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Alife / Carabinieri. Inaugurata una “stanza tutta per sè” per l’accoglienza delle donne vittime di violenza

Questa mattina presso la Caserma dei Carabinieri di Alife inaugurata una stanza riservata all'accoglienza e all'ascolto delle donne vittima di violenza e dei loro figli: progetto nato dalla collaborazione tra Soroptimist International Club di Caserta e la Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese

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Il Maggiore dei Carabinieri Francesca Baldacci con Mariolina Coppola (sinistra) e Giulia Polverino (destra)

Inaugurata presso la Caserma dei Carabinieri di Alife “Una stanza tutta per sé”, spazio riservato all’accoglienza e all’ascolto di donne vittime di violenza e ai loro figli: progetto che da anni si realizza in tutta Italia in caserme e questure su iniziativa dalla associazione Soroptimist International d’Italia che in tutto il mondo si occupa di promozione dei diritti umani, promozione del potenziale delle donne e sostegno all’avanzamento della condizione femminile… (vai al sito).

Una caserma, avamposto di legalità e giustizia, diventa qualcosa di più, un luogo di incontro diverso dal solito e fuori dagli schemi formali, uno spazio accogliente a misura di “casa” di cui hanno bisogno le persone più fragili per guadagnare l’intimità e la forza necessarie a raccontare il torto subito, la ferita impressa per sempre.

 

Lo spazio creato ad Alife oltre ad essere il secondo in provincia di Caserta è l’unico in Italia preposto ad accogliere nello stesso luogo mamme e figli e svolgere sofisticate intercettazioni ambientali sia nell’aria riservata ai piccoli che agli  adulti: l’dea della sua realizzazione nasce dall’osservazione e dall’azione svolta sul territorio dagli uomini della Compagnia Carabinieri Piedimonte Matese guidati dal Maggiore Francesca Baldacci.
Una donna per le donne: una sensibilità particolare, la sua, al tema della violenza sulle donne troppe volte taciuta dalle stesse vittime a cui il Maggiore ha pensato di dare risposta in maniera ancor più incisiva rispetto a quanto già avviene da parte dei Carabinieri: “La violenza si può e si deve contrastare” ha dichiarato a quanti sono intervenuti questa mattina all’inaugurazione. “Poi da rappresentante dell’Arma, da donna e da mamma dico e ricordo alle altre donne: denunciare non deve significare sentirsi sole. Scegliere di essere affiancate dalle Forze dell’Ordine e da altre strutture di supporto significa aver scelto per il proprio bene. Solo assieme possiamo auspicare di raggiungere un cambiamento”.


Presenti alla cerimonia il Colonnello del Comando Provinciale Patrizio La Spada; altre autorità militari;  S. E. Mons. Giacomo Cirulli vescovo di Teano-Calvi e di Alife-Caiazzo; il sindaco di Alife, avv. Maria Luisa Di Tommaso e alcuni consiglieri comunali; il parroco della Cattedrale di Alife Don Pasquale Rubino; la presidente nazionale di Soroptimist International Mariolina Coppola; Giulia Polverino, presidente del Club Caserta di Soroptimist. Quest’ultima, di fatto, a lavorare con i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese per la realizzazione della stanza, la numero “190” di quelle presenti in tutta Italia (idea, questa della stanze, che nell’ambito del Club internazionale riceverà un importante premio di riconoscimento).
Un lavoro reso possibile non senza la collaborazione di numerose altre donne impegnate nel Club casertano e presenti anch’esse alla cerimonia, e di “sponsor illuminati”  – come Polverino ha voluto definire – che hanno reso possibile la realizzazione di questo caldo e accogliente angolo della caserma alifana. E li ha voluti citare e ringraziare perché la solidarietà, la vicinanza, il supporto alle Istituzioni e la tutela dei diritti siano motivio di azioni virtuose anche per molti altri: Arretek srl di Antonio Terracciano con sede a Riardo; il Laboratorio Igea di Lavinia Gaudio di Piedimonte Matese; Agenzia Immobiliare Zurigo di Giuseppe Landolfi di Baia e Latina, e un imprenditore che ha scelto l’anonimato…

“Non è un momento di vittoria”, così Mariolina Coppola, presidente Soroptimist International Italia riportando l’attenzione sui numeri. “Perché se negli ultimi tre giorni sono state inaugurate 5 nuove stanze vuole dire che le violenze non cessano (…). Oggi festeggiamo ma pensiamo che sia anche un momento critico perché finché creeremo simili spazi vuol dire che non avremo lavorato abbastanza sulla popolazione”. Oltre al grazie agli sponsor e all’Arma dei Carabinieri, ha fatto appello all’azione integrata di quanti sui territori possono adoperarsi per sostenere simili progetti, lavorare secondo le proprie specificità e competenze (a Piedimonte Matese opera in tal senso il Centro antiviolenza Aurora che ospita donne vittima di violenza e il Centro diocesano per la famiglia Mons. Angelo Campagna per il supporto psicologico, entrambi al lavoro in stretta sinergia con Forze dell’Ordine e Sanità locale).

E di sinergia e disponibilità ha parlato anche il vescovo Mons. Cirulli, dapprima ai microfoni dei giornalisti manifestando il giudizio positivo e grato per l’iniziativa in corso “che cerca di mettere a proprio agio donne ferite, soprattutto dentro, ma anche fisicamente, per cercare insieme ad esse i percorsi gusti per la loro difesa e per far in modo che questo problema venga a galla”. Alla domanda della Chiesa in questo difficile contesto, il Pastore ha risposto “siamo qui per supportare tutto questo e quando ci si chiederà di dare una mano siamo disponibili con le nostre strutture”, ricordando la benedizione della stanza che la Diocesi di Teano-Calvi mette a disposizione per l’Alto Casertano stanze per il soggiorno di donne vittime di violenza a Mignano Monte Lungo e presto anche a Pignataro Maggiore.

Ci sono colori tenui nella stanza, di quelli che rilassano; c’è abbastanza luce che entra dalle finestre; c’è tutto il chiarore che possa far pensare a chi vi entra, “è l’inizio di un nuovo giorno”.

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