Home Chiesa e Diocesi L’Altare della Reposizione: dal buio rinasce la vita

L’Altare della Reposizione: dal buio rinasce la vita

La testimonianza dei giovani dell'Azione Cattolica di Piana di Monte Verna che prima di allestire l'altare della reposizione hanno vissuto un tempo di formazione e di preghiera. Da alcune parrocchie le foto degli altari in cui è stato riposto Gesù Eucaristia al termine della celebrazione "in Coena Domini"

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In tutte le chiese un altare dedicato alla preghiera con Gesù nelle ore che trascorro tra la memoria dell’Ultima cena e la sua morte sul Golgota. Nella penombra trovano posto luci di candele, fiori e colori, il verde dei grano appena germogliato messo a dimora da qualche settimana e che adesso si leva dalla terra. La vita, nell’ombra di questi giardini che già fioriscono, sta per riprendersi il suo tempo (eterno) nella Storia; quelle tenebre sono soltanto per un attimo perché Pasqua è vicina.
Il giovedì santo dopo la messa in Coena Domini ogni sacerdote ha deposto l’Eucarestia in questo altare appositamente allestito lasciando ai fedeli il tempo della preghiera personale o comunitaria; in tanti hanno vegliato fino a tarda ora per poi riprendere stamattina alle prime luci dell’alba e così fino alla prossima liturgia, quella che nel pomeriggio di questo Venerdì Santo celebra la morte di Gesù sulla croce e la deposizione del suo corpo nel sepolcro.

Da Piana di Monte Verna ci giunge la testimonianza dei giovani di Azione Cattolica che hanno percorso un tempo di formazione e di preparazione prima di allestire l’altare della reposizione nella chiesa parrocchiale di Spirito Santo guidata dal sacerdote don Salvatore Di Chello: il risultato che si è mostrato alla comunità ieri sera non è stato solo il frutto di un allestimento scenografico ma di decisioni scaturite dalle meditazioni sul significato dell’Eucarestia e dalle preghiere dei giorni scorsi.

Domenico Bencivenga – Dal deserto, nasce quest’albero secco, senza vita, che si protrae verso Gesù. Alla Sua vicinanza è uno sbocciare di fiori e zampilli d’acqua, simbolo di vita nuova e di rinascita. Man mano che i rami vanno allontanandosi da Cristo, questi, perdono i loro fiori e vita più non c’è. Gli Altari della Reposizione non sembrano e non sono luoghi statici, ma pieni di vita, quella vita che Gesù Cristo ci dona in con la Sua Resurrezione. Il tempo di attesa è fondamentale per rivivere il triduo Pasquale dall’ultima cena nel cenacolo con gli apostoli, alla Via Crucis, al grande silenzio che si dà la Chiesa universale prima di tornare a cantare di festa nella notte di Pasqua, la madre di tutte le Veglie che ci restituisce la vita, che ci fa essere fiori e acqua che nutrono la vita del mondo. Quel grano che fa da cornice o spesso da ornamento principale agli altari della reposizione è germogliato al buio, i chicchi morti si sono aperti alla vita; teneri e fragili sono lì ad anticiparci la bellezza della Risurrezione. Il pane, il corpo di Cristo deposto nell’altare intorno al quale ci siamo riuniti ci fa tutti ostia vivente: cibo d’amore e di pace per l’umanità. Tutti insieme diamo forma, corpo, vita e sostanza al cuore di Gesù, permettendogli di giungere in ogni luogo, in ogni tempo, per amare e servire ogni persona.

Alcuni scatti degli Altari della Reposizione nelle parrocchie della Diocesi di Alife-Caiazzo reperibili sui social.

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