Si torna a fare i conti con quel male che spesso non lascia vie d’uscita. In una sola settimana dalla pagine di questo giornale abbiamo raccontato la prematura scomparsa del sindaco di Gioia Sannitica Peppe Gaetano, della cooperatrice salesiana di Piedimonte Matese Cinzia Arena, oggi la cronaca si posa sul nome di Mara Fabrizio di Dragoni. Figura di punta in Acqua Lete per i suoi incarichi nel reparto marketing, persona di riferimento per la comunità ecclesiale del suo paese d’origine dove viveva con la famiglia, non senza coinvolgimenti nella vita della Diocesi di Alife-Caiazzo attraverso alcuni impegni diretti nella formazione e più recentemente coinvolta nel cammino sinodale.
Nomi popolari, vite per nulla anonime che hanno toccato la vita di altri lasciando un chiaro segno della loro presenza, un contributo alla collettività in termini di idee, pensieri, testimonianze gentili ed efficaci. Poi la morte, ma non la fine di quello che donne e uomini di questa portata hanno donato ed offerto. Tre nomi in cui cogliere il comune senso del dovere, l’attenzione all’altro, il rispetto per la vita…
Mara Fabrizio ha combattuto tenacemente nell’ultimo anno: il difficile incontro con la malattia e l’accettazione di un nuovo tempo per la sua famiglia; la speranza di poter superare la prova: nel mezzo lei, con la tenacia e la determinazione che hanno distinto la sua persona nelle scelte professionali, nella cura per i suoi cari, nella passione per alcuni hobby in cui era solita trovare una soluzione, intravedere una strada, guardare al domani tanto per i risultati quanto per una naturale propensione alla speranza. Una donna con una brillante carriera in un contesto lavorativo che l’ha portata a misurarsi in Italia e all’estero e che ha fatto della formazione professionale una costante, e della formazione umana un ulteriore baluardo, della fede un impegno serio e un’occasione di condivisione. Accanto agli impegni la gioia delle amicizie e delle relazioni, il valore della compagnia semplice coltivata ultimamente nel progetto del coro “Polifolli” dedito alla buona musica e alla solidarietà. Nel canto, non era la prima volta, recuperava e dava energia.
Anche Alvignano è toccato dall’accaduto: è del paese confinante con Dragoni la famiglia del marito, l’imprenditore Rino Offreda; una trama di relazioni che superando la famiglia stessa ha raggiunto nel tempo altri e nuovi contatti. Lascia il marito e due giovani figli.
Sabato 22 novembre alle 9.45 il feretro muoverà dalla abitazione di famiglia in via Pozzo Sannillo (Dragoni) per la chiesa dell’Annunziata dove don David Ortega, il parroco con cui Mara ha lungamente collaborato, celebrerà il rito funebre.

















