedeltà che continua a costruire la Chiesa

    11 Luglio 2026

    San Benedetto: quella “regola” che parla all’Europa del nuovo millennio

    11 Luglio 2026

    Terremoto Venezuela, la Chiesa italiana indice una raccolta straordinaria di offerte

    9 Luglio 2026

    Perdono di Assisi: dal 29 luglio al 3 agosto Santa Maria degli Angeli accoglierà migliaia di pellegrini

    7 Luglio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...