Home Chiesa e Diocesi Raviscanina. Riaperta al culto la chiesa del Sacro Cuore

Raviscanina. Riaperta al culto la chiesa del Sacro Cuore

2008
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Ormai abbandonata dal 1997, la chiesa ha subito negli anni diversi danni e pochi adeguati restauri. Finalmente, alla presenza del sindaco Anastasio Napoletano e del vescovo Mons. Valentino Di Cerbo, la comunità ritorna in questo luogo

La Redazione – I cittadini attendevano da tempo questo momento: finalmente la chiesa del Sacro Cuore (già della SS. Annunziata) torna nel suo splendore al servizio della comunità locale.
Dalla casa comunale il corteo dei sindaci del comprensorio, e poi la processione del Vescovo con il parroco don Armando Visone e altri sacerdoti fino alla chiesa dove una folla gremita attendeva l’inizio della messa.
Chiusa dal 1997, dopo il restauro della chiesa parrocchiale di Santa Croce, quella del Sacro Cuore è rimasta abbandonata e inagibile a causa di lesioni e infiltrazioni che ne hanno compromesso la fruibilità anche per l’inadeguatezza dei restauri già compiuti nel 1950.
Grazie al Psr Campania 2007-2013 (Misura 323C “Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” – Bando Pirap)  per il quale si è fortemente attivato il sindaco Anastasio Napoletano e la sua maggioranza, è stato possibile recuperare questo gioiello di arte rinascimentale.
I lavori, eseguiti dalla ditta Pasquale De Robbio, sono stati seguiti in ogni loro fase dall’arch. Maria Borreca.
La Chiesa, nella sua attuale struttura – a pianta ottagonale – risulta edificata nel 1590 così come si legge in un’iscrizione rinvenuta  a metà ‘800 nell’edificio stesso: “UNIVERSITAS / RAVISCANINAE / POPULI FER.RE / PIISQUE ELEMOSYNIS / ERETTA / 1590”. Dunque una chiesa costruita per volontà della popolazione e con il contributo di tutti.
Ma la scoperta di altre fonti storiche, seppur molto lacunose, attribuirebbe la chiesa – che mostrava forme e orientamento diversi – ad un periodo precedente.

Il recente restauro restituisce così ai raviscaninesi un bene di famiglia oltre che un luogo di preghiera; una casa dove si ritrovano il comune senso di appartenenza, l’identità storica e la memoria di eventi lieti o tristi.
Il parroco don Armando per l’occasione ha voluto la pubblicazione di un piccolo opuscolo in cui il dott. Ercole De Cesare, cittadino, ripercorre la storia di questo luogo, con espliciti riferimenti a fonti storiche che ne esaltano ulteriormente il valore: De Cesare rivive gli eventi di questo luogo dal punto di vista delle fonti storiche, ma anche delle memoria; significativo un ricordo che risale ai tempi della Seconda guerra Mondiale: “Qui io ricordo nel 1944 i soldati polacchi riempire il luogo e partecipare alla funzione tenuta dal nostro parroco don Francesco Nobilomo, pregando e cantando in coro, nella loro lingua, mai seduti perchè non ci si siede al cospetto del Signore, come spiegò un ufficiale, in latino, a mio nonno. Molti di essi – continua il racconto – non sopravvissero alla battaglia di Cassino, ma trovarono il conforto ed il coraggio della fede in questa chiesa, che fu peraltro frequentata anche da altri soldati cristiani, di altre nazioni, che sostarono negli accampamenti situati nel nostro territorio”.
Ricordiamo che la chiesa parrocchiale di Santa Croce era stata distrutta dai bombardamenti alleati del 1943.
Al termine della celebrazione un momento di convivialità tra i presenti vissuto con lo spirito di una famiglia che si ritrova e si ricuce a distanza di tempo.
(Foto Mena Bassi)

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