di Adele Consola
In una serata densa di significato, la comunità di Piedimonte Matese si è riunita presso il suggestivo Palazzo del Tempo per celebrare non solo un’opera letteraria, ma il valore profondo del legame umano e della memoria.
La presentazione del libro di Giovanna Del Vecchio, Dal Sì al Sempre, passando per i No e i Forse (Via Margutta Edizioni), si è trasformata in un evento corale, capace di toccare le corde più intime dei numerosi presenti.

L’evento
L’Evento è stato senza dubbio una serata indimenticabile. Organizzata dalla Pro Loco Vallata nell’ambito del “Maggio dei Libri 2026”, la serata è stata aperta dai saluti istituzionali di Fernando Catarcio, presidente della Pro Loco Vallata; Loredana Cerrone e Laura Feola, rispettivamente assessore alla cultura del Comune di Piedimonte Matese e delegata alle politiche sociali del Comune di San Potito Sannitico. Moderato dalla giornalista Adele Consola, l’incontro ha seguito una scaletta fluida e partecipata, alternando tempi di delicata leggerezza a fasi emozionanti.
Il momento centrale ha visto il dialogo tra l’autrice e la docente Maria Gabriella Di Tommaso, che hanno esplorato la genesi dell’opera: un viaggio decisionale ed emotivo che porta alla consapevolezza, attraversando i dubbi (i “No” e i “Forse”) per approdare a una dimensione di “Sempre”.
E dopo un’accorata lettura a cura di una collega e amica di Giovanna: Daniela Martucci, e un momento suggestivo intramezzo musicale, a cura di Amalia Zoccolillo (voce) e Salvatore Buonpane (tastiera) è arrivato, non senza commozione, il momento della consegna di una targa speciale. A consegnarla alla famiglia Ventriglia, Pina Peligno. Una targa alla memoria della “indimenticata e indimenticabile” Pinuccia Ventriglia. La lettura speciale curata dalla docente Daniela Martucci ha sottolineato la potenza del testo, rendendo tangibile l’emozione della parola scritta.
In conclusione un incontro che è andato ben oltre la semplice presentazione editoriale. Il ricordo di un’amica scomparsa si è legato indissolubilmente al messaggio del libro: la vita continua nei valori che lasciamo e nel “Sempre” che riusciamo a costruire attraverso le nostre azioni e i nostri affetti. Attraverso l’amore.
Una serata di grande spessore culturale e umano, che conferma come la letteratura possa essere il ponte perfetto tra il passato che ci ha formato e il futuro ancora da scrivere.
La recensione
“Dal Sì al Sempre” non è solo un titolo, è una dichiarazione d’intenti. I 21 “ritratti” di donne tracciati dall’autrice fanno ripercorrere un viaggio nel macchinoso universo femminile. “Le donne di questo libro camminano, attendono, ricordano, resistono; alcune partono, altre restano; molte perdono, tutte attraversano”, si legge nella quarta di copertina.
Giovanna Del Vecchio scrive con una penna delicata ma ferma, capace di analizzare le fragilità umane senza mai cedere al pessimismo, anzi, dando sempre uno slancio di vitalità alle parole. Il libro si struttura come una guida, sentimentale e filosofica, dove la “resilienza” non è una parola abusata, ma una pratica costante, quotidiana. L’autrice esplora il concetto di “legami che restano”, focalizzandosi in particolare sui ritratti delle donne del territorio. La narrazione è un omaggio alla forza femminile, alla capacità di metabolizzare il dolore e trasformarlo in speranza.
“A mia madre. Alla sua vitalità indomita. Ai suoi sogni inespressi”. La dedica dell’autrice in apertura del testo. Due ossimori (vitalità indomita e sogni inespressi) che racchiudono un atto d’amore che riconosce tutta l’umanità di una madre tanto cara anche a tutto il territorio. Una dedica che ricorda certe poesie di Cesare Pavese o certi scritti di Sibilla Aleramo, anche.
Un indice che si legge quasi come se fosse una delle poesie a cui Giovanna ci ha abituato in questi ultimi anni; un libro che a tratti ricorda “Il favoloso mondo di Amélie”, il film del 2001 co-ideato e diretto da Jean-Pierre Jeunet.


