Sarà dedicato ad Alessandro Vessella, figura centrale della musica italiana tra Otto e Novecento e orgoglio della città di Alife, l’evento inaugurale della III edizione della rassegna “I Musicisti della nostra terra”, promossa dal Comune di Alife. L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio alle 10.00, presso l’Auditorium del Liceo Statale “Galileo Galilei” di Piedimonte Matese.
Il convegno, dal titolo “Tra competizioni e riconoscimenti musicali: l’Italia e l’Europa agli inizi del ’900”, si propone di approfondire il ruolo e l’opera del maestro alifano (Alife, 31 marzo 1860 – Roma, 6 gennaio 1929) nel contesto culturale europeo di un’Italia giovane, dinamica e desiderosa di confrontarsi con le grandi nazioni del tempo come Germania, Francia e Inghilterra. Regista dell’evento il musicologo e docente Antonio Bellone.
La manifestazione, ormai divenuta un appuntamento culturale di rilievo nel territorio matesino, continua a crescere anno dopo anno, intrecciando musicologia, concerti di orchestre di fiati, orchestre sinfoniche e gruppi jazz in un progetto ampio di valorizzazione delle eccellenze culturali locali. Un percorso sostenuto dall’amministrazione guidata dal sindaco Fernando De Felice e dall’assessore alla Cultura Luca Frattolillo, la cui disponibilità e apertura su questo tema ha già trovato precedenti occasioni di concretezza come un’altra manifestazione su Vessella curata dall’associazione “Alessandro Vessella” di Baia e Latina guidata dal maestro Biagio Cialella; o gli eventi su un altro musicista di Alife, Orazio Michi dell’Arpa, anch’essi promossi da Bellone.
Vessella, diplomato al Conservatorio di Napoli, assunse ancora giovane la direzione della banda municipale di Roma che diresse per quarant’anni fino al 1924; insegnò al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, girò l’Europa e diresse numerose formazioni bandistiche. A lui si deve la riforma della banda moderna che per la prima volta si cimentava – con pregevoli risultati – con la musica dei grandi maestri fino ad ora eseguita solo da orchestre sinfoniche: una rivoluzione, la sua che traghettava la tradizione musicale italiana fuori dal provincialismo postunitario, aprendola a una dimensione europea.
L’opera di Vessella si inserisce pienamente in quella stagione storica attraversata da ideali di modernità, progresso e rinnovamento culturale. Nel suo caso, gli ideali europeisti di cui si fece portatore, si inscrivevano nella corrente massonica della loggia “Universo” di ispirazione mazziniana.
Il convegno del 23 maggio si inserisce nel solco del lavoro scientifico già avviato nella precedente edizione, i cui atti sono stati pubblicati da Teleion Musica e Cultura. L’obiettivo dichiarato è quello di ricostruire in maniera rigorosa e documentata la figura del maestro Vessella attraverso il contributo di studiosi ed esperti di rilievo nazionale. Un progetto destinato a proseguire nel tempo con la pubblicazione annuale degli atti e con ulteriori volumi di carattere scientifico.
A moderare l’incontro sarà il prof. Bellone. Interverranno la dirigente scolastica del Liceo Galilei Rita Vessella, l’assessore alla Cultura Luca Frattolillo, il maestro Fulvio Creux – già direttore della Banda dell’Esercito Italiano, compositore e massimo esperto italiano delle bande militari – che approfondirà gli aspetti tecnici della riforma vesselliana e la sua eredità contemporanea.
Di particolare interesse anche l’intervento del professor Manfredo Guerrera, pronipote del maestro, autore del volume “Alessandro Vessella, immagine e musica della Belle Époque a Roma” pubblicato da Aracne. Attraverso testimonianze familiari, documenti e racconti inediti, Guerrera offrirà uno sguardo più intimo e umano sulla figura del grande musicista alifano.
A completare il quadro scientifico sarà la professoressa Valeria Iannotta, filologa della musica e curatrice della catalogazione delle opere di Vessella, il cui lavoro rappresenta oggi un riferimento prezioso per studiosi e appassionati. Il suo contributo sarà dedicato al tema delle fonti, della conservazione documentaria e della corretta divulgazione storica.
L’iniziativa conferma come il Matese, terra ricca di paesaggi, tradizioni e memoria, sappia ancora raccontarsi attraverso i suoi protagonisti più illustri. E la figura di Alessandro Vessella continua, a distanza di oltre un secolo, a parlare al presente con sorprendente modernità.

