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“Non ci credo!”: trasformare un dubbio in un cammino che trasforma la vita è la proposta dell’AC ai giovani

Si comincia da Alvignano. L'équipe del settore giovani dell'Azione cattolica di Alife-Caiazzo riprende il cammino a tappe nelle parrocchie

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Giovanni Morelli, Maria Grazia Nassa, Domenico Fortini del Settore giovani di Azione Cattolica nella Diocesi di Alife-Caiazzo

Giovani amici di Gesù. È possibile. Cambiano i linguaggi ma l’intesa tra la storia dell’uomo di Galilea e la Generazione Z (mettiamoci anche i più giovani Millenials) resiste. È fatta di proposte da parte del primo, e di attese e infinte domande da parte dei secondi; ma anche contestazioni e spalle voltate; perché no!

Una relazione bella su cui lavora la proposta formativa del settore giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Alife-Caiazzo a partire dal tema nazionale dal titolo “Non ci credo!” che l’AC propone quest’anno ai giovanissimi. L’iniziativa invita a trasformare lo stupore, i dubbi, l’incredulità in una sfida per abitare la Bellezza, intesa come cammino, fatto di esperienze che preparano il cuore ad essere trasfigurato. Ed è infatti il brano della Trasfigurazione di Gesù davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, la traccia biblica di riferimento, l’esperienza di amicizia e di comunione intensa tra loro e il Maestro.

L’Equipe diocesana del Settore giovani anche quest’anno prediligerà l’incontro con i giovani direttamente nelle parrocchie di appartenenza portando in casa loro la proposta formativa, fatta di dettagli e passi importanti per scoprirsi cercatori di bellezza, scegliere di vivere la bellezza della relazione con Cristo, decidere di testimoniarla, sentirla nel cuore come fondamento di ogni scelta di vita.

Si parte da Alvignano il 16 novembre alle 16.00. Incontro fissato presso l’oratorio Kairòs di San Nicola; l’immagine scelta per accompagnare l’itinerario – tende piazzate nella notte, sotto il cielo stellato – ha il sapore della modernità, di un’avventura tutta giovane, ma non può non evocare la scena della Trasfigurazione e la richiesta di Pietro a rimanere in un luogo dove “è bello per noi essere qui” con il Maestro.

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