Home Attualità Leone XIV all’ANCI, “qualsiasi autorità deve incarnare umiltà, onestà e condivisione”

Leone XIV all’ANCI, “qualsiasi autorità deve incarnare umiltà, onestà e condivisione”

il richiamo preoccupato alla pratica del gioco d'azzardo, crescente in Italia; di fronte ad ogni solitudine il Papa ha chiesto di essere maestri di speranza

372
0
“Perché qualsiasi autorità possa esprimere responsabilità e servizio, occorre incarnare le virtù dell’umiltà, dell’onestà e della condivisione”.

Lo ha affermato Papa Leone XIV nell’udienza ai membri dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che ieri mattina, guidati dal presidente e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dal Card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, sono stati ricevuti ieri mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano. Presente anche padre Ibrahim Faltas, francescano di Terra Santa, riferimento di progetti e attività con finalità educative sostenute dai Comuni italiani.

Il Pontefice ha ricordato che “l’uccisione degli innocenti ordinata da Erode non significa solo perdita di futuro per la società, ma è manifestazione di un potere disumano, che non conosce la bellezza dell’amore perché ignora la dignità della vita umana”. “Al contrario – ha spiegato Leone XIV – la nascita del Signore rivela l’aspetto più autentico di ogni potere, che è anzitutto responsabilità e servizio”. Il Papa ha sottolineato che “le nostre città non sono luoghi anonimi, ma volti e storie da custodire come tesori preziosi”. Il Pontefice di fronte all’assemblea dei rappresentanti ANCI ha citato il venerabile Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze, simbolo di dialogo e democrazia in Italia e nel mondo: “Se c’è uno che soffre, io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi, con tutti gli accorgimenti che l’amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita”. Non è tardato ad arrivare a fine udienza il commento del presidente Manfredi, rilanciato ai colleghi sindaci: “Le parole pronunciate oggi da Papa Leone XIV ci riportano ad una verità essenziale: amministrare non significa solo gestire la burocrazia, ma prendersi cura delle persone”.

Il Papa ha evidenziato che “la coesione sociale e l’armonia civica richiedono in primo luogo l’ascolto dei più piccoli e dei poveri”. Ha poi ricordato le parole di Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo: “Tutti hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere, perché l’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, non può accontentarsi di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali. Ciò rinchiude nell’individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendo acidi e insofferenti” (il discorso integrale).

Poi una lente d’ingrandimento sul tema di forte attualità, e motivo di particolare riflessione nella Chiesa, ossia la pratica del gioco d’azzardo, crescente in Italia. “Vorrei richiamare l’attenzione, in particolare, sulla piaga del gioco d’azzardo, che rovina molte famiglie”. Ha poi aggiunto: “Le statistiche ne registrano in Italia un forte aumento negli ultimi anni” sottolineando che “si tratta di un grave problema educativo, di salute mentale e di fiducia sociale”. Posando lo sguardo su altre forme di solitudini come “disturbi psichici, depressioni, povertà culturale e spirituale, abbandono sociale”, il Pontefice ha sottolineano “quanto ci sia bisogno di speranza”. Nella sala Clementina le parole del Pontefice hanno fotografato la realtà, ma aperto alla speranza, ad un impegno maggiore quando ha evidenziato che “le nostre città conoscono purtroppo forme di emarginazione, violenza e solitudine che chiedono di essere affrontate”. Perciò Leone XIV ha esortato i sindaci a “diventare maestri di dedizione al bene comune, favorendo un’alleanza sociale per la speranza”. Il Papa ha citato Papa Francesco richiamando il suo magistero sociale: “Senza l’ascolto dei più piccoli e dei poveri, la democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalità, perde rappresentatività, va disincarnandosi perché lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità”. Al termine dell’incontro, il saluto tra Leone e i sindaci e per ciascuno di essi la possibilità di scambiare poche parole e tornare a ricevere sollecitazioni e supporto. Si torna a casa, nei comuni, con una responsabilità morale in più.

Richiamando poi don Primo Mazzolari, ha ricordato che “Il Paese non ha soltanto bisogno di fognature, di case, di strade, di acquedotti, di marciapiedi. Il Paese ha bisogno anche di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi”. In questo modo “l’attività amministrativa trova così la sua piena realizzazione, perché fa crescere i talenti delle persone, dando spessore culturale e spirituale alle città”. Leone XIV ha concluso esortando i sindaci ad “avere il coraggio di offrire speranza alla gente, progettando insieme il miglior futuro per le vostre terre, nella logica di un’integrale promozione umana” (il discorso integrale).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.