Home Attualità Azione Cattolica. Sessanta giovani a Campitello Matese per "vivere e non vivacchiare"

Azione Cattolica. Sessanta giovani a Campitello Matese per "vivere e non vivacchiare"

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Dopo diversi anni il gruppo del camposcuola diocesano si arricchisce di giovani provenienti da diverse parrocchie di Alife-Caiazzo

di Cristina Palumbo

Batti 5! Un’espressione americana ormai entrata nel gergo giovanile italiano, utilizzata come tema del campo scuola per i giovanissimi organizzato dal settore giovani dell’Azione Cattolica diocesana a Campitello. Quarantadue ragazzi, dai 15 anni in su, accompagnati da 16 tra animatori ed educatori straordinari, dall’assistente dei giovani Don Andrea De Vico e dai Vice Presidenti del Settore Giovani Mario Fattore e Caterina Bencivenga, stanno riflettendo su cinque parole, cinque R, per “vivere e non vivacchiare”, per riprendere le parole del Beato di AC Piergiorgio Frassati. Ridurre per ritornare all’essenziale; recuperare relazioni autentiche ed andare contro a rapporti usa e getta; riparare le rotture, costruendo nuovi ponti di amicizia; rispettare se stessi, gli altri, il creato; regalare, facendosi dono per gli altri, mettendo a disposizione un po’ del proprio tempo. Attraverso originali attività di gruppo, momenti di riflessione e di spiritualità, i ragazzi stanno riflettendo su come riordinare la propria vita basandosi sull’essenziale e sull’autenticità, sotto lo sguardo di Gesù.
IMG_1407Un piccolo esperimento di comunione diocesana, che questa volta non parte dagli adulti. Al campo sono rappresentate ben 9 parrocchie (Ave Gratia Plena e S. Marcello e S. Michele di Piedimonte Matese, Liberi, Alvignano, Alife, Caiazzo, Piana di Monte Verna, Sant’Angelo d’Alife, San Potito Sannitico). E questo è davvero un buon risultato, vista le reticenze che spesso hanno le parrocchie a partecipare alle iniziative diocesane, preferendo organizzazioni in house. L’Azione Cattolica è un’associazione che non deve specializzarsi in eventi straordinari. È piuttosto chiamata a mettersi al servizio dell’uomo di ogni età, e della chiesa, in modo particolare quella diocesana. I giovanissimi stanno sperimentando al campo la bellezza di poter aver accanto amici che condividono le stesse paure, le stesse gioie, la stessa fede in Cristo. Dalle loro riflessioni è venuta fuori un’immensa voglia di vivere la propria vita da protagonisti, e di farlo con compagni di viaggio con cui condividere il cammino. Una sesta parola, Relazionarsi, è forse quella che meglio esprime l’entusiasmo dei giovanissimi al campo, che non al loro ritorno potrà contagiare anche quelli che ancora non hanno conosciuto l’Amicizia autentica e gioiosa di Cristo.

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