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    Home»matese moderno contemporaneo»Giuseppe Avecone, da Pratella a Fiume sulle orme di D’Annunzio
    matese moderno contemporaneo

    Giuseppe Avecone, da Pratella a Fiume sulle orme di D’Annunzio

    Redazione6 Agosto 2021Nessun commento

    Con questo racconto sulla storia di Giuseppe Avecone, legionario fiumano, a firma degli storici Daniele Santarelli e Armando Pepe, sospendiamo la rubrica Matese tra Moderno e Contemporaneo prima di una breve pausa estiva.
    Ringraziamo quanti ci hanno letto, ma soprattutto quanti si sono sentiti coinvolti nella bella e avvincente responsabilità di narratori di una Storia spesso inedita e soprattutto necessaria a ricomporre i pezzi di quel mosaico civile, sociale e politico del Matese, da due secoli ad oggi.
    L’appuntamento di Clarus con questo filone narrativo non si esaurisce: sempre grazie alla ricerca e alla creatività del professore Armando Pepe, da settembre sposteremo la lente sulla storia territorio caiatino, dove anche lì ci attendono fatti non ancora scritti e narrati, anch’essi destinati ad essere documentati per la prima volta e a rimanere per sempre.
    Grazia Biasi, direttore responsabile

    di Daniele Santarelli e Armando Pepe

    Il Dizionario Biografico dei Legionari Fiumani provenienti dalla Campania
    Il 12 settembre 1919 Gabriele D’Annunzio, con soldati accorsi da ogni dove, occupò la città di Fiume. In disaccordo con il Trattato di Versailles e rivendicando l’italianità delle terre irredente, il poeta e condottiero si trovò a capeggiare la difesa dell’Adriatico e della Dalmazia con entusiasmo e impetuosa passione, fondando addirittura il micro-stato della “Reggenza italiana del Carnaro”, durato dall’8 settembre al 31 dicembre 1920, cui pose fine il “Natale di Sangue”. A Fiume, oltre a Giovanni Giuriati, Luigi Rizzo e Giovanni (Nino) Host Venturi, si coagularono, sia pure in un periodo di breve durata inversamente proporzionale alla portata storica effettuale, pulsioni e velleità diverse, uomini spinti da coraggio e intrepidezza, che obbedirono a un interiore dovere morale, coincidente con la difesa del patrio sentimento. Senza cedere all’epopea Gabriele D’Annunzio seppe guidare un’azione non comune e rimasta memorabile nell’immaginario collettivo nazionale, cui parteciparono volontari da tutta Italia, e la Campania non fu avara. Il progetto del “Dizionario biografico dei legionari fiumani provenienti dalla Campania”, unico nel suo genere, riporta a nuova luce un’intera generazione che nell’ideale di Patria ha creduto con generosità e gettando il cuore oltre l’ostacolo.

    Giuseppe Avecone
    Nacque a Pratella (Caserta) il 13 febbraio 1897 da Federico e Filomena Javaro. Conseguita la maturità classica al liceo Pietro Giannone di Caserta, si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia presso la Regia Università degli Studi di Napoli. Chiamato alle armi il 22 settembre 1916, prestò servizio nel 52° reggimento di Fanteria, giungendo in territorio «dichiarato in stato di guerra» il 1° gennaio 1917. Transitò nelle file del 33° reggimento di Fanteria il 21 ottobre 1917. Fu trasferito d’ufficio a Caserta presso la Scuola militare, frequentandovi dal 10 maggio 1918 il corso per allievi ufficiali di complemento. Era aspirante ufficiale quando il 20 ottobre 1918 prestò giuramento nei depositi reggimentali della Fanteria in Arezzo. In forza al 128° reggimento di Fanteria il 24 ottobre 1918 giunse in territorio «dichiarato in stato di guerra». Nominato in via provvisoria sottotenente di complemento il 31 dicembre 1918, fu confermato nel grado il 23 febbraio 1919.
    Il 12 settembre 1919 si arruolò da volontario nelle Milizie legionarie di Fiume, con tessera nr. 602, entrando nei ranghi della brigata “Firenze”, e precisamente nell’omonimo battaglione posto agli ordini del capitano Francesco Vinci. Fino al 30 novembre 1919 comandò la sesta compagnia del medesimo battaglione.
    Dal 1° dicembre 1919 al 10 maggio 1920 fu sotto il comando del colonnello Mario Sani, in qualità di ufficiale di amministrazione, terminando il servizio effettivo il 10 maggio 1920. Dapprima in licenza temporanea fu poi definitivamente collocato in congedo illimitato l’11 giugno 1920. Ricevette la medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 (istituita con Regio Decreto n° 1241 in data 29 luglio 1920) e fu autorizzato ad apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1917-1918. Nel 1921 aderì alla sezione napoletana della Federazione nazionale dei legionari fiumani, con tessera nr. 11108 e all’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (UNUCI), con tessera nr. 780.
    A partire da maggio 1921 fu anche iscritto all’Associazione nazionale combattenti e reduci con tessera nr. 183003. Successivamente poté fregiarsi della medaglia interalleata della Vittoria (in base al Regio Decreto n° 637 del 6 aprile 1922) e della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia (in virtù del Regio Decreto 19 ottobre 1922 n° 1362).

