
Superata la soglia di riferimento della quantità di diossine sprigionate nell’aria: è quanto comunica Arpa Campania (ARPAC) nel pomeriggio del 19 agosto, dopo i rilevamenti ciclici effettuati nel territorio sidicino, nel raggio di pochi chilometri dall’incendio che il sabato ha interessato il sito di stoccaggio di rifiuti plastici “Campania Energia”.
I fumi scuri e densi scaturiti dal rogo che hanno immediatamente allertato i residenti e quelli dei territori circostanti, a distanza di qualche giorno dall’accaduto palesano la pericolosità e la tossicità sprigionata nell’aria. “La sommatoria di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili dispersi in atmosfera è risultata pari a 0,27 pg/Nm3 I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità totale equivalente), superiore dunque al valore di riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, pari a 0,15 pg/Nm3 I-TEQ (fonte: Linee Guida LAI, Germania). Il primo ciclo di campionamento ha avuto corso dalla sera del 16 alla sera del 17 agosto”. Il risultato fa riferimento ai campioni raccolti ed analizzati con apposita strumentazione nei pressi del sito andato a fuoco mentre altri strumenti di rilevamento (due laboratori mobili) sono stati collocati presso il Comune di Teano e a Riardo: sempre nel comunicato di ieri ARPAC fa sapere che in questo secondo sito i risultati rilevati non destano preoccupazione, rimanendo al momento sotto la soglia consentita.
Ai tre siti di campionamento dell’aria, ARPAC fa sapere di contare anche su una stazione fissa nell’area di Sparanise: “L’Agenzia ha inoltre a disposizione i dati della stazione fissa di Sparanise, che risulta essere, nell’ambito della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, la più vicina al sito dell’incendio”. Qui, alla data del 18 agosto, quindi ancora precedente al primo segnale di allarme giunto ieri pomeriggio, “non è stata registrata alcuna evidenza delle conseguenze dell’evento nella misura degli inquinanti rilevati dalla stazione”.
Le condizioni meteo che hanno interessato l’Alto casertano con piogge e venti potrebbero aver disperso in tempi brevi i fumi, ma portato al suolo il carico di veleni sprigionato dall’incendio: un ulteriore dato su cui bisognerà fare chiarezza, così come sollecitato dalla popolazione che in questi giorni dell’agro caleno-sidicino che in questi giorni è tornata a fare i conti con una delle tante nubi che si impongono allo sguardo. Controlli preventivi, sorveglianza, trasparenza, legalità, diritto alla salute e alla tutela della vita è la richiesta delle comunità alla Politica e alle Forze dell’Ordine da cui si attende vicinanza, presenza, adempimento delle responsabilità civiche.
1 commento
Questo è il secondo incendio di grosse dimensioni nella zona, pertanto da semplice cittadino mi chiedo: Cosa sta facendo la Politica e le Forze dell’Ordine per affrontare questa situazione? E’ così difficile pensare di pianificare controlli e monitoraggi nei siti di stoccaggio di materiale pericoloso?