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    Home»Territorio»Piedimonte Matese. Scuola media “Nicola Ventriglia”, musica nuova per il quartiere Vallata
    Territorio

    Piedimonte Matese. Scuola media “Nicola Ventriglia”, musica nuova per il quartiere Vallata

    Redazione23 Novembre 2015Nessun commento

    Un piano di ristrutturazione grazie a un finanziamento di 942mila euro stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2011 ha permesso il recupero di Palazzo Pitò, luogo-simbolo della Scuola media Ventriglia

    piedimonte-matese_ventriglia-2La Redazione – Da una nota diffusa dal sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, apprendiamo che presto la scuola media Nicola Ventriglia, nel quartiere Vallata tornerà ad essere fruibile, grazie ad alcuni interventi di messa in sicurezza di Palazzo Pitò storico edificio frequentato nel corso degli anni da migliaia di alunni. Nel frattempo le aule, abbandonate nel 2009,  sono state trasferite presso l’ex abbazia dei Celestini, sempre su via Scorciarini Coppola.
    La notizia non può che far piacere, ma apre anche ad una breve riflessione sul presente di questa scuola, cuore pulsante di un quartiere popoloso che negli ultimi tempi ha visto diminuire visibilmente la popolazione scolastica dopo che molte famiglie hanno preferito trasferire i propri figli presso l’edificio scolastico Giacomo Vitale, di via Caso.
    Una scuola che ha formato generazioni di ragazzi, alcuni ormai professionisti affermati, si è vista sguarnire della sua materia prima, dell’essenza per cui – in fondo – una scuola stessa vive; eppure siamo all’interno di un istituto che ha sempre garantito – per la premura degli insegnanti e il meticoloso lavoro degli uffici di segreteria – una formazione scolastica adeguata, rispettosa dei limiti e delle capacità degli alunni, e offerto qualcosa in più.
    E a tal proposito potremmo riferirci alla scuola di musica attiva da oltre venti anni presso la Ventriglia, che ha formato bravi musicisti provetti, alcuni dei quali affermati – da giovani – nel campo musicale (altra storica esperienza come questa è quella della scuola media di Caiazzo A. A. Caiatino) e all’esperienza della banda musicale degli alunni che vanta giovani competenti e appassionati.
    La presenza di ragazzi armati di zaini e libri, chiassosi e felici per le strade del quartiere parla di vita, di futuro, di passione per i luoghi, i monumenti, le cose di un posto, ma così no…
    Svuotare le aule di un edificio scolastico per migrare dove c’è più movimento rischia di cancellare un pezzo di Piedimonte che invece merita qualcosa in più.
    Si sono levati diversi appelli da parte di alcuni genitori, dalla parrocchia di Ave Gratia Plena, da insegnanti e dai residenti: teniamo in vita il quartiere, non maltrattiamo noi stessi!
    Perché accadono cose simili?
    La ragione, la disaffezione e il disinteresse crescente va ricercato anche in una fredda e deludente considerazione che indica questo quartiere come uno spazio “popolare”, dove forse non è bene mandare i propri ragazzi a scuola…perchè ciò che è popolare non ci tocca, ci danneggia, ci sporca…
    Sono emerse anche riflessioni simili in questi ultimi anni…
    È davvero così?
    Se ciò che è popolare sa di umanità, di limiti, di dolori, di sacrifici, ma anche di antichi e saggi valori, di doni e speranze, allora conviene volgere più spesso lo sguardo a questa faccia della vita che ha tanto da insegnarci, a cui tanto possiamo dare, e che arricchisce di esperienze il bagaglio di chi osa contaminarsi con essa, e trova il coraggio di guardarla negli occhi.
    Il quartiere Vallata merita di nuovo tutto questo, merita dignità, merita carità intelligente e una scuola ritrovata.
    Secondo i progetti dell’Amministrazione comunale manca poco al ritorno nella vecchia (ma nuova) scuola su cui si sono innestati diversi lavori di ristrutturazione prima di questi ultimi in via di chiusura: “la sicurezza dei nostri giovani è una priorità a cui non si può rinunciare”, ha dichiarato il sindaco Cappello.
    A questa sicurezza, speriamo si aggiungano altre certezze per il futuro, quelle che un pezzo della città recuperi la sua anima “giovane”

     

     

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