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Aree interne, spopolamento, resilienza, Salvatore Capasso dalla Sicilia alle Langhe in bici per raccontare l’Appennino

Si chiama "Di Buon passo" il progetto che prevede la risalita dell'Italia per un totale di 5mila chilometri: pesare le aree interne tra disservizi, sfiducia, resilienza. Salvatore Capasso, di Piedimonte Matese, in sella alla sua bici che ha già percorso la Sicilia e si appresa ad attraversare la Calabria finirà il suo primo percorso nel Matese

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Dici Salvatore Capasso e prendono forma molteplici immagini: il lavoro nell’Istituto di credito fondato nel 1912 nel Matese dalla sua famiglia e una serie di passioni vissute con intensità nel corso della vita quali i viaggi, la bici, l’escursionismo accompagnate all’esigenza di farne riflessione comune, condivisione, narrazione.

Nasce da questo bisogno anche la sua esperienza contemporanea, un viaggio in bicicletta lungo l’Appennino, dalle Madonie alle Langhe, “per osservare, scrutare e leggere nelle pieghe di un’Italia in lento e progressivo spopolamento” come lui stesso racconta, alla ricerca di identità locali, dell’anima dei popoli e della matrice che li accomuna. Lo ha spinto lo studio e la passione sulle tematiche delle aree interne della Penisola e le politiche ad esse dedicate, soprattutto le zone appenniniche e dopo due anni di preparazione è partito l’8 maggio da Palermo fino a raggiungere ieri il borgo di Pentedattilo (RC). Un viaggio in solitaria per un totale di 5000 chilometri in due tronconi: il primo dal capoluogo siciliano a Piedimonte Matese, città di residenza; il secondo dal Matese all’appennino ligure. La pedalata di Salvatore Capasso terminerà nelle Alte Langhe, dove l’Appennino geologico ha inizio, nella comunità di Santo Stefano in Belbo lì dove nasce il lavoro letterario di Cesare Pavese La luna e i falò il cui tema è parte delle ispirazioni e della formazione del nostro viaggiatore.

“Di Buon passo” il nome che ha dato al suo progetto supportato dal patrocinio di case editrici, associazioni, brand famosi a sostegno della sua ricerca. Ha scelto di essere accompagnato da quello che lui definisce “Grande Spirito”, suggeritore di modelli e motivazioni: lo scrittore Paolo Rumiz. Altro nome a sostegno del viaggio-ricerca di Salvatore Capasso quello dell’economista e politico italiano Fabrizio Barca già Ministro per il Sud e la coesione territoriale dal 2011 al 2013

Sposato con sei figli, tre avuti dal precedente matrimonio, Salvatore Capasso si laurea in Scienze Politiche all’Università Federico II° di Napoli e per 46 anni lavora in banca, senza mai smettere di portare il suo sguardo fuori, prediligendo l’Appennino come orizzonte geografico, antropologico, sociale. Siamo oltre le metropoli, oltre le città, tra sentieri e valli, tra chiese e borghi, nelle strade tortuose e solitarie, dove si incrociano greggi e mezzi agricoli, ma anche il disagio – come ci aggiorna lui stesso dalla Sicilia – “di essere aree interne, dimenticate, rassegnate purtroppo poco resilienti; con sempre meno giovani e con poche motivazioni”. Il suo obiettivo è portare all’attenzione del Paese le problematiche delle comunità che vivono ai margini di un’Italia che ha dimenticato le montagne e le vallate in una visione strettamente urbano-centrica con il conseguente impoverimento delle le aree interne private gradualmente di di servizi quali scuola, mobilità e sanità, e di speranza:  “L’Appennino è un fantasma che sfugge – aggiunge Salvatore – talmente ricco di storie e avvenimenti che si srotolano nell’arco di millenni che è risultato laborioso individuare una matrice comune, una chiave identitaria e unitaria di lettura, fatta di terremoti, briganti, paesi arroccati, e di faggio, ulivo, vite e castagno, di frane e di abbazie, di santi, di miti, di utopie, di emigrazione, di terra e di pietre, di comunità, dove il valore del quotidiano è più lungo, più lento e più profondo”.

Il viaggio sui pedali è fatto di deviazioni e tappe per incontrare, dialogare e conoscere e recuperare tra le pieghe di una vita, amara per alcuni e disinteressata per altri, una concreta visione di restanza: ieri ha raggiunto Pentedattilo (RC) come lui stesso descrive su Instagram: “un borgo abbandonato all’inizio degli anni ’70 alle falde dell’Aspromonte, sovrastato da una curiosa formazione rocciosa che ricorda una mano a cinque dita. Mi accoglie Madeleine, una ragazza belga di Bruges, che è arrivata sin qui in bicicletta, e ha deciso di fermarsi per un po’ da Rossella. A Pentedattilo vivono stabilmente tre persone: la storica Rossella che gestisce un B&B e un piccolo ristorante, aiutata da Maka un ragazzo del Mali, e Daniela che ha aperto una bottega artigianale e lavora a macramè. Ravvivano il borgo, da 13 anni, anche Giusina e Donato che offrono ai visitatori oggetti in legno intagliati a mano. Parliamo di Appennino, di restanza e di giovani che ritornano. Dell’assenza di aiuti da parte del Pubblico. Qui ha inizio il “Sentiero dell’inglese” che ricalca le orme del viaggio del celebre artista e scrittore inglese Edward Lear. Tanti gli escursionisti che negli ultimi anni lo percorrono, ravvivando così quest’area della Calabria e i borghi grecofoni. Qui infatti le persone, eredi delle migrazioni dalla vicina Grecia, parlano ancora l’antico greco di Omero. L’Appennino che rinasce.”

L’Appennino che rinasce è già filo conduttore di questi primi chilometri. Sarà questo sentimento ad accompagnarlo fin sulle Langhe piemontesi? I diversi i paesaggi e le storie, e le reazioni delle aree interne alla solitudine politica e culturale che si registrano lungo tutta la dorsale interna ci apriranno ancora a nuove considerazioni. Seguiremo dalla bici di Salvatore Capasso in che direzione viaggia il futuro delle aree interne italiane.

Solo sostenitori morali del progetto che lo faciliteranno nell’approccio con enti, associazioni, fondazioni, aziende, singoli interlocutori durante il viaggio. Hanno aderito al progetto, conferendo il patrocinio: Società Geografica Italiana; Montagne in Movimento;  Fondazione Con Il Sud; Fondazione Appennino; Pepe in Grani; Associazione La Venta Esplorazioni Geografiche; Forum Disuguaglianze Diversità; Ediciclo Editore; Scuola del Viaggio; Rubbettino Editore; Fondazione Nuto Revelli; Fondazione Symbola; Riabitare l’Italia.
E’ possibile seguire il viaggio sul canale Instagram capasso_salvatore

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