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A Letino il “miracolo” del Campanile. 12 aprile, ricordo di una tragedia scampata

Era il 1902 quando un fulmine si abbattè sul campanile della Chiesa al Castello mandandolo in frantumi. Le pietre rotolarono nel paese senza alcun danno; le campane caddero intatte. L'evento prodigioso fu visto come un segno della protezione di Maria sul paesino del Matese

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Accadeva il 12 aprile del 1902 in una giornata di primavera, proprio come quella di ieri, in cui nonostante sia giunto il tempo delle belle giornate, tempeste di pioggia o grandine o neve non sorprendono gli abitanti della montagna.
Parliamo di una pioggia violenta e di un evento prodigioso che ieri, come ogni anno, la Comunità di Letino  ha ricordato con la preghiera di ringraziamento.
Negli archivi parrocchiali, in un documento che porta la data del 1984 e la firma del parroco don Domenico Iannotta, ci sono alcune memorie legate alle tradizioni religiose locali e ad importanti fatti di cronaca di cui è protagonista la stessa parrocchia, la Diocesi, il borgo e i suoi abitanti…
Da quei fogli viene fuori il racconto di quel giorno d’inizio secolo in cui un violento temporale si abbattè sul paese, per ore intere, spaventando la popolazione. Un forte fulmine colpì il campanile del Santuario della Madonna a Castello, posto sulla sommità di Letino, luogo di antica devozione mariana… L’energia violenta che si sprigionò fece saltare e rotolare le pietre del campanile verso l’abitato sottostante per centinaia di metri senza arrecare alcun danno alle case e alle persone.
Secondo il racconto di alcuni anziani scomparsi da pochi anni, per l’impatto con le pietre venute giù dalla sommità su cui si erge il Castello e l’annesso Santuario, furono colpiti e morirono solo alcuni maiali in una stalla posta ad alcune centinaia di metri.

Le campane in bronzo, caddero, ma non a terra: gli abitanti le ritrovarono intatte e sostenute da due pietre, come protette per evitarne il violento impatto col suolo.
Fu quello un segno, definito miracoloso, attribuito alla Madonna del Castello qui venerata, che il vescovo di allora, Mons. Settimio Caracciolo di Torchiarolo volle riconoscere come atto di grazia della Vergine alla Comunità, stabilendo in un Decreto, che ogni 12 aprile a Letino le campane suonassero e a festa e le Sante Messe fossero celebrate solennemente.
Per questi ed altri segni cari alla tradizione locale, la devozione alla Madonna del Castello – festeggiata la terza domenica di settembre – non è mai venuta meno, ma i letinesi se ne fanno custodi ormai da qualche secolo, e nel loro emigrare all’estero (Letino è uno dei borghi del Matese con una intensa storia di emigrazione in America, in Svizzera e in Francia) hanno portato con sè anche questa ottenendo addirittura, a Buenos Aires in Argentina, l’intitolazione di una parrocchia proprio a Santa Maria del Castello.

Giubileo diocesano. Il pellegrinaggio della Forania di Ailano al Santuario di Letino (febbraio 2012)

Nel 1980, in ricordo del centenario della festa alla Madonna qui istituita dai paesani Felice Paolella e Luigi Fortini, il Vescovo mons. Angelo Campagna, la incoronò la Vergine Regina del Castello e Regina del Matese, mentre il Santuario che ne custodisce la statua è divenuto sempre più meta di pellegrinaggi. Fu poi designato Santuario giubilare in occasione dell’Anno Santo del 2000 e meta del pellegrinaggio diocesano in occasione del Giubileo straordinario in occasione del XXV della Diocesi di Alife-Caiazzo.

Date che riportano a momenti di storia ancora vivi nella mente degli anziani; piccoli semi di un patrimonio di tradizioni e di fede che restano fondamenta di una comunità e ancora oggi – anche nei più giovani – ne alimentano il senso di appartenenza. Raccontarli aiuta a conoscere e comprendere la vita di una comunità e tante sue scelte quotidiane a comprendere il significato di un attaccamento – ad una data, ad una statua, alla preghiera in sè – che di fatto appartiene alla vita del luogo e alla garanzia di vita che ne ebbero gli avi “miracolati”.

 

 

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