E pensare che le piazze dovrebbero unire! Essere luogo di passaggio ma anche di relazioni, punti di sosta o di attesa dove furtivamente o con la calma che meritano le relazioni, diventare “casa”.
A Piedimonte Matese da diversi giorni si discute – e purtroppo anche aspramente – del taglio inaspettato dei lecci di Piazza Gaetani, per tutti Porta Vallata, e del rifacimento dell’intero slargo.
Se sulle prime, sotto accusa è finito il sindaco Vittorio Civitillo e la sua amministrazione (che si dice compatta nelle scelte compiute), un attimo dopo lo scontro è passato al tutti contro tutti, non senza gli interventi dei rappresentanti dei gruppi di minoranza in Consiglio comunale e di una rappresentanza politica provinciale.
Clima poco gradevole sui social, altra piazza di scambio, dove non ci si guarda mai negli occhi e dove non è applicabile la regola e il buon senso del paziente ascolto tra interlocutori.
E se dietro ci fosse altro? Se l’accesa polemica sia diventata la “lingua ufficiale” della comunità, allora c’è da preoccuparsi (di qualunque paese o città si tratti). Perchè accade, e accade troppo spesso.

Schieramenti contrapposti tra cittadini oggi se la giocano tra i favorevoli ad ogni cantiere aperto dall’amministrazione Civitillo e quelli che mettono in campo il sogno di partecipazione, condivisione, rispetto della natura e della memoria, maggior trasparenza degli atti (come manifestato dai gruppi di minoranza).
E finché c’è simile richiesta, il senso interiore e comunitario della democrazia è salvo. Per fortuna. Finché si protesta (pacificamente) è il segno che l’appartenenza e la storia sono ancora sacre al cuore dei piedimontesi.
Porta Vallata è una piccola Piedimonte: attività commerciali, parcheggio, movimento, punto di snodo per chi arriva in città o chi riparte, una porta sulla vita locale e sul Matese; ma anche espressione di identità: basta infatti alzare lo sguardo e tra le case di via Dante Alighieri scorgere la montagna che quasi ti sovrasta la testa. È la cartolina che dice tutto: la città e la natura.
Mercoledì 13 maggio, nel giro di pochi minuti la piazza è stata chiusa e i lecci frondosi, lì da alcuni decenni, sono stati rasi al suolo; un primo atto del Settore Vigilanza che predisponeva la chiusura della piazza aveva per oggetto la “potatura” dei lecci, “interventi di viabilità e sicurezza stradale”; uno successivo reso pubblico nel giro di pochi minuti dal primo parla ora di “lavori di riqualificazione” e “interventi di viabilità e sicurezza stradale”.
Errore, semplici refusi o volontà, i lecci hanno smesso di essere un piccolo ecosistema. I numeri esigui di alberi e di volatili ospitati non giustificano oggi il gesto nel periodo dell’anno più delicato per la nidificazione e quasi sommessamente dice meglio un cantiere oggi che una scelta ponderata domani. Ma sul tema Clarus tornerà con la voce di una figura esperta.
L’Assessore ai Lavori pubblici Agostino Navarra assicura “la piantumazione di nuovi alberi in posizione più centrale, in concomitanza con i lavori di piazza Gaetani”, ma sulla tipologia di fusti ci si riserva ancora del tempo per decidere. Assicurata una migliore vivibilità ai pedoni, ai disabili e ai commercianti di Porta Vallata; come pure un nuovo disegno della circolazione veicolare. Confermata anche “la scelta di concentrare una macchia di verde in prossimità del nuovo polo scolastico che andremo a realizzare”.
La replica più dettagliata è arrivata dalla voce di Beniamino Rega portavoce del gruppo politico Europa Verde-Verdi Caserta che analizza l’accaduto dal punto di vista ambientale: “Tuttavia, questa logica rivela un approccio fondamentalmente fallace: considerare il patrimonio arboreo come un mero ostacolo anziché come una risorsa. Una vera riqualificazione non dovrebbe necessariamente comportare la scelta binaria tra conservazione ambientale e miglioramento degli spazi pubblici. Esistono soluzioni progettuali che preservano entrambi i beni” (scarica il testo integrale del comunicato).
Quanto alla necessità dei lavori era ora che Piedimonte avesse più di un restyling; finalmente accade. Ma quanto alle reazioni così accese, c’è da chiedersi se il moltiplicarsi di cantieri e di progetti sia stato veramente intercettato dalla popolazione come un’azione di riqualificazione e non come sottrazione di immagini identitarie: il “nero” conferito alla fontana di Piazza Carmine; il moderno bianco e nero di Piazzetta Annunziata in copia con Piazza Carmine; il mancato ricordo ai Martiri di Nassiriya a cui era già intitolato lo spazio pubblico della Stazione e che in occasione del taglio del nastro dopo i lavori di restyling sia stato dimenticato (specificato in una nota del gruppo cittadino di Fratelli d’Italia), non sono dettagli ma una firma che non piace come si evince dal confronto pubblico. Ed esprimersi in tal senso non deve costituire motivo di scontro come purtroppo accade sui social.
Un “blitz” quello a Piazza Gaetani-Porta Vallata: così lo hanno definito, separatamente nei loro comunicati, i rappresentanti dei gruppi politici di minoranza Costantino Leuci (Progetto Piedimonte), Gianfrancesco D’Andrea (Piedimonte Futura) ed Emilio Iannotta (Europa Verde, Piedimonte). Fermamente mediante i social hanno denunciato l’accaduto come atto che viola le norme di tutela ambientale relativamente ai mesi dell’anno indicati o meno per potatura e abbattimento dei fusti, ancora peggio se accade alla porta del Parco Nazionale del Matese. Ma in polemica anche per quel duplice atto del Settore Vigilanza che annuncia e poi nega la semplice potatura. Il passo già mosso dai tre gruppi è la volontà di accesso agli Atti del Comune per leggere da vicino le azioni dell’amministrazione e vigilare…
La condivisione: la scelta più faticosa ma quella che aiuta a dividere sogni e responsabilità. Ai più grandi in famiglia, tocca sempre educare in tal senso.