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    Home»Arte e Cultura»Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione
    Arte e Cultura Chiesa e Diocesi

    Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione

    L'iniziativa tra la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e le diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca
    Redazione5 Marzo 2026Nessun commento

    Il rapporto tra fede cristiana e mondo agricolo sarà al centro della “Giornata di Studio” promossa dalla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia nell’ambito del Diploma in Arte e Teologia per l’anno accademico 2025/2026 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale-Sez. San Luigi. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con le diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, si svolgerà nei giorni 6 e 7 marzo e offrirà un’occasione di riflessione sul valore spirituale e culturale della tradizione contadina e sulle sue prospettive nell’orizzonte della nuova evangelizzazione.

    L’iniziativa si inserisce nel più ampio itinerario di riflessione e ricerca che le tre Diocesi dell’alto casertano guidate dal vescovo Giacomo Cirulli conducono sul rapporto tra identità culturale dei territori e responsabilità evangelizzatrice nel contesto contemporaneo. Il tema intende approfondire, in prospettiva storica e teologico-pastorale, il nesso tra lavoro agricolo, esperienza religiosa e tradizioni popolari, con particolare riguardo alle forme della devozione e della ritualità comunitaria: le invocazioni ai santi patroni in relazione ai cicli produttivi e ai raccolti, le feste e le pratiche liturgico-devozionali, le iconografie, i segni artistici e i dispositivi simbolici che hanno strutturato l’immaginario collettivo e la coesione delle comunità rurali. L’obiettivo non è una mera operazione memoriale, bensì una valutazione critica di un patrimonio spirituale e culturale dal quale possano ancora scaturire categorie interpretative e orientamenti operativi per l’azione pastorale.

    L’evento prenderà avvio nel pomeriggio di venerdì 6 marzo presso l’Auditorium Pier Giorgio Frassati di Sessa Aurunca, accanto alla chiesa dell’Annunziata. Dopo i saluti istituzionali affidati al. vescovo Mons. Cirulli, alla professoressa Giuliana Albano responsabile della Scuola di Arte e Teologia e a don Roberto Guttoriello, vicario episcopale per l’ambito dei Beni culturali, si aprirà la sessione di studio dedicata al tema “Superstizione o teologia incarnata? Il sacro rurale tra tradizione e nuova evangelizzazione”. Il confronto intende approfondire il legame storico e spirituale che per secoli ha unito il lavoro agricolo alla fede, tra invocazioni dei santi per i raccolti, tradizioni monastiche, feste patronali, segni artistici e rituali capaci di unire simbolicamente terra e cielo.

    Il programma: interventi e scoperta del territorio
    Nel corso del pomeriggio sono previsti diversi interventi di studiosi e relatori che affronteranno il tema da differenti prospettive. Il prof. Emilio Salvatore si soffermerà sul simbolismo agricolo presente nella Bibbia e nella pietà popolare, mentre il prof. Jean-Paul Hernandez S.J. rifletterà sul valore di simbolo, rito e comunità nella cultura rurale come spazio di nuova evangelizzazione. La prof.ssa Caterina Bruno proporrà una lettura del celebre dipinto “Il seminatore” di Van Gogh dopo Millet come immagine simbolica del gesto di “gettare il seme della Parola”. La sessione sarà moderata dalla professoressa Giuliana Albano.

    Alla riflessione accademica si affiancheranno anche alcune testimonianze che metteranno in luce il patrimonio spirituale e culturale delle comunità locali. La prof. Iolanda Capriglione parlerà del dono della bellezza nel mondo rurale, mentre il dott. Gianluca Sasso presenterà le tradizioni quaresimali di Sessa Aurunca. La dott.ssa Maria Miraglia illustrerà la storia e le tradizioni della terra fertile di Mondragone e il gruppo Arianova racconterà la tradizione del canto popolare a Pignataro Maggiore e nell’antica Terra di Lavoro. La giornata si concluderà con un momento di dibattito e con le considerazioni finali.

    La seconda giornata, sabato 7 marzo, sarà invece dedicata alla scoperta del territorio. Il programma prevede una visita alla Cappella di Sant’Antonio abate a Sant’Angelo di Alife e al Museo della cultura contadina di Pignataro, con un percorso guidato a cura dell’équipe della Pastorale della Cultura coordinata da don Alessio Leggiero. L’incontro si concluderà con un momento di riflessione condivisa per individuare prospettive operative nella pastorale territoriale.

    L’iniziativa intende riportare l’attenzione su un patrimonio culturale e spirituale che per secoli ha segnato profondamente la vita delle comunità rurali. Recuperare oggi questi segni di fede e di tradizione significa riscoprire un rapporto autentico con la comunità, con il creato e con il cuore del messaggio cristiano, nella prospettiva di un linguaggio capace di parlare all’uomo contemporaneo.

    Le iscrizioni sono aperte fino ad oggi, 5 marzo e prevedono una quota di partecipazione di 30 euro, da versare al momento dell’iscrizione. L’iniziativa è inoltre accreditata presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito come attività di aggiornamento per docenti.

    arte cultura Facoltà teologica identità lavoro agricolo pastorale della cultura seminatore tradizioni agricole tradizioni popolari

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