L‘intitolazione dell’Azienda Agraria “A. Scorciarini Coppola” dell’I.S.I.S.S. di Piedimonte Matese alla Laudato si’ non è stata una semplice cerimonia, ma un vero e proprio atto di impegno.
In un tempo in cui la crisi ambientale e l’egoismo umano feriscono visibilmente il Creato, la Scuola, le Istituzioni locali (civili ed religiose) si sono ritrovate insieme per ribadire un principio fondamentale: la terra ci è stata affidata per essere custodita con amore, non per essere saccheggiata dalla nostra superbia.
E’ stata una mattinata di riflessione e festa ispirata all’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, aperta con la musica del maestro Michele Leone e il canto del mezzosoprano Loredana Ferrante. A seguire, i saluti istituzionali della Dirigente scolastica Bernarda De Girolamo, che ha sottolineando l’importanza educativa e formativa di una giornata dedicata alla cura della “casa comune”. Nello specifico, facendo riferimento al laboratorio a cielo aperto che è l’azienda agricola dello storico Istituto agrario di fondazione borbonica dove si impara un mestiere, luogo in cui la teoria dei libri diventa terra bagnata, pianta che cresce, frutto che si raccoglie. Ed è proprio da questo luogo di lavoro e di vita che si accoglie l’appello straordinario che Papa Francesco ha lanciato attraverso l’enciclica sociale Laudato si’.
Voce agli interventi degli ospiti presenti: il colonnello dei Carabinieri Annalisa De Luca sulla sostenibilità e sul rispetto dell’ambiente; il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli sul ruolo cruciale dell’agricoltura sostenibile e del lavoro quotidiano degli agricoltori come custodi del territorio. Don Massimiliano Giannico, parroco di Santa Maria Maggiore ha tracciato i cenni storici dell’Istituto Tecnico Agrario, ripercorrendo le tappe e le radici profonde che legano la scuola alla crescita e all’identità del territorio matesino; il francescano padre Antonio Garofano ha guidato i presenti nella riflessione su “La Spiritualità Francescana e la Cura del Creato”, ricordando la straordinaria attualità del messaggio di San Francesco d’Assisi; don Emilio Meola parroco di Sepicciano ha curato la lettura del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, seguito dall’interpretazione della lettura in lingua originale di Alberto Ruggiero con sottofondo dei due musicisti presenti alla manifestazione.
Protagonisti della mattinata gli studenti dell’Agrario che durante la cerimonia hanno apposto la loro firma al Manifesto dell’agricoltore custode, leggendone i passaggi più significativi. Ai loro nomi si sono aggiunti quelli dei presenti del mondo ecclesiale e civile.
La mattinata si è avviata alla conclusione con la benedizione dell’azienda agraria “Laudato Si’”, impartita da Don Armando Visone, parroco di Ave Gratia Plena, seguita dal canto finale del Cantico delle Creature interpretato sempre da Loredana Ferrante e Michele Leone.
Al termine della cerimonia, tutti i partecipanti hanno potuto apprezzare un piccolo stand gastronomico, curato con maestria dai cuochi convitto Elpidio, Filomena e Silvana con Aldo.
Un lavoro di squadra che giunge allo sperato punto d’arrivo da parte della scuola matesina e che ha visto lavorare più nomi, più volti per l’evento di questa mattina: il dirigente amministrativo Angelo Michele Grasso, la docente referente dell’Istituto Agrario Giovanna Di Tommaso, la Commissione orientamento, collaboratori scolastici e personale del Convitto annesso all’Istituto, gli studenti tutti che oltre a partecipare alla cerimonia sono stati parte attiva dell’intero progetto.
Ed è proprio negli sguardi attenti, curiosi e pieni di speranza dei tanti ragazzi presenti si è percepito il vero senso della giornata: ad essi la consegna di un testimone pesante, che chiede impegno ma lascia intravedere anche la possibilità di futuro così come suggerito dalle parola di Papa Francesco dall’enciclica Laudato Sì:
«Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse» (LS, 11).



