
Si cammina insieme, in preghiera, invocando la comunione di tutta la Chiesa con le litanie litania dei Santi; si condivide la mensa eucaristica: l’antico rito della Statio quaresimale torna come proposta di spiritualità per le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca. E’ l’impegno che il vescovo Giacomo Cirulli ha voluto per le sue comunità, come cammino comune, insieme ad alcuni incontri di approfondimento della Parola di Dio nel tempo che precede la Pasqua ed esige dai credenti una più intensa vita di preghiera,
l’impegno dell’elemosina, il digiuno che libera dal peso di comodità ed abitudini che appesantiscono lo spirito.
Le prime stationes, guidate dal Vescovo si sono già tenute a Sessa Aurunca, Roccamonfina, Cellole, Mondragone e Pignataro Maggiore coinvolgendo le parrocchie delle medesime foranie; seguiranno gli appuntamenti di Alife (21 marzo), Teano (25 marzo) e Liberi (26 marzo).
Agli albori della cristianità
La pratica religiosa risale ai primi secoli del cristianesimo ed attinge la parola “stazione” a quella militare di presidiare un luogo assegnato; in questo caso il riferimento è alle funzioni sacre, alla celebrazione del culto presso le basiliche che conservavano i resti dei martiri. La pratica, che nel tempo ha assunto un vero e proprio carattere penitenziale, vive di alcuni momenti specifici: la convocazione del popolo in una chiesa di raduno (collecta); la processione verso la chiesa di stazione (statio) dove si celebra una actio liturgica sulla parola di Dio o anche la stessa Eucaristia.
La statio oggi: camminare cambiando vita
Si tratta dei riti che mons. Giacomo Cirulli sta condividendo in questo tempo con le comunità coinvolte ad ogni appuntamento. Se il camminare si configura come luogo simbolico di tutta la quaresima, la statio vera e propria (il Pastore ha scelto di celebrare ogni volta l’Eucaristia) è il luogo della sosta nella meditazione, della preghiera e dell’offerta dei propositi di conversione che preparano all’uomo nuovo della Pasqua: “Convertirsi è cambiare direzione” ha spiegato mons. Giacomo Cirulli in occasione del primo appuntamento. E’ cambiare mente e cuore per lasciarsi plasmare dal pensiero di Gesù. “È scegliere di mettere i propri passi dentro le sue orme, accogliendo il cammino che Lui ci indica con una meta che conosciamo bene: Gerusalemme, il luogo in cui l’amore si dona fino in fondo”.
La Preghiera per la pace
Un pensiero costante accompagna le omelie del Vescovo: è l’appello alla preghiera per la pace che si leva con maggior voce dopo lo scontro acceso tra Usa, Israele ed Iran; le parole di mons. Cirulli partono dalla consapevolezza che la pace è un dono fragile da custodire secondo le responsabilità di ciascuno: “indipendentemente dal ruolo sociale e dai luoghi di vita essa va coltivata, curata, rigenerata con la forza della preghiera”. “Noi cristiani siamo chiamati a vivere dentro questo mondo innestando i semi del dialogo, del perdono
e della pace, ma senza cedere alla confusione del mondo” è l’invito alla vigilanza spirituale che il Vescovo affida alle comunità ecclesiali dell’Alto Casertano, indicando come unico riferimento il Vangelo di Cristo: “Sia la nostra Quaresima adesione radicale al suo
messaggio per convertirci davvero e realizzare un mondo secondo il progetto di Dio”.
Pubblicato su Limen/Avvenire, 15 marzo 2026


