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Pier Carlo. Storie che fanno bene al cuore

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Affetto da autismo, consegue la Laurea Magistrale in Scienze umane e pedagogiche

PADOVA – Pier Carlo Morello, 33 anni, di Volgapo del Montello (Treviso), lo scorso 3 marzo, presso l’Università di Padova, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze umane e pedagogiche con il voto di 96/110. Tutto normale se non fosse che si tratta di una persona autistica, la prima ad aver tagliato questo traguardo. Lo studente trevigiano, affetto da “autismo non verbale”, ha discusso una tesi dal titolo: “Inclusione e benessere sociale. Una storia d’autismo per capire”. La discussione è avvenuta attraverso la tastiera di un computer a scrittura facilitata. Tanta la commozione da parte di genitori, parenti ed amici accorsi per sostenere Pier Carlo. Si tratta di certo di un punto di partenza nella battaglia per l’inclusione, dichiarano i genitori. Un esempio per tanti ragazzi autistici, una speranza per tutte le loro famiglie, che lottano affinché i loro figli non vengano esclusi dal mondo dei “normali”, come racconta lo stesso Pier Carlo nella sua tesi.
pier_carloTra i correlatori anche Vittoria Cristoferi Realdon, presidente dell’associazione Oikia che ha accompagnato in questo lungo percorso Pier Carlo Morello, cominciato nove anni fa con l’iscrizione al Bo. “Pier Carlo può rispondere verbalmente a frasi brevi, non è in grado di esprimersi a voce con un linguaggio complesso – spiega Vittoria Cristoferi Realdon . Nella sua tesi ha riportato la sua esperienze di vita all’interno della scuola, dell’università e all’esterno. Ha testimoniato quanto sia difficile uscire dal pregiudizio che c’è nei confronti dell’autismo. Per tanto tempo, all’inizio del percorso scolastico, si è trovato relegato al di fuori della classe, come racconta lui “a colorare quadratini e palline”, ritenuto incapace di assistere e comprendere i contenuti di una lezione come gli altri suoi compagni. Il suo problema era fare capire che aveva capito”. Ha appreso a 14 anni la scrittura a computer supportata da una persona – continua il Presidente dell’Associazione Oikia e con questo sistema è riuscito a diplomarsi e poi il sogno di diventare un educatore professionale lo ha spinto a intraprendere il percorso universitario. Una scelta matura e consapevole che lo ha portato a frequentare in modo autonomo i corsi, a viaggiare da pendolare prendendo il treno da solo.
E, per ciò che riguarda il suo futuro professionale, lui ha le idee chiare: poter portare la sua esperienza a chi si occupa di formare gli insegnanti di sostegno. (www.padovaoggi.it)

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