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Dalla parte del Vescovo

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In occasione della Festa del Ciao dell’Azione Cattolica, un gruppo di genitori ha riflettuto sui temi affrontati dai Vescovi in occasione del Sinodo straordinario sulla famiglia.
Un pensiero comune è andato a Mons. Valentino Di Cerbo

La Redazione – «Se mi chiedessero a bruciapelo qual è la questione più grande, la sfida più importante per la Chiesa del nostro tempo, non penserei alle grandi frontiere missionarie o alle problematiche di ordine morale o filosofico o teologico – cose tutte, beninteso, di fondamentale importanza per la diffusione della fede – ma alla trasmissione della fede. (…) Questa comunicazione non avviene solo con le parole e con i grandi proclami, ma nella concretezza della vita quotidiana. (…) Il vangelo passa attraverso i volti degli uomini e delle donne, le esperienze di vita in cui siamo interpellati dalla fede a dire e a dare il vangelo come speranza ad ogni uomo. Tutto questo in modo particolare ha nella famiglia il suo habitat naturale, il suo contesto primigenio, fondamentale e insostituibile.» (dalla Prefazione di don Emilio Salvatore, Al cuore della vita, TauEditrice, 2009).
Si è aperto con questa considerazione l’incontro delle Famiglie, domenica mattina, 10 novembre, nell’ambito delle attività programmate per la Festa del Ciao 2014 dell’Azione cattolica diocesana. Si è aperto con questa considerazione e la constatazione che, intanto, è cambiato qualcosa: la famiglia! I paradigmi e i confini, infatti, sono diventati più labili, incerti, imprevedibili, temporanei.
FESTA-DEL-CIAO_festa-famiglie_diocesi-alife-caiazzo12L’incontro ha approfondito il «processo sinodale» in corso, voluto da Papa Francesco, sulle sfide pastorali per la famiglia. A far luce sui tanti interrogativi c’è stato don Emilio Salvatore, che ha risposto alle domande di Daniele Cirioli, giornalista: che cos’è il Sinodo? Che cosa significa “parresia”? Che cosa vuole dire “potestà ordinaria, suprema, piena, immediata e universale» del Romano Pontefice?
L’attenzione è man mano cresciuta entrando nel vivo dei problemi su matrimonio e famiglia evidenziati dal Documento Preparatorio al Sinodo (Instrumentum Laboris): coppie di fatto, unioni fra persone dello stesso sesso, matrimoni misti o interreligiosi; matrimoni combinati; fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto); e così via.
Don Emilio ha illustrato le due “visioni” su cui i Padri Sinodali si stanno confrontando: quella elaborata dal cardinale Walter Kasper che propone un cambiamento della dottrina e della disciplina sacramentale della Chiesa al fine di permettere, in casi limitati, a cattolici divorziati e risposati civilmente di poter ricevere la comunione eucaristica dopo un periodo di penitenza, mediante un’armonizzazione tra «fedeltà e misericordia nella sua pratica pastorale» (Vangelo della famiglia, Queriniana, Brescia 2014, pag. 43); quella elaborata a cinque Cardinali e quattro studiosi (Brandmuller, Burke, Caffarra, De Paolis, Dodaro, Mankowski, Muller, Rist, Vasil’) che ritengono non modificabile l’attuale dottrina e disciplina sacramentale e che nel libro uscito a settembre 2014 hanno raccolto una serie di scritti che «rappresentano le risposte di cinque cardinali della Chiesa cattolica e di altri quattro studiosi al libro..» del cardinale Kasper (Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica – Permanere nella verità di Cristo, Cantagalli, Siena 2014, pag. 7). Il dibattito con le Famiglie si è tenuto soprattutto sui temi di “fedeltà” e “misericordia”, quindi sull’indissolubilità del matrimonio.

A conclusione dell’incontro, le Famiglie si sono confrontate sulle recenti vicende mediatiche che stanno colpendo la Chiesa diocesana, ed hanno deciso di inviare al Vescovo, S. E. Valentino Di Cerbo, questo messaggio:
“Le chiediamo scusa, Eccellenza, a nome di questi nostri fratelli ai quali piace giocare a ‘guardia e ladri’ manipolando la verità che sostituiscono con loro proprie opinioni. Opinioni di pochi, spacciate tuttavia come di una maggioranza: non esistono senza un “colpevole” da rincorrere in anonimato! La logica che sottende a questi attacchi è l’assurda e strenua difesa di uno status quo che da anni, da decenni vieta a questa martoriata terra della Diocesi e del Mezzogiorno di svilupparsi, di elevarsi e di spiegare le vele per (ri)prendere il largo….” (LEGGI IL TESTO INTEGRALE)

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