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Alto Casertano. Siamo pronti per il marchio "Bandiera Arancione"?

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“Bandiera Arancione”. Ieri, martedì 29 ottobre, il primo incontro di monitoraggio del lavoro di indagine avviato un anno fa, che mira a scoprire a scoprire i punti di forza e di debolezza del nostro territorio

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Foto Michele Martuscelli

Dopo ripetute verifiche e diverse visite “anonime” da parte di funzionari del Touring Club Italiano, c’è stato ieri un incontro nella Biblioteca Comunale di Piedimonte Matese tra il TCI e il Gal-Alto Casertano durante il quale sono stati evidenziati i punti di forza e di debolezza dei territori dell’area interna matesina-vairanese. Tutto ciò fa parte del vasto e complesso progetto, o meglio, percorso di conquista del marchio “Bandiera Arancione”, che il Touring Club concede ai comuni dell’entroterra, con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, che soddisfano particolari requisiti turistici, e che il Gal ha inserito all’interno del Piano di Sviluppo Locale (Psr Campania 2007/2013). “Superare l’esame” non è affato semplice. Basti pensare che su 2099 applicazioni in tutta Italia l’associazione ha dato solamente 191 bandiere. E i criteri in base ai quali avvengono le valutazioni sono ben 250, rigorosi, raccolti in 5 macro aree, tra cui  ci sono accoglienza, qualità ambientale, attrattori turistici. In un precedente incontro tenutosi a Piedimonte, Marco Girolami (direttore strategie territoriali), spiegò che il progetto delle Bandiere arancioni prevede, fra le varie fasi, l’applicazione del M.A.T. (modello di analisi territoriale), con i conseguenti suggerimenti utili a un Piano di miglioramento e un Piano d’area. “Un gruppo di verificatori visiterà i luoghi in anonimato, senza specificare la data precisa, simulando l’esperienza di un turista”, disse in quell’occasione Girolami, accennando poi ai problemi più frequenti nei quali il visitatore qualunque rischia di inciampare: dalla segnaletica sbagliata o assente, alla poca trasparenza informativa degli enti. Il direttore continuava dicendo che: “Il turismo nei piccoli comuni dell’entroterra ha oggi un grande potenziale da esprimere, c’è ampio spazio di intervento”.
In effetti ieri, quattro delle amministrazioni che hanno aderito al progetto, hanno avuto in consegna la documentazione elaborata dal TCI e dai suoi esperti per il miglioramento della qualità della vita. Erano presenti: il sindaco di Letino, Fausto Perrone; il consigliere di Piedimonte Matese, Alfredo De Rosa, di San Gregorio Matese, Francesco Montone e il vicesindaco di San Potito Sannitico, Raffaele Lombardi. Ai rappresentanti dei comuni coinvolti sono stati consegnati i piani di miglioramento “per approfondire le aree sulle quali si suggerisce di intervenire per potenziare il sistema di offerta turistica”. Dovrebbe essere questo un riepilogo degli aspetti positivi o negativi riscontrati nelle comunità visitate (consegnato anche un piano d’area di carattere intercomunale) con un’accurata indagine sui vari segmenti della vita pubblica (patrimonio, servizi, ambiente). Adesso gli esperti del TCI dovranno raccogliere le schede di verifica in cui i comuni dovranno indicare gli interventi attivati coerentemente con quanto suggerito ed indicato nei singoli piani di miglioramento che sono “personalizzati” a misura di ogni comunità. Il passo successivo sarà l’esame complessivo dei dati e la valutazione finale con l’eventuale assegnazione del marchio “Bandiera Arancione”.

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