Home Territorio Emergenza latte. Aziende bufaline sotto controllo in tutta la Provincia di Caserta

Emergenza latte. Aziende bufaline sotto controllo in tutta la Provincia di Caserta

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Diffuso questa mattina il comunicato del Nas Caserta a firma del Procuratore Aggiunto della Repubblica Raffaele Capasso: c’è il rischio che la filiera abbia acquisito latte bufalino contaminato

bufale_campaniaI Carabinieri del Nas di Caserta e dell’Arma territoriale hanno eseguito nella provincia, 21 decreti di sequestro preventivo emessi dal Gip del Tribunale di Santa Maria C.V., Nicoletta Campanaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica, relativi ad altrettanti allevamenti bufalini (5.259 bufali e 35 bovini).
I provvedimenti sono scaturiti da un’attività di controllo amministrativo e preventivo tesa ad accertare l’illecito utilizzo del vaccino RB51, utilizzato, negli animali impuberi per prevenire il contagio della brucellosi.
Dagli accertamenti emrgeva che numerosi capi adulti erano stati trattati con il farmaco (trattamento confermato dai succesivi esami di laboratorio eseguito dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Teramo) nonostante il Piano straordinario triennale per il contenimento della brucellosi bufalina in provincia di Caserta prevedesse che potessero essere vaccinati solo gli animali tra il sesto e il nono mese d’età.
I provvedimenti sono stati eseguiti – in applicazione del principio di precauzione – per garantire la salubrità e la tracciabilità del latte a tutela della salute dei consumatori e degli operatori del settore.
Agli allevatori coinvolti sono state imposte rigorose prescrizioni e un particolare sistema di vigilanza e monitoraggio su tutta la “filiera”: l’eventuale latte ricavato dalla mungitura degli animali risultati positivi all’RB51 sarà smaltito come rifiuto, mentre il latte munto da bufale risultate, allo stato, negative all’RB51, sarà con particolari cautele tracciato e sottoposto a trattamento termico e ad analisi di laboratorio.
Solo quest’ultimo latte, è sempre che le anilisi di laboratorio abbiano dato esiti favorevoli, potrà essere utilizzato per la produzione di mozzarella di bufala.
Le prescrizioni imposte dall’A.G. evitano, in radice, che ci possa essere latte contaminato nella filiera di produzione. A vigilare sulle citate prescrizioni, saranno l’Asl comptente  e iCarabinieri del Nas di Caserta. Agli allevatori sono stati contestati i reati di commerci di sostante alimentari nocive, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, maltrattamento di animali e ricettazione.

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