
Una vita intera da prete. E’ la storia di don Marcello Caravella che oggi, nella memoria di del Curato d’Ars, festeggia 70 anni di presbiterato.
Era il 4 agosto del 1956 quando a 24 anni nel Santuario di Ave Gratia Plena a Piedimonte Matese veniva ordinato sacerdote dal vescovo Virginio Dondeo.
Un’altra storia, un’altra Italia quella da cui viene don Marcello.
Nato nel 1932 (come lui anche don Antonio Chichierchia di Caiazzo ordinato presbitero nel 1959), ha vissuto da adolescente il dramma della Seconda guerra mondiale, poi il tempo della formazione nel Seminario minore di Piedimonte d’Alife e quello nel Seminario Maggiore di Benevento, poi gli studi teologici a Napoli; nel frattempo il Paese viveva la rivoluzione socio-culturale del Sessantotto, il difficile periodo delle Brigate Rosse, gli anni intensi della politica divisa tra il polo comunista e quello dei democristiani.
Un bagaglio che appartiene alla vita del sacerdote anziano, oggi accudito dalla famiglia, dopo lunghi anni di servizio alla Chiesa diocesana (di Alife e poi di Alife-Caiazzo) e alla comunità di San Gregorio Matese dove è stato parroco dal 1960 al 2011.
Numerosi gli incarichi ricoperti come quello di archivista della Curia vescovile, di vicepresidente dell’Istituto Sostentamento Clero, di direttore dell’Ufficio tecnico diocesano. Ma in tanti lo ricordano soprattutto come insegnante di Religione. Generazioni di studenti si sono confrontati con lui vivacemente, con il prete in tonaca nera e dal passo svelto, che ogni mattina scendeva da San Gregorio a Piedimonte per svolgere il suo ruolo educativo nelle scuole superiori della città.
Una passione su tutte: la fotografia. Paesaggi, luoghi, volti, eventi laici e religiosi, compleanni, nevicate, pezzi di storia raccolti negli anni grazie a strumenti di ultimissima generazione, scatti che oggi sono custoditi come patrimonio unico nella biblioteca comunale di San Gregorio Matese.
Don Marcello ci piace immaginarlo un po’ il custode di una storia ecclesiale e sociale del territorio, un padre che nel tempo ha coltivato legami, progetti, iniziative con piglio deciso, entusiasta, partecipe della vita e delle relazioni.
Il suo lungo ministero, nella giornata in cui la Chiesa fa memoria del patrono dei sacerdoti, è motivo per pregare affinché il Signore continui a chiamare operai per la sua messe e trovi cuori pronti a seguirlo con passione.
Integrazione del 6 agosto 2026.
Come responsabile Dell’ufficio tecnico diocesano sono diversi i progetti edilizi seguiti e realizzati, alcuni in particolare a San Gregorio Matese dove è stato lungamente parroco: in questo caso l’edificazione ex novo della chiesa e dell’oratorio parrocchiale; nello stesso territorio la casa di ospitalità con annessa cappella sul Lago Matese.