Home Attualità Israele e Hamas. A Gaza civili intrappolati che rischiano bombardamenti e fame

Israele e Hamas. A Gaza civili intrappolati che rischiano bombardamenti e fame

Jan Egeland, segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc) commenta la grave situazione umanitaria che si sta consumando a Gaza. Preoccupazione per le condizioni dei bambini

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Jan Egeland a Gaza (Foto Nrc)

“Una popolazione civile inghiottita dalla distruzione, dalla disperazione e dallo sconforto. La carestia è una minaccia crescente qui, poiché milioni di persone intrappolate affrontano un incubo di violenza e fame”. È quanto dichiarato da Jan Egeland, segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc), dopo la sua visita a Gaza. “I bambini di Gaza sono visibilmente malnutriti, ridotti a cercare cibo e assistenza per le strade. È inimmaginabile che un’intera popolazione venga lasciata morire di fame mentre enormi quantità di rifornimenti restano in attesa a poche miglia di distanza oltre il confine” denuncia Egeland che afferma di aver incrociato, mentre si dirigeva a Gaza, “centinaia di camion, tutti incapaci di raggiungere le persone in disperato bisogno. Solo garantendo che i valichi di Rafah e Kerem Shalom, così come i valichi settentrionali di Karni ed Erez siano utilizzati a pieno regime, i civili avranno la possibilità di ricevere sufficienti aiuti salvavita”.
Egeland è chiaro: “i civili a Gaza si ammalano di fame e sete a causa delle restrizioni all’ingresso imposte da Israele. Le forniture salvavita vengono intenzionalmente bloccate e donne e bambini ne pagano il prezzo. Israele, in quanto potenza occupante, ha il dovere di garantire la fornitura di cibo e rifornimenti alla popolazione di Gaza. Tuttavia, non è riuscito a fornire o facilitare la consegna dei mezzi essenziali per la loro sopravvivenza”. E questo avviene nonostante la sentenza emessa più di un mese fa dalla Corte internazionale di giustizia chiedeva a Israele “di attuare misure efficaci per garantire i servizi di base e gli aiuti umanitari”.
Invece “l’accesso dei camion – dice il segretario del Nrc – è stato ridotto da gennaio a febbraio. Questa situazione è particolarmente grave nel nord di Gaza, dove le famiglie vivono in difficoltà, sull’orlo della carestia”. E proprio dal nord di Gaza oggi arriva la notizia che soldati dell’Esercito di Israele (Idf) “hanno sparato sulla folla che li minacciava dopo un violento assalto di palestinesi ai camion di aiuti, con feriti nella calca”. I morti palestinesi sarebbero oltre cento. L’Idf riferisce che si è verificato “un violento assembramento” al momento della distribuzione di aiuti nel nord di Gaza, con palestinesi che hanno saccheggiato i camion. “Durante l’incidente, decine di abitanti di Gaza sono rimasti feriti, spintonati e calpestati”, afferma l’Esercito israeliano, che ha diffuso un video di sorveglianza aerea che “mostra quante persone hanno circondato i camion e, di conseguenza, dozzine sono state uccise e ferite per aver spintonato, calpestato e sono state investite dai camion”. L’esercito ha detto che continuerà l’assistenza nella trasferta degli aiuti umanitari. Hamas, dal canto suo, accusa Israele di aver sparato sulla folla in attesa di ricevere aiuti alimentari. Da Egeland arriva anche un appello per il cessate il fuoco, per un pieno accesso umanitario e per il rilascio immediato degli ostaggi in mano ad Hamas.

Fonte SIR

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