Amalia Vingione – La Settimana Santa di Sessa Aurunca rappresenta uno dei momenti più alti e solenni della tradizione religiosa regionale, un evento in cui la ritualità si fa espressione profonda di sacralità e introspezione. In questa cornice, le storiche confraternite cittadine non sono semplici comparse, ma custodi di un patrimonio che fonde fede e identità, rendendo viva una memoria collettiva che altrove è andata perduta. Attraverso i loro abiti, i loro simboli e le loro regole secolari, queste aggregazioni laicali restituiscono alla città un affresco corale composto di silenzi, canti arcaici e gesti immutati.

Il protagonismo delle sei confraternite attive si manifesta già dal Lunedì Santo, quando iniziano le processioni penitenziali. Ogni sodalizio, partendo dalla propria chiesa, si dirige verso il Duomo per l’esposizione e la successiva deposizione del Santissimo Sacramento. È un cammino scandito dalle note del Benedictus e del Te Deum, che coinvolge a turno tutte le realtà confraternali seguendo un ordine gerarchico rigorosamente tramandato.
Il Mercoledì sera, l’atmosfera si fa ancora più densa presso la Chiesa di San Giovanni a Villa con l’Ufficio delle Tenebre. Curato dall’Arciconfraternita del SS. Crocifisso, questo rito colpisce per la sua nuda essenzialità: le luci che si spengono e il silenzio che avvolge i fedeli preparano lo spirito al Solenne Triduo pasquale e all’adorazione della Croce del Venerdì Santo.
Il culmine emotivo e antropologico si raggiunge però tra il venerdì e il sabato. Quando scende la sera del Venerdì Santo, il centro storico si illumina della luce dei falò per accogliere la processione dei Misteri Dolorosi. L’Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Monte dei Morti guida il corteo, dove i confratelli incappucciati portano a spalla le statue del Cristo e delle Tre Marie. Il loro incedere è segnato dalla “cunnulella”, un’oscillazione lenta e solenne che accompagna le marce funebri e il celebre Miserere, il Salmo 50 cantato a tre voci e custodito gelosamente dalla tradizione orale cittadina.
La narrazione della Passione prosegue il Sabato Santo mattina con una nuova processione dedicata alla Deposizione e alla Pietà. In questa occasione, sono le confraternite di San Carlo Borromeo e del SS. Refuggio a guidare il rito, accompagnate dalle “alluttate”, donne in abito scuro che seguono le statue per voto, portando ceri accesi.
La Settimana Santa si arricchisce di altri eventi collaterali e a tema, tra questi si citano i concerti di musica sacra; presso la cattedrale si è tenuto un reading meditato con catechesi a cura di don Emilio Salvatore; la suggestiva Via Crucis per le vie del centro storico. E ancora mostre fotografiche, mostre d’arte e per la prima volta quest’anno presso la chiesa di San Carlo Borromeo, l’omonima confraternita proporrà, la sera del Giovedì Santo, “L’ora de notte”, un canto commovente e di natura schiettamente popolare, che veniva cantata dalle contadine nelle campagne di Sessa Aurunca durante la Quaresima. Il testo e le notizie, a cura dell’Avv. G. Fiore, sono tratti dalla Rivista delle tradizioni popolari italiane, diretta nel 1890 da Angelo De Gubernatis. La Confraternita di San Carlo Borromeo ripropone questo canto per la prima volta dopo 150 anni, con l’intento di custodirlo e tramandarlo, affinché l’immenso patrimonio culturale del nostro territorio non vada perduto.
Infine, il Lunedì in Albis è da segnalare la solenne processione di Maria SS. Avvocata del Popolo e San Leone IX, corteo che vede nuovamente coinvolte le sei confraternite insieme alle Associazioni laicali.
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Foto di Luigi Izzo, Ilenia Ardone, Quaresima Sessana e Diocesi Sessa Aurunca









