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In Caritas diocesana, una Via Crucis, per condividere anche la preghiera

A Raviscanina il 5 aprile appuntamento per la grande famiglia della Caritas: uniti nel dolore e nella preghiera

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Condividere il dolore, i bisogni, ma soprattutto la preghiera. Nasce così l’iniziativa della Caritas diocesana di una Via Crucis rivolta ad operatori, volontari e quanti bussano alla porta della Chiesa locale in cerca di ascolto e di aiuto.

L’appuntamento è per venerdì 5 aprile con una Via Crucis in località Calvario a Raviscanina (appuntmento alle 17.00 in Piaza Umberto I) al termine della quale sarà celebrata una messa nella chiesetta in fondo al percorso pedonale segnato dalle 14 stazioni della Via Crucis.

Questo momento, voluto da Don Alessandro Occhibove, direttore della Caritas diocesana, ha il significato di unire in preghiera e con la riflessione tutti gli operatori delle Caritas della Diocesi e le famiglie che ad essi si rivolgono per essere aiutate.

Nel contesto attuale, in cui si è portati a vivere una vita frenetica, ad occupare le giornate  con impegni e gesti eccessivamente competitivi, ne scaturisce un profondo egoismo che esclude il prossimo, il debole dalla visione d’insieme della vita. Dobbiamo saperci spogliare delle vesti di persone costantemente proiettate verso noi stessi ed abbracciare, come fa Gesù, la “croce”, per condividere il dolore delle persone sofferenti.

Quello che viene chiesto agli operatori e i volontari Caritas è di educare al pensiero di Cristo, vivendo l’empatia, la compassione, la misericordia: cioè essere capaci di mettersi nei panni di un’altra persona e di comprenderla fino in fondo, di riuscire a sentire ciò che lei sente per dare il giusto consiglio, il sostegno che occorre, la parola che conforta, la Parola che salva. Chi si rivolge alla Caritas deve sapere che sarà prima di tutto ascoltato, sarà accolto come si viene accolti in una famiglia e poi sarà aiutato senza essere giudicato.

La via Crucis aiuta a riflettere e a immergersi con serenità in questa missione di servizio: nella Croce di Cristo c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, caricando sulle sue spalle tutto di noi stessi, per amore. Gesù Cristo non manda la sofferenza ma soffre con l’uomo; non lo lascia solo, ma lo aiuta ad affrontarla con dignità.

L’obiettivo che la Caritas diocesana si pone di raggiungere con questa via Crucis e che tutti possano partecipare sentendosi fratelli figli di un unico Dio, vivere un momento di preghiera condivisa ed arrivare in cima al Calvario con un cuore più leggero, seguendo l’esempio di Gesù Cristo, che sulla Croce ha avuto un amore talmente grande tanto da implorare il Padre celeste di perdonare i suoi malfattori.

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