Home Arte e Cultura Baia e Latina. Il nuovo Volume di Biagio Romano, omaggio all’identità locale

Baia e Latina. Il nuovo Volume di Biagio Romano, omaggio all’identità locale

Dopo il successo del testo sulle Chiese di Baia e Latina, il cui ricavato è servito al restauro della tavola quattrocentesca della “Madonna delle Grazie”, l’autore locale si cimenta con una nuova pubblicazione che fa il punto sull’iniziativa

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Mons. Di Cerbo alla presentazione del restauro della tavola della Madonna delle Grazie

L’instancabile penna di Biagio Romano (nella foto in basso) non smette di scrivere e di raccontare la Storia, antica e recente, di Baia e Latina.
Andando a ritroso, si ricorderà che l’Autore locale pubblicò, nella primavera 2016, La Storia di Baia e Latina attraverso le sue Chiese e con il ricavato di quella fortunata pubblicazione riuscì a sensibilizzare la popolazione baiese, la quale, attraverso l’acquisto del libro, assicurò un primo finanziamento del restauro della celebre tavola lignea della Madonna delle Grazie custodita nel Santuario omonimo sul Monte Sibia.

La storia di Baia e Latina attraverso le sue chiese
Biagio Romano

Ora, archiviato quel primo successo editoriale e culturale, l’Autore si è cimentato nuovamente con un testo che va a fare il punto su quanto accaduto prima, durante ed all’indomani del restauro dell’antica immagine: attraverso un agile formato, Biagio Romano confeziona un volume che raccoglie anzitutto gli interventi autorevoli che accompagnarono la presentazione del primo testo (tenuti dal Vescovo Mons. Valentino di Cerbo, dal Prof. Simeone Veccia, dal Dott. Michele Santoro – allora Sindaco baiese – e da don Antonio Sasso, Amministratore della Parrocchia di San Lorenzo Martire); si prosegue poi con una rassegna stampa, in cui spicca l’attenzione riservata all’iniziativa sia da Clarus che da tutta l’Informazione locale. Infine, il libro presenta una raccolta di tutti gli atti che hanno portato al recupero della tavola mariana: dalla scheda tecnica a cura della Dott.ssa Michela Acquaro, autrice dell’intervento, al racconto fotografico del restauro fino alla copia anastatica del manoscritto narrante la Traslazione dell’icona della Vergine dalla Chiesa piedimontese dei Celestini al Castello di Latina nell’anno 1699.

Tutto si configura come un piacevole sequel tipografico del restauro – per il cui finanziamento anche questo testo è stato preparato – oltre che parte di una iniziativa editoriale che va citata come esempio virtuoso per il nostro territorio, zeppo di opere d’Arte e bisognoso di una ritrovata consapevolezza culturale: consapevolezza che gli abitanti di Baia e Latina hanno dimostrato di possedere, riconoscendo l’impegno di Biagio Romano e contribuendo con lui a ricucire e tramandare l’identità locale.

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