Home Scuola Alife. La scuola San Francesco festeggia i nonni. L’esperienza di nonna Vincenza

Alife. La scuola San Francesco festeggia i nonni. L’esperienza di nonna Vincenza

Il racconto di una giornata indimenticabile, per i nonni, destinatari dell'emozionante momento, e per i bambini della scuola "San Francesco", i quali hanno manifestato con semplicità il loro affetto

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Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di nonna Vincenza, la quale ha partecipato, insieme agli altri nonni, alla giornata che i bambini della Scuola Paritaria “San Francesco” di Alife hanno dedicato a loro ieri, 2 ottobre. Nonna Vincenza è stata presente al “momento magico” che a lei ha riservato il nipotino Mario.

di Nonna Vincenza

Sono Vincenza, nonna di Mario che frequenta la classe seconda presso la Scuola Primaria Paritaria “S. Francesco” di Alife.
La Scuola ha avuto un lunghissimo e importante ruolo educativo nella piccola città di antiche origini romane; oggi essa continua a svolgere quel ruolo con una gestione laica, fondata sugli stessi cardini etico-religiosi, anche se rinnovata secondo le nuove esigenze dovute all’evoluzione della società.
Ho partecipato, invitata come tutti i nonni dei bambini della Scuola, ad un incontro coinvolgente, arricchente e felice che la Presidenza e tutto il personale docente e non, devo dire in perfetta ed armonica cooperazione, vista l’organizzazione inappuntabile, hanno realizzato in pochissimi giorni per sottolineare e, quindi, insegnare ai fanciulli il “valore” dei nonni e, in generale il rispetto per le persone anziane, in occasione proprio della festa a loro dedicata.
Presso la sala della Caritas, attigua alla Chiesa di Santa Caterina, in ansiosa attesa di essere riaperta al culto dopo il terremoto del 2013, i bambini, con i loro grembiulini blu e disposti in ordine di classe, hanno accolto con compostezza, non priva di gioia, i loro nonni accorsi numerosi, ai quali hanno espresso con musiche e parole la riconoscenza e l’affetto grande dei loro piccoli cuori.

Ho sentito premere l’onda della commozione che mi ha chiuso la gola, l’ho vista negli occhi lucidi di tutti i presenti. Ho assistito ad un momento magico, governato dall’amore sincero e delicato. Altri attimi di commovente emozione sono stati vissuti nell’omonima piazzetta retrostante la chiesa dove, radunati in un mezzogiorno radioso e caldo di luce, tutti i presenti hanno ricordato i nonni che non ci sono più, partendo dall’eroico nonno che, nella recente e drammatica alluvione che ha colpito l’Italia centrale, è stato inghiottito dal fango, dopo aver salvato la vita al suo nipotino.
Una preghiera sommessa e poi le piccole mani della più “giovane” degli alunni hanno liberato palloncini colorati che sono volati nel sole, rapendo gli occhi e le voci dei bimbi: ciao, ciao, ciao.
Il ritorno alla saletta dell’incontro ha portato una “gustosa” sorpresa con i profumi deliziosi di pizze calde e invitanti sapori, preparate da nonna Speranza, generosa e sempre con le “mani in pasta”. Non poteva essere altrimenti. I nonni amano e lavorano per i loro bambini senza sosta, ritrovando agilità nelle gambe ed energia nelle braccia. È il miracolo del bene che nutre di inesauribile disponibilità, di pazienza, di comprensione, di conforto, di coccole, ma anche di insegnamenti, innestati nella memoria di rapporti umani semplici e sinceri, che aiutano a contrastare i pericoli visibili e nascosti di una “realtà virtuale” che isola e, spesso, offende, ferisce, se non uccide, l’innocenza e la serenità gioiosa delle generazioni più giovani. La “risorsa dei nonni” è parte irrinunciabile nella vita della famiglia e della Scuola, luoghi di elezione del cammino educativo dei giovani e pertanto essi devono essere riconosciuti e supportati nel loro importante compito, ma soprattutto amati. Lunga vita in buona salute per i nonni, perché possano godere a lungo della loro esistenza, rinnovata in quella dei nipoti.
Ne verrà un gran vantaggio per tutti.

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