    A ventisette anni, il 9 luglio 1924, si laureò in medicina e chirurgia presso l’ateneo fridericiano. Verso la fine degli anni Venti, in Alife, sposò Angela Vessella, da cui ebbe tre figli. Nello stesso periodo si iscrisse alla sezione alifana del Partito nazionale fascista, con tessera nr. 171408209. Fu nominato tenente della riserva con Regio Decreto del 9 maggio 1929. Il 24 aprile 1936, quando rivestiva anche l’incarico di assistente alla prima cattedra di clinica medica alla Regia Università degli Studi Napoli, presentò all’Ufficio stralcio delle Milizie fiumane, incardinato nell’Associazione nazionale combattenti e reduci, domanda per ottenere il brevetto, firmato da Gabriele D’Annunzio, della Marcia su Ronchi, con le seguenti motivazioni: «Avendo dovuto esercitare la professione in diversi punti e frequentare corsi di perfezionamento anche all’estero, per forza di eventi perdetti contatto coll’Associazione dei legionari e rimasi senza tessera dal 1921. Mi onoro perciò ora, su parere anche dell’onorevole professore Antonio Tommaselli, nostro degnissimo rappresentante politico, di chiedere il rinnovo della tessera e possibilmente il brevetto della Marcia su Ronchi, essendo stato uno dei primissimi a gridare “o Fiume o morte” sino alla gloriosa morte di Luigi Siviero e di altri precursori, coi quali fui anche denunziato per reato di diserzione dal Comando del XXVI Corpo d’Armata. Mi son sempre fregiato delle decorazioni per la spedizione di Fiume e di Zara con D’Annunzio liberatore».
    Il 7 agosto 1936 l’Ufficio stralcio delle Milizie fiumane rispose che «I documenti sono pronti e attendono solamente la firma di Sua Eccellenza l’onorevole Console generale Nino Host Venturi, sottosegretario di Stato alla Marina Mercantile e già Rettore alla Difesa in Fiume d’Italia negli anni 1919-1920».
    Non fece mai politica attiva e svolse la professione medica con altruismo per tanti anni, morendo in Alife il 19 febbraio 1966.

    Fonti, bibliografia e link
    Gardone Riviera (BS), Archivi del Vittoriale degli Italiani, Archivio Fiumano, serie legionari, cartella 21/1643 «Giuseppe Avecone».

    Famiglia Avecone, Alife.

    Mimmo Franzinelli e Paolo Cavassini, Fiume. L’ultima impresa di D’Annunzio, Mondadori, Milano 2009.

    Giordano Bruno Guerri, Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione, Mondadori, Milano 2019.

    Luigi Emilio Longo, L’esercito italiano e la questione fiumana (1918-1921), Ufficio storico SME, Roma 1996, p. 240.

    Pier Luigi Vercesi, Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia, Pozza, Vicenza 2017.

    http://www.storiadellacampania.it/dblfc:start

     

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